Dall’erotismo all’amore

Una conferenza tratta dagli inediti in Italia di Rudolf Steiner

Una sfida della libertà per gli uomini che hanno il coraggio della verità

Rudolf Steiner – Conferenza tenuta a Dornach il 15 settembre 1915

Miei cari amici!

Vorrei fornirvi ancora qualche nozione sull’argomento che ho trattato in questi giorni. Oggi vorrei partire dalla domanda: «Quanti anni ha di fatto l’amore?»
Non ho dubbi che la maggior parte delle persone, partendo da
un’osservazione superficiale della realtà, risponderebbe: «L’amore è vecchio come il mondo!». Chi è invece abituato a prendere seriamente la realtà, valendosi di una conoscenza scientifico-spirituale, darebbe un’altra risposta concreta.
L’amore, miei cari amici, ha al massimo 700 anni! Leggete, miei
cari amici, tutta la letteratura e la poesia romana e greca, e non troverete mai qualcosa che si possa collegare con il concetto di amore dell’epoca contemporanea. In Plutarco troverete i concetti di Venere e Amore chiaramente distinti uno dall’altro. E il modo in cui si parla di amore nella poesia lirica risale a non più di sei-sette secoli fa.
Ciò significa che il concetto di amore degli uomini di oggi affiora negli animi umani solo sei-sette secoli fa. Prima non se n’è parlato nemmeno approssimativamente.
Sì miei cari amici, dal punto di vista gnoseologico non si può fare alcuna obiezione in merito. Non è valida l’obiezione che gli uomini hanno sempre praticato l’amore. Perché se la teoria copernicana, secondo la quale la Terra gira intorno al sole, è giusta, la Terra si è mossa così anche durante l’epoca latina, greca ed egizia, da quando esiste l’umanità. Ma gli uomini non hanno parlato della teoria copernicana.
Così è anche per l’amore: le manifestazioni, i fatti dell’amore costituivano un complesso di fenomeni della vita, ma non se ne parlava.
Ma in questi sei-sette secoli si è andati oltre miei cari amici! Non solo si è arrivati al punto che l’amore è considerato il centro dell’esistenza di ogni individuo, si è giunti ormai anche nella teoria psicanalitica, che sguazza nelle forze d’amore più basse e ordinarie.
Questo è il corso dell’evoluzione che dobbiamo contrastare e trasformare in qualcosa di diverso, dal momento che coltiviamo la scienza dello spirito.
A dire il vero mi stupirei se tutti si sorprendessero quando dico che l’amore ha solo sei-settecento anni, perché l’ho già affermato in conferenze precedenti.
Vedete, miei cari amici, quell’accostamento dell’idea di amore ai più svariati concetti teorici sul mondo, che si presenta così ripugnante nella teoria psicanalitica, si è realizzato nel corso degli ultimi anni in modo lento e graduale. Ora ci vorrebbe molto tempo per andare a fondo di tali questioni, ma vorrei indicarvi la strada che va in tale direzione….

Qui trovate il file PDF con la prima e la seconda conferenza

www.liberaconoscenza.it: Scienza dello Spirito e cultura “open” della Rete

Un articolo di Emanuele Banchio dalla Rivista Germogli / Anno 3 ‐ n. II ‐ Giugno 2012

 

GIOVANNI, GIORGIO E FABIO sono i fondatori di LiberaConoscenza.it. Ho avuto il piacere di conoscere questi tre personaggi in occasione delle mie recenti collaborazioni ai convegni di Pietro Archiati. Si tratta di uomini semplici e alla mano che, a uno sguardo superficiale, sembrerebbero persone assolutamente normali, ordinarie… Non sono vestiti di iuta, sandali, veli e lana cotta. E nemmeno di giacca, panciotto e papillon come le due categorie di antroposofi che avevo incontrato finora: l’ala fricchettona e quella snob. Ma dietro questi panni di ordinarietà si celano delle teste veramente creative e raffinate, dei cuori saldi e appassionati, delle mani forti e operose: persone straordinariamente preparate, ma nello stesso tempo umili, concrete e irresistibilmente spiritose.

Fabio Giorgio e Gianni a Dornach
Fabio, Giorgio e Gianni a Dornach, alcuni anni fa...

«Ciao Gianni, per il prossimo numero di Germogli vorrei scrivere un articolo su LiberaConoscenza.it, per farla conoscere ai lettori. Che te ne pare? Saresti disponibile per un’intervista telefonica? Fammi sapere quanto prima. Grazie. Emanuele». – Inviato: h23,47 25/04/2012.

«Ok, volentieri. Direi di far domani sera alle 21, così riesco anche a mangiare qualcosa. Non ho un telefono fisso ma ho skype. Può andare bene? Gianni». – Inviato: h00,08 26/04/2012.

«Ottimo. D’accordo il mio nome è em.benks; buona giornata, ci sentiamo alle 21!». – Inviato: h12,21 26/04/2012.

«Ciao Em sono un po’ in ritardo ma arrivo. Non disperare!!! […] sto cercando di lanciare skype col mio catorcio… spero di esserci quasi». – Inviato: h20,44 26/04/2012.

Finalmente riusciamo a collegarci…

Germogli: Che cos’è LiberaConoscenza.it?

Giovanni: « Beh, devo dire che questa domanda un po’ me l’aspettavo…».

G: Intendo dire: come e quando nasce questa realtà; a partire da quali ideali; che scopi si prefigge?

 Giovanni: «Diciamo che le circostanze e il modo in cui è nata, in un certo senso, spiegano che cosa effettivamente sia LiberaConoscenza.it. Io e i miei amici Giorgio e Fabio ci occupiamo di antroposofia da una quindicina d’anni e da circa dieci anni collaboriamo all’organizzazione dei seminari di Pietro Archiati. La nostra grande passione per la Scienza dello Spirito di Rudolf Steiner aveva fatto nascere in noi il forte desiderio di adoperarci affinché sempre più persone avessero la possibilità di entrare in contatto con queste conoscenze per noi così fondamentali; e da qualche tempo stavamo meditando sulle potenzialità di Internet come mezzo idoneo a favorire la libera circolazione e diffusione (perché no!) anche di questi contenuti. Nel febbraio del 2004, al sesto seminario sul Vangelo di Giovanni tenutosi a Rimini, una signora mi si avvicinò e mi disse: «Per fortuna, dopo tanti sforzi, sono riuscita a reperire le informazioni necessarie per venire fin qui… Avevo provato invano a cercare in Rete. Non avete un sito Web in cui comunicate le indicazioni logistiche riguardanti i convegni che organizzate?». Questa domanda si potrebbe dire che accese i nostri animi e ci spinse a tradurre finalmente in azione quell’idea che già da qualche tempo ci balenava in mente. Otto anni fa l’utilizzo del Web non era ancora così capillarmente diffuso come oggi, tuttavia già allora si vedeva la direzione verso cui saremmo andati; e la creazione di un sito Internet per la diffusione in Italia della Scienza dello Spirito che fosse indipendente, ossia non direttamente riconducibile ai siti ufficiali di antroposofia, ci parve che fosse un’idea utile.

Durante il viaggio di ritorno da quel seminario discutemmo a lungo sul nome da dare a questo nostro progetto. Doveva essere una formula che in modo breve ed efficace desse esattamente l’idea di quelli che erano gli intenti che ci animavano e che, nel contempo, non richiamasse immediatamente etichette già conosciute e catalogate. Doveva essere un nome che rispecchiasse quello che secondo noi è un valore fondamentale, il primo passo verso qualsiasi cammino un essere umano voglia intraprendere: la conoscenza. Optammo infine per “LiberaConoscenza.it”. Questo nome racchiudeva l’ideale di vita in cui noi credevamo e che tuttora cerchiamo di attuare: non intendiamo fare un proselitismo intrusivo, ma semplicemente, per così dire, “riempire un buco”, colmare una mancanza di informazione… condividere, senza spingere, offrendo a chi cerca la possibilità di trovare una risposta. Noi non siamo dei “venditori porta a porta”, ma abbiamo voluto creare una vetrina in cui le conoscenze esoteriche della Scienza dello Spirito potessero essere liberamente accessibili a tutti coloro che volessero attingervi».

emanuele banchio
Emanuele Banchio - Studente di scuola steineriana tra il 1990 e il 1998.

G: A questo proposito ho spesso sentito obbiettare, da antroposofi di vecchio stampo, che le conoscenze esoteriche della Scienza dello Spirito non andrebbero “sbandierate ai quattro venti” perché esse potrebbero essere utilizzate in modo inopportuno e risultare addirittura dannose per un individuo che le incontrasse prima di “essere pronto” a riceverle…

 Giovanni: «Noi non vogliamo giudicare la vita degli altri. La nostra vuole essere una pura offerta, nella convinzione che nessuno più dell’individuo può essere in grado di giudicare, per se stesso, se “è pronto” o meno a ricevere e accogliere determinate conoscenze. D’altra parte, va da sé che ognuno prenda l’antroposofia secondo il grado di maturità in cui si trova. Non spetta certo a nessuno di noi arrogarci il diritto di giudicare la maturità di chicchessia al di fuori della nostra… ciascuno della propria».

G: Mi sembra che questo vostro approccio al sapere, per così dire anti-elitario e democratico, sia decisamente al passo con i nostri tempi! Come decideste di procedere dunque?

 Giovanni: «Nel giro di due mesi comprammo il dominio in Internet e, improvvisandoci webdesigner, abbiamo costruito il sito. E così, con l’invio del primo “notiziario” ai nostri primi contatti e-mail, nella ricorrenza della Pasqua del 2004 ha avuto inizio la nostra avventura. Inizialmente ci limitavamo a pubblicare le date e i luoghi dei vari convegni e seminari di Pietro Archiati; questo perché, ai nostri occhi, egli ha il merito di portare i contenuti del pensiero di Rudolf Steiner in modo molto attuale, concreto e accessibile a tutti. Successivamente abbiamo incominciato a pubblicizzare anche molte altre iniziative antroposofiche in Italia.

Abbiamo però scelto deliberatamente, diciamo anche per un senso di responsabilità nei confronti dei nostri lettori, di pubblicizzare esclusivamente ciò di cui abbiamo avuto esperienza diretta e che riteniamo essere in sintonia con i contenuti e con lo spirito del lavoro che abbiamo intrapreso. Abbiamo puntato più su quella che secondo i nostri parametri è la qualità piuttosto che sulla quantità degli eventi pubblicizzati. Nel contempo, però, abbiamo sentito l’esigenza di non limitarci a dare informazioni sulle iniziative in corso. Ognuno di noi possedeva infatti materiali stupendi e preziosi (opere non più ristampate, praticamente dimenticate e introvabili, traduzioni di testi inediti in Italia, registrazioni di conferenze, ecc.) che ci sembrava un peccato tenere soltanto per la nostra ristretta cerchia di amici. Così sul nostro sito abbiamo iniziato a mettere a disposizione anche questi materiali, incoraggiando i nostri lettori a fare altrettanto».

G: Come si struttura il sito Internet www.liberaconoscenza.it?

 Giovanni: «A grandi linee il sito si articola in tre sezioni fondamentali: l’Agenda, in cui vengono riportati i vari appuntamenti e le iniziative che via via si presentano; i Contenuti, in cui si trovano articoli, testi, trascrizioni di conferenze e audio di convegni e seminari parzialmente o integralmente scaricabili dal sito; i Links, dove vengono proposti collegamenti ad altri siti Internet che trattano, a vario titolo, di Scienza dello Spirito. A queste si aggiungono le due sezioni, che tra l’altro sono in assoluto le più visitate, dedicate alla presentazione di Rudolf Steiner e di Pietro Archiati. Per concludere, ci tengo a segnalare quelli che reputo essere i “fiori all’occhiello” del sito: il sommario dell’Opera Omnia, gli inediti di Rudolf Steiner, la sezione dedicata agli articoli dei lettori… e poi a partire da aprile ci sono alcune novità di cui ti parlerò più avanti».

G: I materiali della sezione Contenuti sono tutti liberamente scaricabili?

 Giovanni: «Sì, i contenuti sono resi liberamente accessibili e usufruibili, anche se “liberamente” non significa necessariamente in modo gratuito; il sito infatti non ha sponsor né finanziatori, ma si fonda sulla formula del Libero apprezzamento: vogliamo riporre la nostra massima fiducia in coloro che riterranno utile questa iniziativa».

G: Che cos’è il Libero apprezzamento?

Giovanni: «È un concetto non facile da spiegare oggigiorno perché si tratta di un’idea alla quale non siamo abituati: c’è una bella differenza tra “ap-prezzare”, ossia attribuire un prezzo, un valore, e “pagare” un lavoro. E non significa nemmeno “fare una donazione” che è, diciamo, un’azione altruistica. “Apprezzare” è un’azione, si potrebbe dire paradossalmente, egoistica: se io apprezzo il lavoro di una persona è perché, in qualche modo, questo lavoro mi ha dato un qualche beneficio (sul piano materiale e/o spirituale)… e allora sarò io il primo a voler “foraggiare” questa persona, affinché essa sia messa nelle condizioni di portare avanti questo suo lavoro, esplicando sempre meglio il suo talento. E in questo processo di scambio, ciascun individuo, che è per così dire fruitore di un dato servizio, sarà libero di dare in cambio proporzionalmente a quanto riterrà di aver ricevuto e a quanto gli sarà concesso di dare, in relazione a quelle che sono le sue risorse economiche. Noi vogliamo che chi ritiene di non aver ricevuto nulla non dia nulla! Per questo abbiamo evitato di stabilire un “prezzo” da pagare; perché è fondamentale che ciascun individuo si chieda: «Quanto è importante per me quello che mi è stato messo a disposizione? Che valore gli do? Ritengo utile che chi mette a disposizione questi contenuti possa continuare a farlo, affinché possano essere offerti magari anche ad altri?». Insomma, noi riteniamo sia importante affidarsi, con la massima fiducia, all’intima onestà interiore di ciascun individuo, che meglio di ogni altro può, per se stesso, dare un valore a ciò che gli viene offerto.

G: Ci sono altre realtà che adottano la formula del Libero apprezzamento?

 Giovanni: «Non saprei dire con precisione, ma credo e spero proprio di sì. Per certo posso dirti, però, che questo sistema è un tratto che accomuna praticamente tutte le iniziative che noi pubblicizziamo sul nostro sito. Per esempio Pietro Archiati, Mauro Vaccani e Fabio Delizia, nelle loro conferenze, convegni e seminari, si avvalgono della formula del Libero apprezzamento; proprio perché essa dà la massima fiducia e libertà ai partecipanti, anche se comporta un rischio per gli organizzatori».

G: E il fatto che ciascuno sia libero di contribuire ai costi delle iniziative culturali a cui partecipa per quello che si sente, e soprattutto per quello che può, fa sì che la conoscenza diventi veramente un bene liberamente accessibile a tutti e non un privilegio elitario per i pochi che se lo possono permettere…

 Giovanni: «Esattamente. Se noi, come molto spesso accade anche nelle iniziative culturali antroposofiche, imponessimo una tariffa rigida di cento euro o più per l’iscrizione a un convegno della durata di un week-end (a cui vanno a sommarsi le spese per vitto e alloggio), inevitabilmente diverse persone non potrebbero parteciparvi. Il nostro pubblico automaticamente si restringerebbe alla esclusiva cerchia di coloro che hanno la disponibilità economica per pagare quei soldi!».

G: Come rispondono le persone poste di fronte alla libertà che la formula del Libero apprezzamento concede loro? Tendenzialmente ritieni che sia, per così dire, ben riposta la vostra fiducia?

 Giovanni: «La risposta è sicuramente affermativa se ci riferiamo alle iniziative culturali. Per quanto riguarda il sito le cose stanno diversamente: benché esso registri parecchie visite e i contenuti siano utilizzati da molte persone (a marzo per esempio abbiamo avuto circa tremila visitatori, e di questi circa un terzo ha scaricato o consultato del materiale), finora gli apprezzamenti economici devoluti a LiberaConoscenza.it sono stati piuttosto esigui; ma ciò dipende dal fatto che questa formula è un’idea ancora difficile da comprendere per i più. Ci vuole tempo. Fortunatamente siamo comunque sempre riusciti per lo meno a mantenere le spese del sito, oltre che a dare qualche piccolo compenso agli autori dei libri. Il ricavato degli incassi infatti, per il 10% (al netto delle tasse) lo utilizziamo per le spese di mantenimento e promozione del sito, mentre il restante 90% lo diamo ai legittimi proprietari delle opere, agli autori».

G: A questo proposito, il fatto che voi mettiate a disposizione libri in formato elettronico scaricabili liberamente non rischia di arrecare un danno economico agli autori, ai traduttori e alle case editrici che si sostentano sui profitti derivanti dalla vendita di quegli stessi libri?

 Giovanni: «Ritengo di no: normalmente i traduttori vengono pagati dall’editore a cartella e non sulla vendita dei libri. Autori ed editori poi, non ricevono alcun danno economico per varie ragioni: da un lato perché ciò che noi pubblichiamo sul sito in formato elettronico (sempre previo consenso degli stessi) sono opere inedite; oppure sono, non novità editoriali, ma libri ormai fuori produzione o che comunque hanno esaurito la loro “vita cartacea” e non vendono più. Dall’altro lato c’è da considerare il fatto che mettere in Internet un libro in formato elettronico in verità incentiva la vendita del suo formato cartaceo perché è un ottimo modo di pubblicizzarlo e di farlo conoscere. Infine, noi ci impegniamo, eventualmente, a togliere dal sito le conferenze inedite qualora esse venissero pubblicate in modo “ufficiale” da una casa editrice».

G: Per chi scarica i contenuti da voi messi a disposizione sul sito ci sono delle regole a cui attenersi, tipo l’obbligo di farne un uso esclusivamente privato?

 Giovanni: «Noi non poniamo alcun limite, anzi, incentiviamo la libera circolazione di questi materiali, di queste conoscenze e lasciamo che i lettori ne facciano l’uso che desiderano. Tutto il materiale proposto è protetto da una licenza (Creative Commons) di Pubblico utilizzo che permette a chiunque di scaricare, copiare e distribuire questo materiale a patto che: 1) sia sempre citata la fonte; 2) non venga modificato il contenuto; 3) rimanga di libero accesso, cioè non venga “commercializzato”».

G: Dal lontano maggio 2004, quando inviaste il vostro primo notiziario, a oggi sono trascorsi esattamente otto anni: qual è stato il cammino di LiberaConoscenza.it in questo arco di tempo e quali eventuali evoluzioni future si prospettano?

 Giovanni: «Il sito è sempre stato fedele a se stesso. L’unica evoluzione, se così possiamo chiamarla, è stato il nostro ingresso, nel gennaio 2011, in Facebook, dove al momento abbiamo 750 contatti che vanno a sommarsi ai 1300 iscritti alla nostra newsletter mensile. Attualmente stiamo operando una ristrutturazione e un ammodernamento del sito che saranno ultimati nei prossimi mesi. Infine, come ti avevo anticipato prima, a partire da aprile si è verificato un fatto che ci coinvolge direttamente: il 31 marzo 2012 l’Archiati Edizioni ha cessato di esistere. Tutti i libri in formato cartaceo facenti parte del suo magazzino sono stati rilevati dalla nuova casa editrice Edizioni Rudolf Steiner che proseguirà l’attività editoriale con la pubblicazione e la vendita dei testi di Rudolf Steiner e Pietro Archiati.

I contenuti (i libri in formato elettronico e i podcast di tutte le audio- conferenze) di Archiati Edizioni andranno invece a beneficio dei visitatori di LiberaConoscenza.it. Nel corso dei prossimi mesi ci impegniamo a rendere questi contenuti liberamente scaricabili attraverso la formula del Libero apprezzamento, come sempre. Inoltre, lo scaffale virtuale della home page di Archiati Edizioni sarà trasportato su LiberaConoscenza.it e utilizzato per riporvi i nostri libri. Infine, il blog di Archiati Edizioni troverà anch’esso posto nel nostro sito e diventerà un’occasione per avere scambi più ravvicinati con i nostri lettori ed essere più vicini alle persone. Attraverso il blog ci auguriamo che LiberaConoscenza.it diventi non più soltanto un luogo di condivisione dei saperi, ma anche di scambio diretto delle idee. Più ancora di quanto non sia avvenuto finora attraverso la pubblicazione dei bellissimi articoli che i nostri lettori ci hanno inviato nel corso di questi primi otto anni».

G: Un’ultima domanda: come ci si iscrive alla vostra Newsletter, al vostro notiziario mensile?

 Giovanni: «Sia per iscriversi che, eventualmente, per cancellarsi dall’iscrizione, è sufficiente farne richiesta all’indirizzo di posta elettronica: info@liberaconoscenza.it».

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Il logo di LiberaConoscenza.it

Da ‘Il ritorno del Cristo oggi’ un brano della conferenza di Karlsruhe del gennaio 1910

(…) Così ci è dunque permesso di parlare del ritorno del Cristo e del fatto che ci eleviamo al Cristo nel mondo spirituale acquisendo il vedere eterico.

Il Cristo è sempre presente, ma si trova nel mondo spirituale! E noi lo possiamo raggiungere se ci eleviamo dentro quel mondo.

Tutto l’insegnamento antroposofico deve trasformarsi in noi nel forte desiderio che questo evento non passi dinanzi all’umanità senza lasciare tracce, ma che a poco a poco si formi un’umanità – nel tempo che abbiamo a disposizione – che possa essere matura a sviluppare in sé queste nuove facoltà ed in tal modo a collegarsi nuo­vamente con il Cristo.

Poiché altrimenti l’umanità dovrebbe attendere molto a lungo prima che le possa venire data un’altra volta una tale occasione. Dovrebbe attendere a lungo… fino ad una reincarnazione della Terra.

Se l’umanità ignorasse questo evento del ritorno del Cristo, la visione del Cristo nel corpo eterico resterebbe limitata a coloro che attraverso una preparazione esoterica mostrino di volersi elevare ad una simile esperienza. Ma la grandiosità del fatto che queste facoltà verrebbero conseguite per l’intera umanità, per tutti gli uomini, il fatto che questo grande avvenimento verrebbe compreso tramite le facoltà che tutti gli uomini hanno naturalmente sviluppato… ciò sarebbe impossibile per lungo, lungo tempo.

Vediamo così che nella nostra epoca vi è qualcosa che giustifica l’esistenza e l’azione della scienza dello spirito nel mondo. Ad essa non importa solamente soddisfare esigenze teoriche, curiosità scientifiche. Che la scienza dello spirito prepari gli uomini a questo evento, li prepari a porsi in modo giusto nel loro tempo e a vedere con luminosa chiarezza di intelletto e di giudizio ciò che ve­ramente è presente – ma potrebbe passare davanti agli uomini senza che essi possano farlo fruttificare –: ecco di cosa si tratta!        Rudolf Steiner

Riscatto dai Poteri

E’ scaricabile l’introduzione dell’attesissimo Riscatto dai poteri, L’enigma dell’Europa centrale, tra Est e Ovest

Riscatto Otto conferenze inedite di inestimabile valore storico e spirituale. In due riprese, nel 1916 e nel 1921, Steiner affronta, a suo rischio e pericolo, il  tema scottante delle vere cause della Prima Guerra Mondiale e della questione della colpa.

Un testo eccezionalmente ricco di elementi, complesso se lo si vuole scandagliare nei dettagli, un documento prezioso perché basato sui fatti. Fondate sull’amore per la verità, le parole di Steiner sono esenti da partigianeria, danno una visione oggettiva degli eventi, esortano all’at-tenzione, unico mezzo per sfuggire alla forza devastante del potere.

Qui la galleria fotografica con le immagini di alcuni personaggi del libro