Sparite due bare dalla cripta dei Baden: ora è impossibile risalire alla vera discendenza del casato. Le origini di Kaspar Hauser restano avvolte nel mistero. Da ‘la Stampa’ di mercoledì, 29 agosto 2012


Impossibile esaminare il Dna del presunto erede del casato Baden

di Alessandro Alviani (collaboratore di La Stampa per la Germania) 

 

BERLINO Ha ispirato Verlaine e Herzog Il caso di Kaspar Hauser, ucciso nel 1833, ha appassionato filosofi, scrittori e registi. Si crede che fosse il figlio del granduca del Baden e della figlia adottiva di Napoleone.

È un giallo ancora più misterioso e longevo di quelli che ogni domenica sera, da oltre quarant’anni, incollano milioni di tedeschi davanti la tv per l’intramontabile serie «Tatort». È cominciato quasi 200 anni fa e nessuno è ancora riuscito a risolverlo. Ora «il più bel giallo di tutti i tempi», come lo definì lo storico Golo Mann, si arricchisce di un capitolo che rende tutto più complicato: la bara che avrebbe potuto fornire la soluzione è scomparsa.
Il protagonista della vicenda, che in due secoli ha già ispirato Paul Verlaine, Walter Benjamin, Werner Herzog e migliaia di altri poeti, scrittori o registi, è un ragazzo di circa 16
anni che il 26 maggio 1828 si presentò sulla piazza di Norimberga, spuntando fuori dal nulla. Non sapeva esprimersi in modo comprensibile, né pronunciare il suo nome, per cui lo scarabocchiò su un foglio: Kaspar Hauser. Con sé aveva due lettere: nella prima un bracciante povero raccontava di averlo trovato davanti la porta, di averlo cresciuto senza farlo mai uscire di casa e di averlo ora spedito a Norimberga presso un capitano di cavalleria per farlo diventare cavaliere, esaudendo un desiderio del ragazzo; nella seconda, firmata dalla madre, si leggeva che il giovane era nato il 30 aprile 1812 e che suo padre, un cavaliere, era morto.
Le calligrafie si somigliavano: possibile che a vergare entrambe le missive fosse stato Kaspar Hauser? Comincia così il mistero sulle origini di un ragazzino che rapidamente diventa celebre in tutta Europa e si trasforma in un’attrazione vivente. Per gli uni è un impostore, per gli altri niente meno che il principe ereditario del casato di Baden. Una voce vuole che Kaspar Hauser sia in realtà il primogenito del Granduca Carlo e di Stefania di Beauharnais (una figlia adottiva di Napoleone). Nel 1812 i due ebbero un figlio, che morì poco dopo la nascita. Falso, ribattono i cosiddetti «Hauserianer»: per loro il vero figlio della coppia, Kaspar Hauser, venne rapito dopo il parto e sostituito nella culla con un neonato gravemente malato, che spirò poco dopo. Obiettivo: far salire al trono un altro ramo del casato. Il mistero si infittisce nel 1833, quando Kaspar Hauser viene avvicinato da uno sconosciuto ad Ansbach, e ucciso. Ma i medici non riescono neppure ad appurare se sia stato assassinato o si sia accoltellato da solo.
Due secoli dopo un semplice esame potrebbe risolvere il giallo sul «fanciullo d’Europa». Basterebbe incrociare il Dna di Stefania di Beauharnais con quello del presunto principe ereditario morto dopo il parto. Nella cripta dal casato di Baden nella Schlosskirche di Pforzheim, in Baden-Württemberg, si trovano non solo i resti di Stefania, ma anche le due bare del neonato deceduto dopo la nascita e di un fratello morto cinque anni dopo. Il problema: il casato di Baden rifiuta da sempre un test del Dna.
La cripta non appartiene però alla casa nobiliare, bensì al Land del Baden-Württemberg, ha scritto sulla Faz lo storico del diritto Winfried Klein, riaprendo un caso che è diventato anche politico: un deputato liberale ha presentato un’interrogazione per chiedere al governatore regionale di far aprire le bare. E qui arriva la svolta: i due feretri non si trovano più nella cripta, che pure è chiusa. Lo ha ammesso ora il ministero delle Finanze del Baden Württemberg, che si è limitato a parlare di due «bare di bambini», senza spiegare di quale si tratti e senza chiarire se, tra le due, ci sia quella del principe ereditario (o presunto tale). Il ministero sa della scomparsa da tempo, probabilmente dal 1983, quando venne notata la loro assenza durante un inventario, ma non ha mai reso pubblica la notizia. Secondo la sua versione è probabile che le due bare siano andate perdute nella Seconda guerra mondiale o nell’immediato dopoguerra. Winfried Klein cita invece un testimone che le vide nel 1984. Che fine abbiano fatto non lo sanno né il ministero, né i discendenti della casa Baden.
Finora sono stati condotti due test del Dna sui vestiti insanguinati e sui capelli di Kaspar Hauser: uno, nel 1996, escluse la discendenza dai Baden; l’altro, nel 2002, la giudicò possibile. Il giallo prosegue.

Il terremoto infinito: il punto di vista scientifico-spirituale

Il Duomo di Mirandola maggio 2012

Ti svegli una mattina, e pensi “per fortuna è ancora presto, ho tutto il tempo di prepararmi con calma” e…. accompagnare le bambine a scuola, o infilarti il vestito da lavoro. Mentre compi i tuoi gesti quotidiani non pensi e non sai che li stai compiendo forse per l’ultima volta, o che per molto tempo, nei giorni a venire,  la tua vita non sarà più la stessa. Un boato fortissimo, e la terra inizia a tremare. Nelle scosse, innumerevoli, che seguono, il terremoto distrugge case, scuole, strade, capannoni, industrie, la gran parte di quello che conoscevi del tuo paese. Un nuovo panorama si stende ora davanti agli occhi increduli mentre le persone si aggirano fra il fumo, i calcinacci, le sirene dei soccorsi che coprono le voci care, le parole in dialetto. Un’unica domanda affiora nell’incrocio di sguardi: come è possibile?

 Nei blog che nascono ogni giorno per dare spazio alle testimonianze del terremoto infinito di queste settimane si trovano racconti come questo. Oppure frasi come quella di A., che alla fine di una conversazione, conclude: “io sento che Dio, in questo momento, ha abbandonato l’Italia’.  Una reazione umanissima, comprensibilissima, che suscita i sentimenti di compassione più profonda.

Di fronte a queste domande angosciose, diventa sempre più urgente ri-appropriarci di una prospettiva della realtà che comprenda anche tutta la parte  che si svolge ‘dietro le quinte’ della nostra vita visibile nel mondo fisico:  la parte spirituale, le azioni divine compiute da esseri spirituali nelle anime umane, che il pesante velo del materialismo ci impedisce di vedere. Solo così riusciremo a trovare risposte accettabili, che non siano frutto di imposture consolatorie distribuite a buon mercato. Solo così i fili del karma individuale e collettivo che si intrecciano in un evento come questo acquisiranno un significato che la mente e il cuore possono sopportare, perché ‘si inseriscono nel nesso del divenire universale’.

Dice Rudolf Steiner nella conferenza ‘L’evoluzione morale dell’uomo quale causa prima delle catastrofi naturali‘ (Dornach, 1924): “Miei cari amici, a partire da ciò che ho detto nelle conferenze precedenti, potete già immaginare che i fenomeni naturali esterni stanno in rapporto con gli eventi karmici dell’umanità. Colui che dirige il suo sguardo non soltanto ai fenomeni naturali, ma anche alla complessiva realtà cosmico-umana, vede il rapporto che c’è fra ciò che, in un certo periodo, avviene all’interno di gruppi di uomini e ciò che si manifesta in un tempo successivo come processi di natura. Possiamo a volte osservare certi eventi naturali che irrompono nella vita della Terra. (…) Se li cogliamo solo come fenomeni naturali siamo davanti a qualcosa che, dapprima, ci sembra incomprensibile rispetto all’impressione generale che riceviamo dal mondo” E continua, più avanti: “La ricerca scientifico-spirituale permette di fare un ulteriore passo avanti perché ci mette a disposizione punti di vista significativi proprio in relazione a questi eventi naturali.” 

Alcuni di questi ‘punti di vista’, contenuti nelle due conferenze del libro Catastrofi naturali come responsabilità morale illuminano con chiarezza le cause, di cui noi uomini siamo tutti corresponsabili, perchè le origini delle catastrofi naturali sono state create “nel corso degli orrori e delle atrocità delle guerre, a causa delle efferatezze sorte con l’evoluzione ed il progresso dell’umanità“. Più chiaro di così….

In altre conferenze, come in Mefistofele e i terremoti, di cui riportiamo un interessante stralcio (tratto dalla rivista Antroposofica del 1971, mentre l’intera conferenza si trova in Antropologia scientifico-spirituale, O.O. 107 – Ed. Antroposofica 2009), Steiner indaga il fenomeno dei terremoti dal punto di vista occulto: ‘(…) esistono nessi occulti fra gli eventi che accadono sulla Terra ed esseri che esercitano influssi spirituali sulle anime umane per condurle all’errore (…) si può scorgere che, pur essendo in certo modo incatenato, egli (Arimane,ndr) ha nell’interno della terra certi punti d’appiglio per il suo agire. Se si potessero conoscere i misteriosi rapporti che intercorrono fra quanto è accaduto sulla terra per influsso di Arimane e quanto in tal modo è divenuto il suo karma, allora nei fenomeni tellurici si riconoscerebbe anche il rap­porto fra quanto avviene nella natura in forma così terribilmente dolorosa e tragica e quanto regna fra gli uomini sulla terra’. E ancora: ‘ Qui sul piano fisico si presentano nei destini del­l’umanità taluni fatti, senza che a tutta prima se ne possano scoprire i nessi misteriosi; ma le conseguenze karmiche av­vengono ineluttabilmente. E a partire dalla seconda metà dell’epoca atlantica il karma di Arimane è connesso col karma dell’umanità.” 

Quanto può essere pesante, per le nostre anime, leggere parole come queste! Quanta impotenza sentiamo di fronte al concetto di ineluttabilità…. continua Steiner: ‘(…) tuttavia nei riguardi di siffatti eventi catastrofici, solo due o tre volte in ogni secolo, al massimo due o tre volte, dalle sedi dell’iniziazione potrebbe veramente essere predetto qualcosa. Dovete infatti pensare che queste catastrofi sono proprio connesse col karma dell’umanità e che, quand’anche potessero per esempio essere evitate in qualche caso particolare, esse dovrebbero poi comparire in altro luogo ed in altra manifestazione. Nulla si potrebbe mutare dell’evento, con una predizione’.  

Ma se, come si è visto, sono le ‘forze arimaniche a mostrare il loro volto voluttuosamente soddisfatto dalle profondità della Terra ogni volta che si verificano queste catastrofi naturali’, non possiamo dimenticare che ‘ciò che di ingiusto viene da Arimane e da Lucifero seminato nel mondo dietro le quinte dell’esistenza, tutto questo mediante le divinità buone viene di nuovo indirizzato sulle vie della giustizia così che, alla fine, il nesso karmico è sempre buono e giusto’. 

Queste sono le verità che vanno di nuovo imparate. Conclude Steiner: ‘Non dovete perciò pen­sare che il misterioso rapporto fra catastrofi telluriche e karma dell’umanità sia un segreto non investigabile. Esso è inve­stigabile: ma vi sono buone ragioni per cui questi profon­dissimi segreti oggi possono palesarsi al mondo solo in forma quanto mai generica. Grazie alla scienza dello spirito dob­biamo prima rendere evidente agli uomini il rapporto fra le loro stesse azioni ed i fenomeni naturali; e allora potrà anche giungere il tempo in cui l’umanità, riconoscendo questo rap­porto, si renda atta a ricevere le giuste risposte. Questo tempo verrà. È però vero che la scienza occulta potrà andare incon­tro ai più diversi destini. Potrà darsi che il suo influsso venga paralizzato e che resti limitato ad una cerchia ristretta. Ciononostante essa riuscirà a farsi strada e ad inserirsi nel karma dell’umanità. E allora l’umanità avrà essa stessa la possibilità di influire sul proprio karma.’ 

Per leggere lo stralcio della conferenzaMefistofele e i terremoti’

 

 


Il convegno di Roma sulla triarticolazione del sociale: all’insegna della positività

l'uomo sano
l'uomo sano...

Ecco l’uomo sano, nel disegno fatto da Pietro Archiati alla lavagna, durante il convegno tenuto all’Università La Sapienza di Roma: un essere da cui sprigiona il massimo della creatività, un uomo (o una donna) che gioisce, che si realizza, nell’esplicare i suoi talenti. Perché sta proprio qui la chiave di un cambiamento concreto in campo sociale: nel ripristinare una sana corrispondenza fra l’espressione dei talenti e l’appagamento dei bisogni. Un equilibrio non facile da trovare, soprattutto in tempi di materialismo, in cui si pone un esagerato accento sui bisogni (veri o immaginari) omettendo l’anelito più alto dell’essere umano: realizzare il proprio talento individuale a beneficio della comunità. Pietro Archiati lo ha ribadito più volte, durante il convegno: questo è un cambiamento che può fare ognuno, non costa niente e si può fare adesso.

La tremenda crisi economica che stiamo vivendo in Occidente è figlia della profonda disarmonia, portata da un esasperato materialismo, fra le tre sfere della cultura, della politica e dell’economia: per porvi rimedio non servono ideali paralleli (e quindi impraticabili). Nessuna rivoluzione violenta, nessun rifugio in una moneta alternativa (un’altra illusione dell’egoismo…) ma una graduale presa di coscienza, che permetta di praticare, fin da subito, nel nostro piccolo, una triarticolazione del sociale a livello individuale.

Un convegno apprezzatissimo e ricchissimo di orientamenti per aiutarci a ricollocare nella giusta luce concetti ormai del tutto snaturati quali lavoro, denaro, commercio, consumo, produzione.  Proposte conoscitive per dimostrarci che il cambiamento, oltre che necessario, è praticabile, ed è l’unica alternativa concreta che abbiamo a disposizione per sanare il presente e andare incontro con fiducia al futuro.

Queste sono le uniche testimonianze fotografiche del convegno: ringraziamo Emanuele, che ha fatto prodigi!

Emanuele
Emanuele
L'Aula Magna di Economia
L'Aula Magna di Economia
La lavagna dell'aula
La lavagna dell'aula
I libri del convegno
I libri del convegno
al banchetto (1)
al banchetto (1)
al banchetto (2)
al banchetto (2)
Il guardiano della soglia
Il guardiano della soglia

Nei giorni della nascita di Rudolf Steiner, un brano tratto da ‘Eine Biographie’, di C. Lindenberg

La data ufficiale della nascita di Rudolf Steiner è sempre stata indicata nel 27 febbraio 1861, ma da questo brano tratto da un’accuratissima raccolta di documenti scritti e orali, Christoph Lindenberg scrive: “Qui ora, se si vuole seguire un’annotazione non datata dagli anni venti, il 25 febbraio del  1861 nacque Rudolf Steiner e due giorni dopo venne battezzato”. Ma ancora più importante della data storica, è l’atmosfera, così ben evocata dall’autore, in cui questa nascita avvenne.

Quest’opera ci rivela un Rudolf Steiner la cui individualità, chiamata al possente compito di arrivare alla fondazione dell’Antroposofia, si è lasciata attraversare da tutte le correnti del suo tempo, impegnandosi ora nel sociale, ora nell’attività politica, per approdare al lavoro scientifico-spirituale. Un’individualità umanissina, in cui ognuno può per un tratto riconoscersi, o rispecchiarsi.

Da: ‘Eine Biographie’ di Chistoph Lindenberg

“Non è difficile immaginarsi le sensazioni di Franziska Steiner mentre aspettava la nascita del suo primo figlio, nel bel mezzo del freddo estremo del gennaio del 1861 e in procinto di andare ad abitare in quella povera e umile abitazione a Kraljevic, dove l’unico mobilio che riscaldava, presubimilmente era: la cucina, il letto, il tavolo e forse un armadio o una cassapanca. L’acqua verosimilmente doveva essere presa alla fonte. Di sera una lampada a petrolio spandeva una misera luce. Tutt’intorno si parlava quasi esclusivamente croato. Il marito doveva lavorare regolarmente tre giorni uno dietro l’altro, prima di tornare a casa, il più delle volte completamente privo di forze, per un giorno. Tutti i parenti vivevano lontani ed erano irraggiungibili: Franziska Steiner doveva sentirsi davvero sola al mondo. Di gradevole accadde solo che nel febbraio del 1861 il freddo pungente si calmò velocentemente e, prima del consueto, in quell’anno la primavera arrivò sulla fertile pianura tra Mur un Drau.

    Qui ora, se si vuole seguire un’annotazione non datata dagli anni venti, il 25 febbraio del  1861 nacque Rudolf Steiner e due giorni dopo venne battezzato. (B49/50, S.6). Nella cerchia ristretta intorno a Steiner tuttavia si è sempre pensato, come giorno della nascutia al 27 febbraio, menzionata come data di nascita in tutti i documenti ufficiali. Questo è palese specialmente dallo scambio di lettere tra Marie e Rudolf Steiner. Rudolf Steiner sul luogo della sua nascita si espresse pochissimo: «io stesso son nato in una regione slava, in una regione che era totalmente straniera a tutto l’ambiente e a tutta la particolarità da cui erano originari i miei antenati.» (158/202) Qualcuno ha interpretato quest’affermazione come importante per Steiner, cioè che per lui, essere nato in una regione slava fosse stato importante. Con il mondo slavo, tuttavia, il piccolo nato non venne granché in contatto. Sulla sua culla non si parlò croato. Per Steiner la realtà fu che lui non nacque nella terra dei suoi antenati, modo simbolico di esprimersi, se si tiene conto che egli aveva il compito di svincolare l’antroposofia da tutti gli interessi particolari.”

Verso la primavera con grandi novità: dal 31 marzo i contenuti di Archiati Edizioni confluiscono nel sito di LiberaConoscenza, e per i libri nasce a Milano la ‘Edizioni Rudolf Steiner’

La luce della primavera è già alle porte, i semi depositati sul terreno riposano sotto la neve, ma presto germoglieranno prorompendo in nuove fioriture.

Anche per noi di ArchiatiEdizioni il mese di marzo sarà portatore di grandi novità: come vi avevamo preannunciato, il lavoro di diffusione della scienza dello spirito, seminato con tanta cura, cambierà configurazione

•  I contenuti fruibili grazie alle nuove tecnologie digitali (i libri in formato pdf, i file audio di convegni e seminari, gli audio-libri, gli e-books) confluiranno nel sito LiberaConoscenza, che da anni diffonde la scienza dello spirito con l’utilizzo di tutti gli strumenti che il nostro tempo ci mette a disposizione e con iniziative uniche, quali la traduzione di conferenze di Rudolf Steiner finora inedite, o la realizzazione del prezioso sommario dell’intera Opera Omnia di Rudolf Steiner costantemente aggiornato. A partire dal 31 marzo 2012, dunque, tutti i contenuti digitali di ArchiatiEdizioni saranno accessibili dal sito www.liberaconoscenza.it

•    Il nostro blog e la pagina di Facebook saranno anch’essi accessibili da LiberaConoscenza.

• Nasce la ‘Edizioni Rudolf Steiner’ (www.edizionirudolfsteiner.com), con sede a Milano, che si occuperà della stampa, pubblicazione e commercializzazione dei libri in formato cartaceo.

Siamo convinti che trovare nuove strade per mettere al servizio dell’umanità i contenuti offerti dalla scienza dello spirito sia un compito da adempiere con urgenza, e che l’offerta debba e possa essere sempre più ampia, libera e accessibile nel vero senso della parola.

Rocca di Papa sotto la neve: le foto dell’ultimo incontro sulla Filosofia della Libertà

Un’inedito ‘Mondo migliore’ ammantato di neve ha accolto l’ultimo incontro (l’undicesimo) di studio sulla Filosofia della Libertà a Rocca di Papa. Nonostante le previsioni, ci sono stati più partecipanti del previsto, e i tre giorni di seminario si sono svolti regolarmente. Ecco qualche foto, scattata da Fabio. Ci diamo appuntamento, per il dodicesimo incontro, dal 28 al 30 settembre

 

L’odissea: un viaggio nei misteri dell’evoluzione umana

La narrazione delle peripezie di Ulisse ci rende partecipi del cammino di caduta e di risalita dell’uomo che, in solitudine, si avvia coraggiosamente verso la sua Patria: la libertà. Divinità, luoghi, popoli e personaggi si avvicendano in un intreccio di avventure di cui è interessante scoprire il significato nascosto, gli aspetti artistici, culturali, religiosi che ne emergono. L’autore propone un’avvincente e realistica interpretazione di questo poema, da cui si ricava un quadro veritiero della storia dell’uomo.

 

Buon 2012! I più vivi auguri per il nuovo anno dalla Redazione, con un brano tratto da ‘Il ritorno del Cristo oggi – nel nostro tempo messo a dura prova’

(…) Così ci è dunque permesso di parlare del ritorno del Cristo e del fatto che ci eleviamo al Cristo nel mondo spirituale acquisendo il vedere eterico.

Il Cristo è sempre presente, ma si trova nel mondo spirituale! E noi lo possiamo raggiungere se ci eleviamo dentro quel mondo.

Tutto l’insegnamento antroposofico deve trasformarsi in noi nel forte desiderio che questo evento non passi dinanzi all’umanità senza lasciare tracce, ma che a poco a poco si formi un’umanità – nel tempo che abbiamo a disposizione – che possa essere matura a sviluppare in sé queste nuove facoltà

(continua)

Con l’augurio che tutti noi possiamo ritrovare nel Natale il motivo più profondo per coltivare fiducia: il Mantram di Rudolf Steiner

Alla svolta dei tempi
la luce dello spirito cosmico entrò
nella corrente dell’essere terreno;
l’oscurità della notte
aveva terminato il suo dominio;
chiara luce del giorno
rifulse in anime umane;
luce,
che riscalda i cuori semplici dei pastori,
luce,
che illumina
le menti sagge dei re.
Luce divina
o Cristo, tu Sole,
Riscalda i nostri cuori,
Illumina le nostre menti,
affinchè divenga buono
ciò che vogliamo fondare coi cuori,
ciò che vogliamo condurre alla meta
con menti risolute.

Rudolf Steiner

L’immagine è  tratta dal sito dell’Assocaizione L.I.S.A., che ringraziamo