Aggressività e depressività

Articolo tratto dal libro: “UOMO MODERNO MALATO IMMAGINARIO? Paura, depressione, aggressività: malattie nuove e nuove vie della terapia” 2ª Edizione 1998 – Edizioni Scienza dello Spirito S.r.l.

Dalla sezione “Articoli e documenti” del nostro sito

Copertina del libro "Uomo moderno malato immaginario"

L’altalena tra aggressività e depressività: la forza portante dell’evoluzione umana

In modo analogo a come abbiamo trattato della malattia, affrontiamo ora i due fenomeni dell’aggressività e della depressività. Esse costituiscono una polarità di forze che interagiscono sempre fra loro, perché sono entrambe assolutamente necessarie per l’evoluzione. Sono anch’esse due unilateralità, il loro reciproco «pareggio» è sempre in atto e costituisce il dinamismo stesso della vita.

Un uomo del tutto senza aggressività o senza depressione cesserebbe di essere uomo. Potremmo addirittura dire che la grande differenza tra l’essere umano e l’animale è che l’animale non è in grado né di essere aggressivo in senso vero e proprio né di deprimersi. Se affermiamo che il leone è aggressivo in quanto agguanta la preda e la dilania, usiamo delle metafore antropomorfiche improprie perché l’istinto di natura non è deliberata aggressività: si impone per natura, appunto. Si può essere veramente aggressivi soltanto avendone almeno un barlume di coscienza…

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RUDOLF STEINER, CHI ERA COSTUI?

“Andiamo incontro a tempi in cui si saprà
di nuovo realmente vedere in che modo
lo spirito è all’opera sulla Terra”

Rudolf Steiner

dalla prefazione di Pietro Archiati alle tre conferenze di Rudolf Steiner
contenute nel libro:
L’EVOLUZIONE DELL’ETERNO FEMMINILE
Dall ‘Iside egizia alla Madonna cristiana

Rudolf Steiner - chi era costui? copertina
Rudolf Steiner - chi era costui? copertina

(…) E proprio leggendo Steiner capisco meglio perché il buon Dio potè finalmente riposarsi al sabato dopo aver creato l’uomo: da artista sommo qual è, potè darsi pace solo dopo aver creato un altro artista degno di lui, capace di dargli una mano! Con l’uomo, infatti, non si sentiva più solo nel suo creare sulla terra: ora poteva riposare davvero e lasciar continuare lui… Mica scherza Steiner quando chiama «antroposofia» la sua scienza dello spirito: grazie ad essa l’essere umano può assumere sempre più la sua sublime responsabilità di creatore nei confronti di tutte le creature! Antroposofìa vuol dire saggezza dell’uomo, conoscenza vera e profonda dell’essere umano da parte dell’uomo.

I greci non hanno forse riassunto il loro eros conoscitivo nella massima «Conosci tè stesso»? Antroposofia significa autoconoscenza umana: conoscenza dell’uomo quale piccolo cosmo in cui si riassume e rispecchia l’intero grande cosmo. Quando miriamo a conoscere direttamente il macrocosmo, ci tocca speculare a vanvera perché noi non siamo il macrocosmo. Qualora ci dedichiamo alla conoscenza del microcosmo «uomo», possiamo invece attenerci all’esperienza concreta che facciamo di noi stessi, a ciò che viviamo cioè direttamente e concretamente in quanto uomini.

L’antroposofia di Steiner vuol essere allora una conoscenza dell’uomo soprattutto nel senso che va conquistata dal pensiero umano stesso. Ciò vuoi dire che l’umanità è oggi in grado di fare un bel passo in avanti rispetto alla secolare «teosofia», o saggezza divina, che si fondava ancora sulla rivelazione impartita dall’alto. Era stato fin troppo modesto Antonio Rosmini – un vero gigante del pensiero, non meno dei tré grandi dell’idealismo tedesco! – nel chiamare Teosofia il suo poderoso Opus Magnum. La sua è ben più che una mera saggezza divina: è la più vasta e profonda introduzione che io conosca in lingua italiana a una vera e propria «antroposofia».

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CAMMINI DELL’ANIMA

La realtà dello spirito nella vita di oggi
Un libro di Pietro Archiati

Anche per questa nuova edizione vorrei riportare le mie parole d’apertura in occasione di un convegno tenuto a Roma nel 1997, dal cui tema trae origine il libro stesso:
«Io mi trovo di nuovo a una svolta della vita in cui cerco di interpretare il linguaggio del mio karma: voglio dirlo già all’inizio di questo nostro incontro così che possiate capire anche il mio modo di sviluppare le cose, in questi giorni. Mi pare che il karma mi stia dicendo: deciditi ancora più chiaramente a portare la scienza dello spirito a chi è per la strada, cioè a tutti.”

(Pietro Archiati, dalla prefazione)

Copertina del libro "Cammini dell'Anima" di Pietro Archiati
L’uovo di Colombo

Alla domanda: come reagisce l’individuo di fronte alla preminenza del dato materiale che rende il singolo sempre più impotente?, direi che ci sono due reazioni fondamentali:

– una è la rassegnazione, cosciente o non cosciente, che porta ad accettare le cose come sono abbandonandosi alla corrente che dice: eh, non si può far altro! sì, è bello avere dei valori, degli ideali, ma poi la realtà è quella che è;

– l’altra è quella di dire: io non voglio essere trascinato dalla corrente, voglio prendere ogni decisione in modo conscio, libero, individuale. In questa presa di posizione, che sembra così semplice, è racchiuso il mistero della libertà dell’individuo umano.

Se noi fossimo animali non ci interrogheremmo su questi argomenti; il singolo leone non dice a se stesso: perché devo comportarmi come tutti gli altri leoni? Voglio essere diverso, voglio rendermi conto di questi miei istinti… Se il leone cominciasse a fare questi ragionamenti, non sarebbe più un leone.

Il fatto stesso di dar vita a questi pensieri mentre scorre la fiumana ineluttabile delle cose che rischia di travolgerci, mostra che l’uomo non è un essere di natura, fatto solo per soggiacere ai fattori ferrei del determinismo, ma che è capace di prendere posizione – dapprima con le forze del pensiero.

Forse quel che dico fa l’effetto dell’uovo di Colombo, o forse sto inventando il sole e l’acqua calda: ma la povertà nostra, oggi, sta proprio nel fatto che diamo tutto per scontato e perciò non viviamo più nulla. Che desolazione mostrare un’apatica indifferenza verso la capacità di pensare e di decidere che c’è in ognuno di noi! È una facoltà enorme, ma noi ci permettiamo di considerarla un’ovvia attitudine umana, per la quale non c’è motivo di entusiasmarsi e scaldarsi più di tanto.

Come si può vivere nella rassegnazione e nella depressione se ci rendiamo veramente conto di che cosa significhi potersi porre di fronte ai fenomeni dell’esistenza e pensarci sopra? Chiunque sia stato a inventare l’essere umano, certo ha manifestato del genio! Come ci si può disamorare nei confronti del pensiero, come non provare gioia per l’attività più straordinaria che abbiamo a disposizione? È che siamo così frastornati, così incagliati nelle ruote della vita, che ci dimentichiamo di pensare. Ecco la nostra povertà.

Essere capaci di pensiero significa avere a disposizione una facoltà che ci consente di entrare in tutti i fenomeni: nulla è inaccessibile al pensiero umano. Anche se ci stiamo abituando a non pensare più, anche se potrebbe addirittura sorgere il dubbio che abbiamo perso la capacità di pensare, rimane il dato di fatto che per affermare queste cose è pur sempre necessario pensare.

Il fenomeno strabiliante di Marx, per esempio, sta nel fatto che egli ha afferrato intimamente e profondamente le masse proletarie nella seconda metà del secolo scorso con un pensiero che diceva: il pensiero non serve a nulla. L’unica cosa che è reale e muove le ruote del divenire è la tasca piena o vuota, la pancia piena o vuota. I fattori economici sono la realtà che muove la storia: non l’ideologia, perché l’ideologia stessa si orienta secondo la pancia. Marx, con questo pensiero fondamentale che afferma l’inutilità del pensiero, ha trasformato la storia. Dunque è un pensiero che ha trasformato la storia. E qual è il contenuto di questo pensiero? Che il pensiero non opera nulla!

Il punto di partenza del cammino interiore è una grande scoperta che ciascuno può fare: è vero che ci sono meccanicismi e ineluttabilità, è vero che l’umanità è pressata da tanti ingranaggi; però è altrettanto vero che io, in quanto essere umano singolo, porto dentro di me la realtà più importante del mondo: la capacità di pensare e di decidere in libertà. Questa forza in grado di essere libera e creatrice non me la può togliere nessuno, perché è l’essenza del mio stesso essere.

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Liberato un altro libro di Steiner: sul nostro sito il pdf di ‘Cultura, politica, economia’

Continua l’iniziativa che abbiamo inaugurato qualche mese fa, quando ci siamo prefissi di ‘liberare’ passo passo tutte le opere di Rudolf Steiner che abbiamo pubblicato finora. Questo mese è la volta di ‘Cultura, politica, economia’, di cui riportiamo un passo tratto dalla prefazione di Pietro Archiati:

(…) Questi pensieri portano in sé la forza necessaria per intervenire nella vita e per plasmarla a misura d’uomo in tutti i suoi aspetti. Ogni attività umana comincia con la formazione della coscienza, con la comprensione. Mettersi ad agire senza idee non è pratico, non fa altro che produrre ancora più disumanità. La caratteristica positiva e ottimistica di queste idee di Steiner sta proprio nel fatto che chiunque le può pensare, capire davvero e mettere in pratica con sempre più energia di giorno in giorno”.

“(…) il futuro dell’umanità dipende assolutamente dal fatto che ci sia o meno ‘un numero sufficientemente grande di uomini’ che, con coraggio e responsabilità, prendano sul serio questi due compiti: la formazione di una coscienza individuale attraverso lo studio, e la realizzazione degli ideali della ‘triarticolazione’ nella vita quotidiana.”

Andando con il mouse sull’immagine della copertina qui a fianco, si aprirà direttamente il pdf del libro completo. Non ci resta che augurarvi buona lettura!

L’uomo e la terra – E’ tempo che l’uomo sappia quello che fa

Siamo vicini a un referendum popolare in cui ci verrà chiesto, tra l’altro, di esprimerci sul nucleare e sulla gestione pubblica dell’acqua, due elementi che ci inducono a riconsiderare il rapporto con la Terra che abitiamo. Nell’estate del 2004, Pietro Archiati ha scritto queste righe, come prefazione al libro ‘L’uomo e la terra’ – un’antica amicizia, un destino comune’:

Questo libro tratta
della responsabilità crescente
che tutti abbiamo
nei confronti della Terra,
se vogliamo salvaguardare i fondamenti
della nostra stessa coesistenza umana.
Non solo:
un rinato amore per la Terra
potrà più di ogni altra cosa
affratellare tutti gli uomini
al di là di ogni razza,
popolo e religione.

Per scaricare l’intero pdf del libro

Qui un estratto del libro: ‘E tempo che l’uomo sappia quello che fa’

Verso un’etica della libertà – il pdf integrale del libro scaricabile dal sito

“Questa è la prima cosa che dobbiamo dire se vogliamo parlare di morale: che al fondo della natura umana c’è un bene incommensurabile”     Rudolf Steiner, dalla seconda conferenza

In tempi in cui più si predica la moralità in tutti i campi della vita, e più ne siamo lontani, sentiamo sempre più l’esigenza di pensieri in grado di essere di per sé delle forze morali che fondano la morale. Nelle tre conferenze contenute nel libro “Verso un’etica della libertà”, tenute a Norrköping dal 28 al 30 maggio 1912, Steiner si ricollega a conoscenze profonde sull’evoluzione dell’umanità dal IV al V periodo (il nostro), in cui siamo chiamati a sviluppare l’anima cosciente. Motivo per cui nel nostro tempo la moralità non può essere dettata dall’esterno, nessuno può stabilire con un dettato ciò che è bene e ciò che è male per l’uomo. Quello che è importante per una moralità moderna, che scaturisca spontaneamente dall’interiorità di ogni singolo, è invece gettare luce sul compito che l’uomo di oggi ha davanti a sè. Sgorgherà così in modo libero, dalle profondità della sua anima, la scelta fra azioni che contribuiscono a costruire il suo compito evolutivo e azioni che invece contribuiscono a distruggerlo.

Come ci eravamo prefissati all’apertura di questo sito, e come già avviene per i libri di Pietro Archiati, periodicamente rendiamo disponibile il pdf integrale di un testo di Rudolf Steiner: iniziamo con “Verso un’etica della libertà”. Potete scaricare il pdf da qui, oppure dalla scheda del libro, dove c’è il tastino quadrato con la scritta ‘Pdf‘ , proprio sotto l’immagine