UN CLASSICO DA LEGGERE IN UNA NUOVA LUCE

Riscoprire un capolavoro letterario a distanza di qualche decennio dalla prima lettura

Delitto e castigo, di Fëdor Dostoevskij, è un romanzo che trabocca di positività, ma questo è un aspetto difficilmente afferrabile di primo acchito…

Delitto e Castigo

Già il titolo ha un impatto scoraggiante, richiama laceranti abissi di una sfera istintuale umana dalla quale di rado si trova scampo, una volta che vi si è addentrati. Anche per questo lo si raccomanda al lettore che abbia ampiamente superato l’età della ragione. Al di sotto di un certo grado di emancipazione interiore pare sia inevitabile subire un trauma, durante la lettura, forse perché si è strutturalmente incapaci di cogliere la componente spirituale fecondante e propositiva, della quale il testo è generosamente intessuto. Magari l’avevamo letto da ragazzi e ci erano sfuggite le gesta dei personaggi, quelle risplendenti di doti morali come bontà, abnegazione, sacrificio di sé. Rimane impresso solo lui: l’assassino, intrappolato nell’insopportabile oscurità del suo calvario animico. E sembra passare inosservato anche il bellissimo epilogo, sommo dono letterario e spirituale con il quale l’autore si congeda descrivendo magistralmente il dolce levarsi, scaldato dal tepore del Sole, di un amore altissimo!, conquistato attimo per attimo.

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Author: Giovanni

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