Il terremoto infinito: il punto di vista scientifico-spirituale

Il Duomo di Mirandola maggio 2012

Ti svegli una mattina, e pensi “per fortuna è ancora presto, ho tutto il tempo di prepararmi con calma” e…. accompagnare le bambine a scuola, o infilarti il vestito da lavoro. Mentre compi i tuoi gesti quotidiani non pensi e non sai che li stai compiendo forse per l’ultima volta, o che per molto tempo, nei giorni a venire,  la tua vita non sarà più la stessa. Un boato fortissimo, e la terra inizia a tremare. Nelle scosse, innumerevoli, che seguono, il terremoto distrugge case, scuole, strade, capannoni, industrie, la gran parte di quello che conoscevi del tuo paese. Un nuovo panorama si stende ora davanti agli occhi increduli mentre le persone si aggirano fra il fumo, i calcinacci, le sirene dei soccorsi che coprono le voci care, le parole in dialetto. Un’unica domanda affiora nell’incrocio di sguardi: come è possibile?

 Nei blog che nascono ogni giorno per dare spazio alle testimonianze del terremoto infinito di queste settimane si trovano racconti come questo. Oppure frasi come quella di A., che alla fine di una conversazione, conclude: “io sento che Dio, in questo momento, ha abbandonato l’Italia’.  Una reazione umanissima, comprensibilissima, che suscita i sentimenti di compassione più profonda.

Di fronte a queste domande angosciose, diventa sempre più urgente ri-appropriarci di una prospettiva della realtà che comprenda anche tutta la parte  che si svolge ‘dietro le quinte’ della nostra vita visibile nel mondo fisico:  la parte spirituale, le azioni divine compiute da esseri spirituali nelle anime umane, che il pesante velo del materialismo ci impedisce di vedere. Solo così riusciremo a trovare risposte accettabili, che non siano frutto di imposture consolatorie distribuite a buon mercato. Solo così i fili del karma individuale e collettivo che si intrecciano in un evento come questo acquisiranno un significato che la mente e il cuore possono sopportare, perché ‘si inseriscono nel nesso del divenire universale’.

Dice Rudolf Steiner nella conferenza ‘L’evoluzione morale dell’uomo quale causa prima delle catastrofi naturali‘ (Dornach, 1924): “Miei cari amici, a partire da ciò che ho detto nelle conferenze precedenti, potete già immaginare che i fenomeni naturali esterni stanno in rapporto con gli eventi karmici dell’umanità. Colui che dirige il suo sguardo non soltanto ai fenomeni naturali, ma anche alla complessiva realtà cosmico-umana, vede il rapporto che c’è fra ciò che, in un certo periodo, avviene all’interno di gruppi di uomini e ciò che si manifesta in un tempo successivo come processi di natura. Possiamo a volte osservare certi eventi naturali che irrompono nella vita della Terra. (…) Se li cogliamo solo come fenomeni naturali siamo davanti a qualcosa che, dapprima, ci sembra incomprensibile rispetto all’impressione generale che riceviamo dal mondo” E continua, più avanti: “La ricerca scientifico-spirituale permette di fare un ulteriore passo avanti perché ci mette a disposizione punti di vista significativi proprio in relazione a questi eventi naturali.” 

Alcuni di questi ‘punti di vista’, contenuti nelle due conferenze del libro Catastrofi naturali come responsabilità morale illuminano con chiarezza le cause, di cui noi uomini siamo tutti corresponsabili, perchè le origini delle catastrofi naturali sono state create “nel corso degli orrori e delle atrocità delle guerre, a causa delle efferatezze sorte con l’evoluzione ed il progresso dell’umanità“. Più chiaro di così….

In altre conferenze, come in Mefistofele e i terremoti, di cui riportiamo un interessante stralcio (tratto dalla rivista Antroposofica del 1971, mentre l’intera conferenza si trova in Antropologia scientifico-spirituale, O.O. 107 – Ed. Antroposofica 2009), Steiner indaga il fenomeno dei terremoti dal punto di vista occulto: ‘(…) esistono nessi occulti fra gli eventi che accadono sulla Terra ed esseri che esercitano influssi spirituali sulle anime umane per condurle all’errore (…) si può scorgere che, pur essendo in certo modo incatenato, egli (Arimane,ndr) ha nell’interno della terra certi punti d’appiglio per il suo agire. Se si potessero conoscere i misteriosi rapporti che intercorrono fra quanto è accaduto sulla terra per influsso di Arimane e quanto in tal modo è divenuto il suo karma, allora nei fenomeni tellurici si riconoscerebbe anche il rap­porto fra quanto avviene nella natura in forma così terribilmente dolorosa e tragica e quanto regna fra gli uomini sulla terra’. E ancora: ‘ Qui sul piano fisico si presentano nei destini del­l’umanità taluni fatti, senza che a tutta prima se ne possano scoprire i nessi misteriosi; ma le conseguenze karmiche av­vengono ineluttabilmente. E a partire dalla seconda metà dell’epoca atlantica il karma di Arimane è connesso col karma dell’umanità.” 

Quanto può essere pesante, per le nostre anime, leggere parole come queste! Quanta impotenza sentiamo di fronte al concetto di ineluttabilità…. continua Steiner: ‘(…) tuttavia nei riguardi di siffatti eventi catastrofici, solo due o tre volte in ogni secolo, al massimo due o tre volte, dalle sedi dell’iniziazione potrebbe veramente essere predetto qualcosa. Dovete infatti pensare che queste catastrofi sono proprio connesse col karma dell’umanità e che, quand’anche potessero per esempio essere evitate in qualche caso particolare, esse dovrebbero poi comparire in altro luogo ed in altra manifestazione. Nulla si potrebbe mutare dell’evento, con una predizione’.  

Ma se, come si è visto, sono le ‘forze arimaniche a mostrare il loro volto voluttuosamente soddisfatto dalle profondità della Terra ogni volta che si verificano queste catastrofi naturali’, non possiamo dimenticare che ‘ciò che di ingiusto viene da Arimane e da Lucifero seminato nel mondo dietro le quinte dell’esistenza, tutto questo mediante le divinità buone viene di nuovo indirizzato sulle vie della giustizia così che, alla fine, il nesso karmico è sempre buono e giusto’. 

Queste sono le verità che vanno di nuovo imparate. Conclude Steiner: ‘Non dovete perciò pen­sare che il misterioso rapporto fra catastrofi telluriche e karma dell’umanità sia un segreto non investigabile. Esso è inve­stigabile: ma vi sono buone ragioni per cui questi profon­dissimi segreti oggi possono palesarsi al mondo solo in forma quanto mai generica. Grazie alla scienza dello spirito dob­biamo prima rendere evidente agli uomini il rapporto fra le loro stesse azioni ed i fenomeni naturali; e allora potrà anche giungere il tempo in cui l’umanità, riconoscendo questo rap­porto, si renda atta a ricevere le giuste risposte. Questo tempo verrà. È però vero che la scienza occulta potrà andare incon­tro ai più diversi destini. Potrà darsi che il suo influsso venga paralizzato e che resti limitato ad una cerchia ristretta. Ciononostante essa riuscirà a farsi strada e ad inserirsi nel karma dell’umanità. E allora l’umanità avrà essa stessa la possibilità di influire sul proprio karma.’ 

Per leggere lo stralcio della conferenzaMefistofele e i terremoti’

 

 


2 thoughts on “Il terremoto infinito: il punto di vista scientifico-spirituale”

  1. Grazie Raffaella, per aver condiviso le tue riflessioni… in effetti questa conferenza contiene risposte che non si trovano da nessun altra parte, e da molti punti di vista: umano, occulto, spirituale. Le spiegazioni di carattere occulto sono sorprendenti, e assolutamente nuove, come capita spesso nelle conferenze di Steiner. Come mi è stato fatto notare, però, questa conferenza è del 1909, mentre in una successiva, del 1924, (la seconda del libro ‘Catastrofi naturali’) si può sentire profondamente una comprensione per questi eventi grandiosamente positiva, tutta orientata all’evoluzione dell’umanità.
    Condivido con te l’entusiasmo per un ‘terremoto’ sociale, quello indotto dal Movimento5stelle, che come hai scritto, guarda caso, ha fatto man bassa proprio nelle terre colpite dalla scossa tellurica… anche se è ancora lunga la strada per il superamento di divisioni culturali fra le varie classi sociali, diversissime, cui appartengono i ‘grillini’, si tratta senz’altro di un bell’esperimento umano, orientato alla salvaguardia della Terra e dei suoi abitanti.
    Ricordo a te e a quanti avessero del materiale interessanti su questi temi che sono i benvenuti nel blog (anche con storie personali da raccontare, che possono interessare…)
    Grazie ancora, un caro saluto
    Rossella

  2. Condivido pienamente l’articolo, sto riflettendo sul fatto che i sismologi dicono che non vi sono relazioni tra le scosse avvenute negli ultimi giorni a Ravenna, in Emilia e nel Veneto… Come si può credere che siano coincidenze casuali? E’ evidente che si ha paura di scoprire che vi sono cause non solo materiali ma anche spirituali e morali dietro a questi fenomeni. E’ più comodo credere che sia tutto casuale, così non ci sono responsabilità e ognuno continua a fare la vita che sta facendo, salvo coloro che vengono direttamente colpiti. Questo è l’atteggiamento della maggior parte delle persone, ma qualcosa forse si sta muovendo, perché almeno si comincia a parlare degli effetti negativi di certi interventi dell’uomo, come l’estrazione del petrolio o addirittura l’ induzione dei terremoti da parte dell’HAARP. Purtroppo si ragiona sempre sul piano materiale, così non si riesce a comprendere veramente il senso e le cause di queste catastrofi. Ma è già un passo in avanti che vi sia maggiore sensibilità nei confronti dell’ambiente e che si parli di responsabilità dell’uomo sotto questo aspetto, anche sostenendo il Movimento 5 Stelle, che è il primo movimento politico che pensa ad un rapporto diverso con la natura e che promuove la partecipazione di tutti gli individui alla vita politica e sociale, insistendo sul concetto di responsabilità individuale. Si tratta di un bel terremoto sul piano etico-morale! Non posso fare a meno di notare che il terremoto si è verificato proprio nei giorni delle elezioni amministrative nelle zone in cui tale movimento ha avuto più successo. Speriamo che ai movimenti tellurici si accompagni un movimento delle anime nella direzione giusta, che queste nuove azioni sociali infondano fiducia e coraggio negli animi dei giovani, che si trovi la forza di affrontare la realtà anche dal punto di vista spirituale.

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