In sintesi: Il mistero del doppio – seconda conferenza

Da più parti si sente dire che le conferenze tenute da Rudolf Steiner, il fondatore della Scienza dello spirito, sono troppo complesse. E sono in tanti a desistere, rinunciando a fruire di un’opera di inestimabile valore spirituale per l’intera umanità.

Nella rubrica “In sintesi”, rendiamo disponibili i riassunti di alcuni testi come invito alla lettura e supporto per approfondimenti di studio degli stessi.

Il ciclo inizia con Il mistero del doppio, che si articola in cinque conferenze contenenti importanti rivelazioni sulle caratteristiche e l’agire di entità ben note come forze dell’ostacolo. Prenderne conoscenza permette di comprendere il loro operare entro l’essere umano e nella società. Compito precipuo dell’umanità attuale è proprio di tenere gli occhi ben aperti per riconoscere e confrontarsi con i potenti esseri spirituali che manovrano incessantemente per deviare l’uomo dalla sua meta evolutiva. Si avrà la meglio sul male solo attraversandolo coscientemente e non aggirandolo.

… L’anima si riveste di un corpo fisico, però non arriva a compenetrarlo del tutto. Per questo, poco prima di nascere, un altro Essere prende possesso della parte subconscia del nostro corpo. Questo Essere è in noi come lo è la nostra anima. Questi esseri arimanici, privi di sentimenti umani e dotati di una straordinaria intelligenza, devono la loro vita al fatto che si servono degli uomini per abitare nella sfera terrena in cui ambiscono soggiornare. (Tratto da questa conferenza)

La medicina geografica.

San Gallo, 16 novembre 1917

1-2. Le anime delle persone che durante la vita terrena si sono rivolte esclusivamente al mondo fisico-sensibile, nel dopo-morte rimarranno a lungo imprigionate nella sfera terrena e lì creeranno dei veri e propri centri di forze distruttive. Questi segreti, in passato custoditi da società occulte e preclusi al resto dell’umanità, dovranno ora essere resi noti a tutti. Se un tempo l’umanità non era matura per essere messa al corrente di certe realtà sovrasensibili, adesso, nel quinto periodo post-atlantico, non ha più senso tenerle celate. L’uomo deve sapere l’importanza che la conoscenza dei mondi sovrasensibili riveste. Deve sapere cosa accade nel dopo morte; solo così potrà evitare di diventare un centro distruttivo.

3-4. La visione spirituale geocentrica – antecedente a Copernico – secondo cui la Terra era ferma e il Sole e gli altri pianeti le ruotavano intorno, mentre il firmamento era una sfera spirituale popolata da Entità spirituali, impediva all’anima del defunto di essere trattenuta nella sfera terrestre e di diventare una forza distruttrice. L’aver accolto la teoria copernicana, secondo cui è la Terra a compiere un moto rotatorio intorno al Sole, incatena l’anima del defunto alla sfera terrena sbarrandone l’accesso ai mondi spirituali. La teoria copernicana, sebbene sia frutto di un’intelligenza un po’ pedantesca, è da un lato un’ammirevole conquista scientifica, dall’altro lato ostacola nelle persone il formarsi di rappresentazioni dei mondi spirituali, costringendole dopo la morte a permanere nella sfera terrestre.

5-6. Dopo la morte, la coscienza dell’uomo si modifica e si intensifica; è errato credere che scompaia. Nel dopo-morte, il defunto è compenetrato dalle anime legate a lui karmicamente, anche se lo ignora. Il percorso dell’anima nel dopo-morte deve essere conosciuto già durante l’esistenza terrena. La società antroposofica è sorta proprio per soddisfare l’esigenza presente e futura per cui gli uomini devono sapere che le anime si rivedranno nei mondi spirituali, e che ora si devono immedesimare entro un’universale comunione con il mondo. In questo modo si crea un legame karmico tra coloro che sanno che si incontreranno nel mondo spirituale. Le conoscenze del mondo sovrasensibile arricchiscono la vita spirituale e dal mondo sovrasensibile si ripercuotono nel mondo fisico sensibile. L’isolarsi è controproducente. Con la diffusione di certe idee in campo sociale, si tentava di creare in Europa una sorta di paradiso terrestre. Lo scoppio della  prima guerra mondiale ha dimostrato che quelle idee andavano nella direzione sbagliata.

7-9. Le associazioni come quella antroposofica sono attive sia nel mondo degli effetti (fisico) sia in quello delle cause (spirituale). Le Entità spirituali incoraggiano il diffondersi delle rappresentazioni spirituali, destinate a scarseggiare sempre di più col dilagare della mentalità scientifica. Essere chiusi ai mondi spirituali significa incatenare l’anima umana alla sfera terrestre. Siccome la Terra è destinata a perire, le anime che non si sono liberate dalla materia rimarranno intrappolate nel suo cadavere.

10. Le rappresentazioni dei mondi spirituali fatte sulla Terra libereranno l’anima dalla sicura schiavitù dell’attaccamento alla sfera terrestre e le permetteranno di agire – pur rimanendo legata ai propri cari lasciati sulla Terra – a partire dalla sfera spirituale. Il legame a partire dal mondo spirituale è più intenso e scongiura il formarsi di centri distruttivi privi d’amore.

11. Nella sua vita sulla Terra l’uomo cresce nello sperimentare e nel vivere gli avvenimenti della vita. Dopo la morte dobbiamo liberarci dall’attaccamento al mondo fisico e crescere nel mondo spirituale legandoci alle Gerarchie e ai fatti che le riguardano. Così come sulla Terra siamo circondati dalla natura, nei mondi spirituali siamo invece un tutt’uno con le Gerarchie spirituali; esse vivono in noi, ne siamo in un certo senso ricolmi. Qui sulla Terra il mondo ci è esterno, là lo viviamo dal di dentro. Siamo effusi nell’universo e non riusciamo a distinguerci. Nella misura in cui avremo maturato una coscienza dell’io saremo capaci di distinguerci dalle Gerarchie e di distinguerle tra loro. Qui tendiamo a creare un ponte che ci unisce al mondo, là dobbiamo separarcene per unirci.

12-13. Grazie all’acquisizione sulla Terra di concetti spirituali, dopo la morte sviluppiamo la forza che ci permette di conoscere, di compenetrare il mondo spirituale. L’uomo di oggi rifugge i concetti spirituali perché sono difficili e non hanno oggetti corrispondenti nel mondo sensibile. Ma è in questo sforzo che troviamo la realtà del mondo. Insieme ai concetti spirituali acquisiamo conoscenze che gettano luce in quel mondo che altrimenti ci sarebbe oscuro. Senza la luce del sapere diventeremmo nel dopo-morte dei centri distruttivi sfruttabili dai negromanti.

14-15. Con la sapienza che illumina, ci si distingue dagli Esseri spirituali di cui siamo ricolmi, ma non basta, occorre anche saper amare. L’amore terreno, quello legato al ritmo e al respiro, non ha valore nel mondo spirituale. L’amore verrà acceso dai concetti che si sviluppano nella comprensione del mondo fisico, se però abbiamo coltivato un amore limitato a puri concetti naturalistici, ignorando il mondo dello spirito, quell’amore si trasformerà nei mondi spirituali in un’azione distruttrice. L’amore si eleva se l’uomo riesce ad amare i concetti e le rappresentazioni del mondo spirituale e si degrada se resta confinato al mondo dei sensi.

16. All’umanità di oggi non bastano i predicatori che intimano di avere fede in un credo religioso e di prepararsi così alla vita eterna. Essi non sono in grado di descrivere la vita dopo la morte. Questo tipo di fede era valida fino al sedicesimo secolo, cioè prima del dilagare del materialismo. Oggi, gli uomini che si chiudono egoisticamente in sette religiose nella convinzione di raggiungere la felicità, si precludono l’ascesa ai mondi spirituali. La sds va diffusa con un senso di compassione verso costoro, che la rifiutano.

17-19. Il mondo spirituale, i defunti legati a noi, le Gerarchie, sono ovunque nella nostra esistenza. Solo il nostro stato di coscienza ci divide dal mondo soprasensibile. Occorre conquistarsi le forze che ci permettano di ricongiungerci ai defunti da cui la materia ci separa durante la vita, altrimenti non ci accorgiamo di loro, benché ci siano. Le forze d’amore confinate alla sfera del naturalismo diventano forze del male. Tra il mondo spirituale e quello fisico c’è una relazione molto stretta: noi siamo in rapporto coi defunti e il mondo sovrasensibile compenetra il nostro. Nell’elemento sensibile vi è ovunque quello sovrasensibile.

20-21. L’uomo non è solo costituito, come comunemente si crede, da corpo, anima e spirito. Egli s’incarna, ma non sa cosa avviene nel fisico, le nozioni di anatomia e fisiologia non sono esaurienti. L’anima si riveste di un corpo fisico, però non arriva a compenetrarlo del tutto. Per questo, poco prima di nascere, un altro Essere prende possesso della parte subconscia del nostro corpo. Questo Essere è in noi come lo è la nostra anima. Questi esseri arimanici, privi di sentimenti umani e dotati di una straordinaria intelligenza, devono la loro vita al fatto che si servono degli uomini per abitare nella sfera terrena in cui ambiscono soggiornare. Essi sono dotati di forze di volontà potentissime, affini alle forze di natura e non alle nostre che sono temperate dal sentimento.

22-25. Nel secolo diciannovesimo la scienza scoprì giustamente che il sistema nervoso è attraversato da energia elettrica, ma è errato dire che questa energia ne faccia parte. Le correnti elettriche vi vengono immesse dall’Essere arimanico; esse non appartengono alla nostra natura. Questi Esseri arimanici, contravvennero ai piani predisposti per loro dalle sagge Gerarchie spirituali e decisero di accamparsi nella Terra. Potevano però conquistare la Terra solo se si fossero impossessate dei corpi degli uomini, e lo fecero in virtù del fatto che l’anima non li compenetrava del tutto. In prossimità della nascita, essi prendono possesso del nostro corpo e si installano nel nostro subconscio. Poco prima della morte devono però, loro malgrado, lasciare il corpo in cui sono penetrati. A “sfrattarli” è il Cristo, grazie al suo passaggio sulla Terra e al sacrificio del Golgota. Senza il Cristo, essi si sarebbero impadroniti dell’evoluzione umana sulla Terra.

26-27. C’è un nesso profondo, da riconoscere, tra il passaggio del Cristo attraverso il mistero del Golgota e le Entità arimaniche, che vogliono impadronirsi della morte nella natura umana. Le confraternite occulte, pur conoscendo queste verità, le hanno tenute nascoste all’umanità. Queste verità andrebbero gradualmente rivelate all’uomo. Egli deve sapere che quanto gli capita a livello inconscio mentre è in vita, gli sarà utile dopo la morte; nel momento in cui ripercorre la sua vita retrospettivamente tutto gli deve essere comprensibile. L’Essere arimanico che penetra in noi prima della nascita, deve essere riconosciuto dopo la morte. Una tale conoscenza diventa luce nei mondi spirituali.

28. Le conoscenze su questi Esseri così importanti per l’uomo, non devono però essere fornite dalle confraternite – lo farebbero a modo loro, per perseguire i loro fini – bensì devono arrivare dalla scienza dello spirituale, che si rivolge a tutti e fa sapere che ciascun uomo è portatore di un doppio arimanico.

29. Se queste verità non verranno a galla, l’uomo dovrà patire atroci sofferenze, il doppio si farà sentire tramite le malattie fisiche di cui è portatore. Le malattie organiche, che sorgono dall’interno dell’organismo sono causate dal doppio arimanico, mentre dal doppio luciferico provengono tutte le patologie nevrasteniche. La medicina si deve dunque spiritualizzare su entrambi i fronti. L’esigenza di saperne di più sull’inconscio è testimoniata anche dal sorgere della psicoanalisi, che lo indaga e lo interpreta, seppure con mezzi inadeguati. L’uomo sarà danneggiato da tali fatti, che sono importanti perché dal loro superamento egli acquisterà forze.

30. Per arrivare a comprendere meglio la responsabilità del doppio come causa delle malattie organiche, occorre sapere che la Terra è un essere vivente e in quanto tale agisce sugli esseri che la popolano, particolarmente sugli uomini. L’attuale mineralogia e geologia ne vede solo la parte minerale, morta, l’equivalente cioè di quella che nell’uomo è la struttura ossea. La Terra, come l’uomo, è dotata di “organi” che la differenziano. Essa si differenzia a seconda di ciò che sviluppa dall’interno verso l’esterno, in modo vivente. Le forze sgorganti dalla Terra influenzano gli uomini, a seconda della conformazione geografica, in modi diversi.

31. L’uomo, nelle sue parti costitutive, ha poco a che fare direttamente con le forze della Terra, ma il suo doppio ha con esse un rapporto particolare. Gli esseri arimanici si distribuiscono nella Terra insediandosi nei posti che prediligono. Alcuni preferiscono l’emisfero orientale e occupano i corpi che nascono là. Altri scelgono l’emisfero occidentale, l’America: la geografia è un principio vivente della loro esperienza.

32. In futuro sarà importante occuparsi di medicina geografica, quella che Paracelso strappò all’antica sapienza e che da allora è stata negletta a causa dell’avvento del materialismo. È importante che l’uomo riscopra il suo legame con i doppi portatori di malattie e con la Terra, compresi i processi di fusione e di irraggiamento che da essa si sviluppano a seconda delle regioni. L’uomo è inserito nell’esistenza terrena in un modo particolare attraverso il doppio.

33. La questione del doppio è diventata centrale nel quinto periodo postatlantico e lo sarà di più in futuro. Affinché l’uomo possa riflettere sulla complessa questione e sviluppi forze per rapportare la propria esistenza a queste entità, la scienza dello spirito deve diffondersi già in questo tempo.

34-35. Nel quarto periodo postatlantico (-747>1413) si sviluppò l’anima razionale o affettiva; il quinto periodo (1413>2160), il nostro, segnò una svolta netta (venuta del Cristo). Le sue caratteristiche emergono gradualmente e sono chiare soprattutto ai nostri giorni. Poco prima dell’inizio del quinto periodo, le entità-guida spirituali dovettero tener conto della debolezza dell’uomo nei confronti del doppio, egli doveva esserne protetto, gli doveva essere evitata la conoscenza anche solo teorica del doppio. Nei secoli che precedettero il quattordicesimo, il doppio doveva scomparire dalla visuale dell’uomo e ricomparire ai nostri giorni, affinché l’uomo potesse regolare i rapporti con esso. A protezione dell’uomo, iniziò nel nono secolo (e fu portato a compimento nel dodicesimo secolo) un processo che prevedeva l’interruzione del traffico navale tra l’Europa e l’America. La versione storica ufficiale, secondo cui l’America fu scoperta da Colombo nel 1492, omette questo dato. A quei tempi, in America, si conosceva la regione in cui emergevano particolarmente le forze magnetiche che mettono l’uomo in relazione col suo doppio; allora gli europei andavano in America per studiare le malattie causate dall’influsso del magnetismo terrestre. Tali studi non erano possibili in Europa perché lì l’uomo era più reattivo all’influsso del doppio. Si fa risalire l’origine dell’antica medicina europea all’America, dove si poteva osservare il processo del magnetismo. Prima della ri-scoperta dell’America, i viaggi che vi si tenevano erano volti a studiare il ruolo del doppio nella diversa natura dei popoli americani. I rapporti con l’America caddero nell’oblio anche grazie al massiccio intervento della Chiesa romana, che promulgò editti terribili allo scopo di evitare ogni contatto con le conoscenze importate dal continente americano.

36-37. Già da prima dell’inizio del quinto periodo, le sagge potenze spirituali tennero protetta l’Europa dall’influsso occidentale. L’intelletto, che avrebbe assunto un ruolo cruciale proprio nel quinto periodo, doveva ricevere speciale protezione: le conoscenze dovevano essergli somministrate con estrema cautela e delicatezza.

38-39. In questa direzione protettiva operarono i monaci irlandesi, che convinsero Roma della necessità di chiudere l’Europa all’influsso occidentale in modo che non fosse turbata da ciò che in quell’emisfero si sviluppava come elemento sub-terreno. Colombano e il suo discepolo Gallo compirono insieme un significativo viaggio allo scopo di cristianizzare l’Europa. L’America fu riscoperta dopo l’avvento del materialismo, dagli uomini spinti dalla sete dell’oro. Spetta infatti proprio all’uomo materialista il dover fare i conti con il doppio e il porsi con esso nel giusto rapporto.

40. Nella Terra esistono, a seconda delle località geografiche, differenti correnti di forze che dal basso scorrono verso l’alto, provenienti dai territori più disparati. Gli uomini non devono sentirsi separati dal diverso territorio di provenienza, ma dovrebbero accogliere l’uno dall’altro ciò che in ogni singolo territorio può venire creato di nobile: dovrebbero progredire nel reciproco scambio dei loro beni spirituali.


 

2 thoughts on “In sintesi: Il mistero del doppio – seconda conferenza”

  1. Buongiorno Davide,
    in effetti la borsa di studio è prevista, e servirebbe a coprire i costi di partecipazione alla conferenza Wikimedia che si terrà dal 6 al 14 agosto 2014. Considerato che in quelle date ci sarebbe comunque difficile partecipare, riteniamo più opportuno lasciare ad altri questa bella possibilità. Ma davvero grazie mille per la preziosa segnalazione.
    Un cordiale saluto
    Giovanni di LiberaConoscenza.it

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *