Mefistofele e i terremoti

ANTROPOSOFIA

RIVISTA MENSILE DI SCIENZA DELLO SPIRITO

ANNO XXVI – N. 4-6APRILE GIUGNO 1971

MEFISTOFELE E I TERREMOTI

Conferenza tenuta a Berlino il 1° gennaio 1909 (*)

(continua da pag. 51…) Similmente sono andate le cose per le forze che pervadono aria e acqua, forze che, per le passioni degli uomini, hanno prodotto le catastrofi dell’Atlantide. È stato un karma generale dell’umanità a provocare quelle catastrofi atlantiche. Ma ne abbiamo oggi un residuo; e questo residuo produce una eco di quelle catastrofi. Le nostre eruzioni vulcaniche e i nostri terremoti non sono che echi di quelle catastrofi. Non dovrebbe perciò mai venir fatto di pensare che alla persona colpita da una simile catastrofe possa essere attribuita la benché minima parte della colpa. Chi è antroposofo deve rendersi chiaramente conto che il karma di queste persone non ha nulla a che vedere con una loro responsabilità in quelle catastrofi; né dovrebbe pensare che una certa persona non sia da aiutarsi perché — detto alla buona — avrebbe essa stessa provocato quel destino, e questo perciò sarebbe il suo karma. Al contrario: è il karma stesso ad esigere da noi qualcosa: ad esigere che noi aiutiamo gli infortunati, perché il nostro aiuto significherà certamente qualcosa per loro, qualcosa che verrà iscritto nel loro karma e per cui il loro karma si avvierà su più favorevoli binari. Una concezione del mondo che sia fondata sul karma deve proprio condurci alla compassione; e la comprensione per i disgraziati che soffrono e per i colpiti da siffatte catastrofi ci dovrà rendere sempre più compassionevoli; perché avremo la conferma che si tratta di un karma complessivo dell’umanità, per cui i singoli devono soffrire. E come è tutta l’umanità a provocare quei terribili eventi, cosìppure dovrà essere tutta l’umanità a sentirsene corresponsabile; e dovremo considerare un siffatto destino come il nostro proprio; e non dovremo soccorrere i colpiti solo per un nostro desiderio personale, ma perché sapremo: noi facciamo parte dell’umanità; e la responsabilità di quanto accade è anche responsabilità nostra!

Mi è giunta stamani una domanda che si riferisce alle catastrofi prodotte dal terremoto. Eccola:

«Come sono da intendersi da un punto di vista occulto le catastrofi prodotte dai terremoti? Si possono prevedere? E se le catastrofi si potessero prevedere nei particolari, perché non dovrebbe essere possibile dare al riguardo un avvertimento discreto? Anche se un tale avvertimento una prima volta magari non potesse subito servire, in seguito certamente lo potrebbe ».

Vi ricorderete, almeno in parte, di quanto è stato detto alla fine di una mia conferenza sull’interno della terra (*); vi ricorderete di quanto è stato detto della possibilità che sulla terra avvengano dei terremoti. Oggi non terremo conto di ciò, bensì cercheremo di rispondere direttamente alla domanda che è stata posta. La domanda consta in sostanza di due parti. La prima parte è: «Si possono in certo modo prevedere i terremoti, conoscendone i nessi occulti?». A questa domanda dobbiamo rispondere col dire che la conoscenza di tali cose fa parte in genere delle più profonde nozioni del sapere occulto. Per un singolo evento catastrofico che ha delle origini così remote come le abbiamo descritte oggi, e che è connesso con cause che coinvolgono tutta la terra, per un siffatto singolo evento è assolutamente giusto dire che è possibile indicarne la data. L’occultista avrebbe senz’altro la possibilità di indicare tale data. Ma ora viene l’altra parte della domanda: «Tali indicazioni di date si possono fare, è lecito che siano fatte?». L’uomo comune che si trova posto di fronte ai segreti occulti, troverà effettivamente quasi ovvio che a tale domanda si debba rispondere con un sì.

Tuttavia nei riguardi di siffatti eventi catastrofici, solo due o tre volte in ogni secolo, al massimo due o tre volte, dalle sedi dell’iniziazione potrebbe veramente essere predetto qualcosa. Dovete infatti pensare che queste catastrofi sono proprio connesse col karma dell’umanità e che, quan-d’anche potessero per esempio essere evitate in qualche caso particolare, esse dovrebbero poi comparire in altro luogo ed in altra manifestazione. Nulla si potrebbe mutare dell’evento, con una predizione. E pensate quanto terribilmente ci si inserirebbe nel karma dell’intera terra, se nei confronti di tali eventi venissero presi provvedimenti umani! Si verificherebbe in tal caso una tremenda reazione, e si verificherebbe con una tale violenza, che solo in casi eccezionalissimi un alto iniziato, se potesse prevedere una catastrofe da terremoto, potrebbe fare uso del proprio sapere per se stesso e per coloro che gli stanno più vicino. Egli dovrebbe perire sapendolo: la cosa è assolutamente ovvia! Questi eventi catastrofici che da migliaia e milioni di anni sono connessi col karma dell’umanità, non si lasciano infatti paralizzare da provvedimenti presi entro un breve periodo dell’evoluzione! Dobbiamo però aggiungere anche qualcos’altro.

È stato detto che proprio questo capitolo fa parte delle più difficili indagini occulte. Quando ho tenuto la mia conferenza sull’interno della terra, ho già detto che è enormemente difficile sapere qualcosa di questo interno, e che è invece assai più facile conoscere qualcosa dello spazio astrale, dello spazio devacanico, perfino dei più lontani pianeti. La maggior parte delle cose che si sentono dire sull’interno della terra sono proprio delle grandi ciarlatanerie; perché questo ambito appartiene ai problemi più difficili dell’occultismo. E di questo ambito fan parte anche i fatti connessi con le catastrofi degli elementi. Soprattutto non dovete dimenticare che la chiaroveggenza non è qualcosa davanti alla quale basta solo collocarsi per trasporsi in un certo stato, per poi poter dire ciò che si svolge in tutto il cosmo, fino nelle più alte sfere. Le cose non stanno così: e chi lo credesse, sarebbe altrettanto « acuto » quanto chi dicesse: è vero che tu hai la facoltà di percepire il mondo fisico; tuttavia, alle dodici, quando stavi qui seduto in questa stanza, non vedevi nulla di quanto accadeva sul fiume, fuori di qui. Non dobbiamo dimenticare che possono esserci, per la nostra vista, degli ostacoli. Se quella persona alle dodici fosse uscita di casa, allora quel tal fatto forse non gli sarebbe sfuggito. Non è che subito tutti i mondi ci si aprano, se solo decidiamo di trasporci nella condizione necessaria. La persona in questione dovrà prima accostarsi alle cose e investigarle; e le indagini di cui si tratta qui sono fra le più difficili, perché i più gravi ostacoli vi si contrappongono. Sarà perciò opportuno parlare di questi ostacoli.

A chi abbia la facoltà di camminare con le sue gambe, si potrà togliere questa facoltà non solo tagliandogli le gambe, ma anche imprigionandolo: e allora non potrà più andare in giro. Similmente esistono ostacoli alle indagini occulte; e nell’ambito di cui trattiamo qui, gli ostacoli sono effettivamente fra i più gravi. Ve ne citerò uno dei principali; cercherò di farvi comprendere un nesso veramente misterioso. Nel campo delle ricerche occulte il maggior ostacolo consiste nell’atteggiamento materialistico propugnato attualmente dalla scienza. Tutte le illusioni, tutti gli errori, tutte le indegne esperienze fatte dalla scienza materialistica attuale, non solo non conducono a nulla, ma in sostanza provengono solo dalla vanità degli uomini. E l’effetto di tali errori e illusioni nei mondi superiori, rende appunto impossibili, o almeno difficilissime, le indagini che occorre fare, per poter giungere ad una libera vista di quei fenomeni. La libera vista viene appunto offuscata perché qui sulla terra si svolge l’indagine materialistica. Queste cose non sono così senz’altro comprensibili. Direi piuttosto: attendiamo che la scienza dello spirito si diffonda maggiormente; attendiamo che, grazie al suo influsso, la superstizione materialistica del nostro tempo sia spazzata via; che sia spazzata via la smania di fare combinazioni insensate e ipotesi, di fantasticare sull’interno della terra. Quando un giorno la scienza dello spirito verrà essa stessa inserita, come un destino, nel karma dell’umanità, quando essa avrà trovato i mezzi e le vie per afferrare le anime, e avrà così potuto superare le forze avversarie, ossia la superstizione materialistica, quando si potrà di nuovo investigare ciò che oggi non si può investigare perché i peggiori nemici dell’umanità incatenano al mondo dei sensi lo sguardo dell’uomo, allora sarà offerta, anche esteriormente, la possibilità di agire sul karma dell’umanità; e l’aspetto più terrificante delle catastrofi telluriche sarà attenuato. Le cause del silenzio degli iniziati sui fatti connessi col karma dell’intera umanità sono da ricercarsi soltanto nella superstizione materialistica degli uomini. Spesso oggi l’impulso scientifico non è sorretto dall’anelito faustiano alla verità, ma è ampiamente connesso con vanità e ambizione. Quante indagini scientifiche si fanno oggi solo perché si cerca qualcosa che giovi alla propria persona! Sommando tutto ciò, risulterà quanto grande sia la forza che si oppone all’investigazione di quel mondo che si nasconde dietro i fenomeni sensibili esteriori. Quando tutta questa nebbia sarà stata spazzata via, allora sarà giunto il tempo in cui l’umanità, fino ad un certo grado, potrà essere largamente aiutata, riguardo a certi misteriosi fenomeni tellurici suscitati dai suoi nemici e tanto gravi per la vita umana. Fino a quel momento tale possibilità non esiste.

So bene che queste risposte deviano talora dal contenuto delle domande. Ma il destino della dottrina occulta è proprio questo: di dovere in certi casi rimettere le domande sui giusti binari, prima di potervi rispondere; perché le domande devono essere poste correttamente. Non dovete perciò pensare che il misterioso rapporto fra catastrofi telluriche e karma dell’umanità sia un segreto non investigabile. Esso è investigabile: ma vi sono buone ragioni per cui questi profondissimi segreti oggi possono palesarsi al mondo solo in forma quanto mai generica. Grazie alla scienza dello spirito dobbiamo prima rendere evidente agli uomini il rapporto fra le loro stesse azioni ed i fenomeni naturali; e allora potrà anche giungere il tempo in cui l’umanità, riconoscendo questo rapporto, si renda atta a ricevere le giuste risposte. Questo tempo verrà, È però vero che la scienza occulta potrà andare incontro ai più diversi destini. Potrà darsi che il suo influsso venga paralizzato e che resti limitato ad una cerchia ristretta. Ciononostante essa riuscirà a farsi strada e ad inserirsi nel karma dell’umanità. E allora l’umanità avrà essa stessa la possibilità di influire sul proprio karma.

(*) Das Innere der Erde, Monaco 21 Aprile 1906.

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