La Filosofia della Libertà 14

Dal Seminario di Milano, 27 – 29 Settembre 2013

L’incontro di Pietro Archiati ha registrato anche questa volta un ottimo successo di pubblico. Siamo lieti di potervi offrire alcune istantanee colte al volo dal Teatro della Scuola Rudolf Steiner di via Clericetti.

Immancabili i disegni alla lavagna

 

Il relatore mentre risponde alle domande del pubblico
Tutti immersi nel commento del testo
Uno scorcio del pubblico

 

Vi aspettiamo al prossimo appuntamento. A Febbraio del 2014 si ricomincia con il primo capitolo della Filosofia della libertà, nuovamente oggetto di studio su richiesta della maggioranza del pubblico in sala. Come ha detto Pietro Archiati, La filosofia della libertà è un testo talmente ricco di spunti che lo si potrebbe studiare all’infinito e trarne sempre rinnovate ispirazioni. Arrivederci!

 

 

La Filosofia della Libertà 13 – fotoracconto

Dal Seminario di Milano dello scorso febbraio (dal 15 al 17 febbraio 2013)

Alcune foto e le impressioni di una giovane signora che ha assistito per la prima volta a un seminario di Archiati.

PS: è possibile “cliccare” sulle foto per ingrandirle

É stata un’esperienza di ascolto e di approfondimento che mi ha permesso di alzare il mio livello di attenzione sugli aspetti positivi dell’esistenza che io, per indole, tendo a non vedere.

La locandina all'ingresso della Scuola

Confesso di mancare di assiduitá nello studio dell’Antroposofia ” e quindi incontri come questo, vissuti ed assorbiti con intensitá sono per me estremamente gratificanti. Ne esco sempre con una marcia in piú…”

Ausilia

La Scuola "Rudolf Steiner" di via Clericetti a Milano
La sala del Seminario
Pubblico all'entrata in sala
Pietro Archiati disegna alla lavagna
Un momento del dibattito
Il Seminario è finito...

Per il prossimo seminario, questo è il link:

La Filosofia della Libertà di Rudolf Steiner XIV Seminario

Aggressività e depressività

Articolo tratto dal libro: “UOMO MODERNO MALATO IMMAGINARIO? Paura, depressione, aggressività: malattie nuove e nuove vie della terapia” 2ª Edizione 1998 – Edizioni Scienza dello Spirito S.r.l.

Dalla sezione “Articoli e documenti” del nostro sito

Copertina del libro "Uomo moderno malato immaginario"

L’altalena tra aggressività e depressività: la forza portante dell’evoluzione umana

In modo analogo a come abbiamo trattato della malattia, affrontiamo ora i due fenomeni dell’aggressività e della depressività. Esse costituiscono una polarità di forze che interagiscono sempre fra loro, perché sono entrambe assolutamente necessarie per l’evoluzione. Sono anch’esse due unilateralità, il loro reciproco «pareggio» è sempre in atto e costituisce il dinamismo stesso della vita.

Un uomo del tutto senza aggressività o senza depressione cesserebbe di essere uomo. Potremmo addirittura dire che la grande differenza tra l’essere umano e l’animale è che l’animale non è in grado né di essere aggressivo in senso vero e proprio né di deprimersi. Se affermiamo che il leone è aggressivo in quanto agguanta la preda e la dilania, usiamo delle metafore antropomorfiche improprie perché l’istinto di natura non è deliberata aggressività: si impone per natura, appunto. Si può essere veramente aggressivi soltanto avendone almeno un barlume di coscienza…

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Diverso vivere

E se fosse diverso da come lo pensiamo?
di Enea Arosio


È sempre arduo riuscire a dare delle risposte o anche solo un avvio al pensiero su quei grossi temi che, con i nostri occhi abituali, vediamo come ingiustizie e di cui ci riesce difficile trovare il bandolo della matassa.

Da anni conosco l’Antroposofia di Rudolf Steiner e sempre più la definisco “il manuale d’istruzione” dell’essere umano; i suoi libri fondamentali Teosofia, Scienza occulta, La filosofia della libertà e L’iniziazione dovrebbero essere conosciuti affinché si possa avere quell’avvio al pensiero che conduce alla scoperta della nostra parte migliore.

Con questa dispensa propongo agli amici che la ricevono un piccolo estratto dal “Commento a LA FILOSOFIA DELLA LIBERTÀ” (Voll. II, III e IV) seminari tenuti da Pietro Archiati, il massimo conoscitore (che io conosca) dell’opera di Rudolf Steiner, sperando che i pensieri esposti possano aiutarci a “capire diversamente” chi vive con noi.

Enea Arosio – Febbraio 2012

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A Napoli…

Vi proponiamo una simpatica relazione scritta del convegno di Napoli, visto dagli occhi di uno dei partecipanti, un partenopeo, s’intende.

… ci siamo resi conto di come Pietro Archiati sia molto più conosciuto di quanto potessimo immaginare. Infatti alla prima conferenza, venerdì sera, parecchie persone sono rimaste accalcate all’ingresso e nella sala, tutti attenti a bocca chiusa e occhi spalancati, quasi ad esprimere lo stupore di vedere Archiati a Napoli e nel castello Angioino, simbolo della città.

La mattina successiva, la preoccupazione di non trovare posto si trasforma all’ingresso della sala in un balletto confuso, rumoroso e stridente di sedie spostate, girate, alzate e persone borbottanti che cercano di sistemarsi alla meglio. Il caotico traffico di questa difficile città si è creato anche nella sala del castello a ricordarci forse che qui si convive con l’imprevisto quotidiano, con lo “speriamo che mi vada bene”.

Ma quando Pietro inizia a parlare tutto si trasforma e sembra di stare alla messa del sabato santo.

 

Più tardi ci tocca fare un grosso esercizio di positività sul campo: inaspettatamente il Comune, proprietario del castello, ci comunica che il castello la domenica mattina dovrà restare chiuso.
 

Forse che l’Anima guida di Napoli non permette mai a nessuno di lasciarla senza averla un po’ visitata? Ecco l’occasione! Molti partecipanti non napoletani ne profitteranno e potranno apprezzare fra le stradine dell’antica Neapolis tutto il sapore e il profumo di questa sconcertante, inebriante e sregolata città.

Dopo l’annuncio della chiusura domenicale, scatta la solidarietà tra i presenti per cercare di far entrare tutti e non far perdere a nessuno le ultime due conferenze. Non c’è più nemmeno una mattonella libera: tutti stretti vicini, la partecipazione animica si tocca con mano. Lo stesso Pietro ha voluto ascoltare una poesia in napoletano recitata con verve da una signora del pubblico e ha letto in chiave scientifico-spirituale i versi della canzone O sole mio.

Alla fine, la sera verso le 22.30 l’applauso di commiato e una pioggia di ringraziamenti a Pietro.

Pietro Archiati ci ha insegnato che la positività applicata da secoli come tecnica di sopravvivenza, imposta dagli innumerevoli eventi storici avversi, può essere trasformata per libera volontà in Arte.

RUDOLF STEINER, CHI ERA COSTUI?

“Andiamo incontro a tempi in cui si saprà
di nuovo realmente vedere in che modo
lo spirito è all’opera sulla Terra”

Rudolf Steiner

dalla prefazione di Pietro Archiati alle tre conferenze di Rudolf Steiner
contenute nel libro:
L’EVOLUZIONE DELL’ETERNO FEMMINILE
Dall ‘Iside egizia alla Madonna cristiana

Rudolf Steiner - chi era costui? copertina
Rudolf Steiner - chi era costui? copertina

(…) E proprio leggendo Steiner capisco meglio perché il buon Dio potè finalmente riposarsi al sabato dopo aver creato l’uomo: da artista sommo qual è, potè darsi pace solo dopo aver creato un altro artista degno di lui, capace di dargli una mano! Con l’uomo, infatti, non si sentiva più solo nel suo creare sulla terra: ora poteva riposare davvero e lasciar continuare lui… Mica scherza Steiner quando chiama «antroposofia» la sua scienza dello spirito: grazie ad essa l’essere umano può assumere sempre più la sua sublime responsabilità di creatore nei confronti di tutte le creature! Antroposofìa vuol dire saggezza dell’uomo, conoscenza vera e profonda dell’essere umano da parte dell’uomo.

I greci non hanno forse riassunto il loro eros conoscitivo nella massima «Conosci tè stesso»? Antroposofia significa autoconoscenza umana: conoscenza dell’uomo quale piccolo cosmo in cui si riassume e rispecchia l’intero grande cosmo. Quando miriamo a conoscere direttamente il macrocosmo, ci tocca speculare a vanvera perché noi non siamo il macrocosmo. Qualora ci dedichiamo alla conoscenza del microcosmo «uomo», possiamo invece attenerci all’esperienza concreta che facciamo di noi stessi, a ciò che viviamo cioè direttamente e concretamente in quanto uomini.

L’antroposofia di Steiner vuol essere allora una conoscenza dell’uomo soprattutto nel senso che va conquistata dal pensiero umano stesso. Ciò vuoi dire che l’umanità è oggi in grado di fare un bel passo in avanti rispetto alla secolare «teosofia», o saggezza divina, che si fondava ancora sulla rivelazione impartita dall’alto. Era stato fin troppo modesto Antonio Rosmini – un vero gigante del pensiero, non meno dei tré grandi dell’idealismo tedesco! – nel chiamare Teosofia il suo poderoso Opus Magnum. La sua è ben più che una mera saggezza divina: è la più vasta e profonda introduzione che io conosca in lingua italiana a una vera e propria «antroposofia».

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CAMMINI DELL’ANIMA

La realtà dello spirito nella vita di oggi
Un libro di Pietro Archiati

Anche per questa nuova edizione vorrei riportare le mie parole d’apertura in occasione di un convegno tenuto a Roma nel 1997, dal cui tema trae origine il libro stesso:
«Io mi trovo di nuovo a una svolta della vita in cui cerco di interpretare il linguaggio del mio karma: voglio dirlo già all’inizio di questo nostro incontro così che possiate capire anche il mio modo di sviluppare le cose, in questi giorni. Mi pare che il karma mi stia dicendo: deciditi ancora più chiaramente a portare la scienza dello spirito a chi è per la strada, cioè a tutti.”

(Pietro Archiati, dalla prefazione)

Copertina del libro "Cammini dell'Anima" di Pietro Archiati
L’uovo di Colombo

Alla domanda: come reagisce l’individuo di fronte alla preminenza del dato materiale che rende il singolo sempre più impotente?, direi che ci sono due reazioni fondamentali:

– una è la rassegnazione, cosciente o non cosciente, che porta ad accettare le cose come sono abbandonandosi alla corrente che dice: eh, non si può far altro! sì, è bello avere dei valori, degli ideali, ma poi la realtà è quella che è;

– l’altra è quella di dire: io non voglio essere trascinato dalla corrente, voglio prendere ogni decisione in modo conscio, libero, individuale. In questa presa di posizione, che sembra così semplice, è racchiuso il mistero della libertà dell’individuo umano.

Se noi fossimo animali non ci interrogheremmo su questi argomenti; il singolo leone non dice a se stesso: perché devo comportarmi come tutti gli altri leoni? Voglio essere diverso, voglio rendermi conto di questi miei istinti… Se il leone cominciasse a fare questi ragionamenti, non sarebbe più un leone.

Il fatto stesso di dar vita a questi pensieri mentre scorre la fiumana ineluttabile delle cose che rischia di travolgerci, mostra che l’uomo non è un essere di natura, fatto solo per soggiacere ai fattori ferrei del determinismo, ma che è capace di prendere posizione – dapprima con le forze del pensiero.

Forse quel che dico fa l’effetto dell’uovo di Colombo, o forse sto inventando il sole e l’acqua calda: ma la povertà nostra, oggi, sta proprio nel fatto che diamo tutto per scontato e perciò non viviamo più nulla. Che desolazione mostrare un’apatica indifferenza verso la capacità di pensare e di decidere che c’è in ognuno di noi! È una facoltà enorme, ma noi ci permettiamo di considerarla un’ovvia attitudine umana, per la quale non c’è motivo di entusiasmarsi e scaldarsi più di tanto.

Come si può vivere nella rassegnazione e nella depressione se ci rendiamo veramente conto di che cosa significhi potersi porre di fronte ai fenomeni dell’esistenza e pensarci sopra? Chiunque sia stato a inventare l’essere umano, certo ha manifestato del genio! Come ci si può disamorare nei confronti del pensiero, come non provare gioia per l’attività più straordinaria che abbiamo a disposizione? È che siamo così frastornati, così incagliati nelle ruote della vita, che ci dimentichiamo di pensare. Ecco la nostra povertà.

Essere capaci di pensiero significa avere a disposizione una facoltà che ci consente di entrare in tutti i fenomeni: nulla è inaccessibile al pensiero umano. Anche se ci stiamo abituando a non pensare più, anche se potrebbe addirittura sorgere il dubbio che abbiamo perso la capacità di pensare, rimane il dato di fatto che per affermare queste cose è pur sempre necessario pensare.

Il fenomeno strabiliante di Marx, per esempio, sta nel fatto che egli ha afferrato intimamente e profondamente le masse proletarie nella seconda metà del secolo scorso con un pensiero che diceva: il pensiero non serve a nulla. L’unica cosa che è reale e muove le ruote del divenire è la tasca piena o vuota, la pancia piena o vuota. I fattori economici sono la realtà che muove la storia: non l’ideologia, perché l’ideologia stessa si orienta secondo la pancia. Marx, con questo pensiero fondamentale che afferma l’inutilità del pensiero, ha trasformato la storia. Dunque è un pensiero che ha trasformato la storia. E qual è il contenuto di questo pensiero? Che il pensiero non opera nulla!

Il punto di partenza del cammino interiore è una grande scoperta che ciascuno può fare: è vero che ci sono meccanicismi e ineluttabilità, è vero che l’umanità è pressata da tanti ingranaggi; però è altrettanto vero che io, in quanto essere umano singolo, porto dentro di me la realtà più importante del mondo: la capacità di pensare e di decidere in libertà. Questa forza in grado di essere libera e creatrice non me la può togliere nessuno, perché è l’essenza del mio stesso essere.

Scarica il testo integrale…

 

IL QUINTO VANGELO

L’EVOLUZIONE CRISTICA DELLA TERRA E DELL’UMANITÀ

SECONDO RUDOLF STEINER

Un testo di Pietro Archiati

Rudolf Steiner ha posto l’evento del Cristo al centro dell’evoluzione umana e terrestre. Ha descritto aspetti sempre nuovi di questo inesauribile mistero. Il lettore vedrà da sé che è difficile dare un giudizio teorico sui contenuti qui esposti. Dovrà concedersi del tempo per vedere i frutti concreti di vita che sorgono grazie alle forze interiori della meraviglia e della venerazione.
Queste conferenze hanno l’intento di suscitare nel lettore l’interesse ad approfondire, tramite la lettura delle opere di Rudolf Steiner, i temi toccati. Accedendo direttamente alle fonti della scienza dello spirito egli comprenderà quanto sia modesto, ma forse anche non ingiustificato, il mio intento.”

Pietro Archiati

Il Quinto Vangelo - copertina

CRISTIANESIMO O CRISTO?

L’evento divino e la risposta più che umana

Firenze, 2 gennaio 1992

Pongo alla base di queste conferenze due mie convinzioni fondamentali, e mi sembra importante e onesto dichiararle. La prima riguarda la centralità assoluta dell’evento del Cristo, quale chiave di volta dell’evoluzione umana e della Terra: non è per me un enunciato di partenza, ma il risultato del cammino, soprattutto conoscitivo, della mia vita intera. E dunque, nelle conferenze di questi giorni, intendo porre dinanzi alla vostra libera attività pensante pietre di edificazione conoscitiva per un’interpretazione dell’esistenza umana che abbia al suo centro l’evento del Cristo. Viviamo in tempi in cui la sapienza si occupa di tutto fuorché di questo mistero: ad esso si rivolge la religione, per molti aspetti separata dalla vita. Non abbiamo ancora una cultura capace di scorgere connessioni sostanziali tra i fondamenti di ciò che è umano e l’essere del Cristo stesso. La seconda convinzione sulla quale fondo le mie riflessioni è l’importanza della figura di Rudolf Steiner che, all’inizio del nostro secolo, ha comunicato all’umanità la scienza dello spirito.

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