Convegni: Chi è quel bambino? Roma, 19 e 20 gennaio 2013

Il 19 e 20 gennaio il Teatro Colosseo di Roma ha ospitato un convegno di Fabio Delizia dal titolo “Chi è quel bambino?”

Numerosa  e calorosa la partecipazione del pubblico, che ha seguito con attenzione la proiezione di diapositive contenenti riproduzioni di capolavori artistici, fotografie e schemi proposti dal relatore a sostegno di una delle più straordinarie e dibattue rivelazioni della Scienza dello spirito di Rudolf Steiner: il mistero dei due bambini Gesù.

Complimenti a Fabio, promotore di un filone del tutto originale, che attraverso una ricca varietà di immagini ha ripercorso con chiarezza ed efficacia le tappe storiche e spirituali dell’umanità fino alle due Natività, evento preparatorio alla venuta del Cristo sulla Terra.

Eccovi alcune foto:

Locandine all'ingresso del teatro
Chi è quel bambino?
Una panoramica del pubblico
Prima fila
Stefania Carosi, l'organizzatrice, presenta il relatore
Fabio Delizia al microfono
Fabio mentre risponde alle domande del pubblico
Il relatore e Francesco Valori, prezioso collaboratore tecnico
Strumenti di lavoro…
Composizione di immagini
Rudolf Steiner
Il corridoio d'entrata
Pippo Viviano al banchetto dei libri
Via Capo d'Africa, il Teatro Colosseo è al numero 29

Per chi fosse interessato ad approfondire il tema dei due bambini Gesù, segnaliamo la bibliografia indicata dal relatore:

  • Buddha e Cristo, di Rudolf Steiner (Edizioni Rudolf Steiner)
  • Il quinto Vangelo, di Rudolf Steiner (Editrice Antroposofica)
  • Voi siete dèi, l’uomo in cammino, vol. 1 (Edizioni Rudolf Steiner)

CAMMINI DELL’ANIMA

La realtà dello spirito nella vita di oggi
Un libro di Pietro Archiati

Anche per questa nuova edizione vorrei riportare le mie parole d’apertura in occasione di un convegno tenuto a Roma nel 1997, dal cui tema trae origine il libro stesso:
«Io mi trovo di nuovo a una svolta della vita in cui cerco di interpretare il linguaggio del mio karma: voglio dirlo già all’inizio di questo nostro incontro così che possiate capire anche il mio modo di sviluppare le cose, in questi giorni. Mi pare che il karma mi stia dicendo: deciditi ancora più chiaramente a portare la scienza dello spirito a chi è per la strada, cioè a tutti.”

(Pietro Archiati, dalla prefazione)

Copertina del libro "Cammini dell'Anima" di Pietro Archiati
L’uovo di Colombo

Alla domanda: come reagisce l’individuo di fronte alla preminenza del dato materiale che rende il singolo sempre più impotente?, direi che ci sono due reazioni fondamentali:

– una è la rassegnazione, cosciente o non cosciente, che porta ad accettare le cose come sono abbandonandosi alla corrente che dice: eh, non si può far altro! sì, è bello avere dei valori, degli ideali, ma poi la realtà è quella che è;

– l’altra è quella di dire: io non voglio essere trascinato dalla corrente, voglio prendere ogni decisione in modo conscio, libero, individuale. In questa presa di posizione, che sembra così semplice, è racchiuso il mistero della libertà dell’individuo umano.

Se noi fossimo animali non ci interrogheremmo su questi argomenti; il singolo leone non dice a se stesso: perché devo comportarmi come tutti gli altri leoni? Voglio essere diverso, voglio rendermi conto di questi miei istinti… Se il leone cominciasse a fare questi ragionamenti, non sarebbe più un leone.

Il fatto stesso di dar vita a questi pensieri mentre scorre la fiumana ineluttabile delle cose che rischia di travolgerci, mostra che l’uomo non è un essere di natura, fatto solo per soggiacere ai fattori ferrei del determinismo, ma che è capace di prendere posizione – dapprima con le forze del pensiero.

Forse quel che dico fa l’effetto dell’uovo di Colombo, o forse sto inventando il sole e l’acqua calda: ma la povertà nostra, oggi, sta proprio nel fatto che diamo tutto per scontato e perciò non viviamo più nulla. Che desolazione mostrare un’apatica indifferenza verso la capacità di pensare e di decidere che c’è in ognuno di noi! È una facoltà enorme, ma noi ci permettiamo di considerarla un’ovvia attitudine umana, per la quale non c’è motivo di entusiasmarsi e scaldarsi più di tanto.

Come si può vivere nella rassegnazione e nella depressione se ci rendiamo veramente conto di che cosa significhi potersi porre di fronte ai fenomeni dell’esistenza e pensarci sopra? Chiunque sia stato a inventare l’essere umano, certo ha manifestato del genio! Come ci si può disamorare nei confronti del pensiero, come non provare gioia per l’attività più straordinaria che abbiamo a disposizione? È che siamo così frastornati, così incagliati nelle ruote della vita, che ci dimentichiamo di pensare. Ecco la nostra povertà.

Essere capaci di pensiero significa avere a disposizione una facoltà che ci consente di entrare in tutti i fenomeni: nulla è inaccessibile al pensiero umano. Anche se ci stiamo abituando a non pensare più, anche se potrebbe addirittura sorgere il dubbio che abbiamo perso la capacità di pensare, rimane il dato di fatto che per affermare queste cose è pur sempre necessario pensare.

Il fenomeno strabiliante di Marx, per esempio, sta nel fatto che egli ha afferrato intimamente e profondamente le masse proletarie nella seconda metà del secolo scorso con un pensiero che diceva: il pensiero non serve a nulla. L’unica cosa che è reale e muove le ruote del divenire è la tasca piena o vuota, la pancia piena o vuota. I fattori economici sono la realtà che muove la storia: non l’ideologia, perché l’ideologia stessa si orienta secondo la pancia. Marx, con questo pensiero fondamentale che afferma l’inutilità del pensiero, ha trasformato la storia. Dunque è un pensiero che ha trasformato la storia. E qual è il contenuto di questo pensiero? Che il pensiero non opera nulla!

Il punto di partenza del cammino interiore è una grande scoperta che ciascuno può fare: è vero che ci sono meccanicismi e ineluttabilità, è vero che l’umanità è pressata da tanti ingranaggi; però è altrettanto vero che io, in quanto essere umano singolo, porto dentro di me la realtà più importante del mondo: la capacità di pensare e di decidere in libertà. Questa forza in grado di essere libera e creatrice non me la può togliere nessuno, perché è l’essenza del mio stesso essere.

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