Necessità karmica e libertà

Rudolf Steiner – “Necessità karmica e libertà” Articolo tratto dalla rivista Kairòs – Nr. 1 di Gennaio/Febbraio 1997

Si comprenderà nel modo migliore il karma contrapponendogli l’altro impulso attivo nell’uomo, quello che viene indicato con il nome di libertà. Consideriamo ora per sommi capi la questione del karma. Che cosa significa? L’esistenza umana si svolge in una successione di vite terrene, e mentre attraversiamo una di queste vite possiamo, per lo meno col pensiero, volgerci indietro e vedere come l’attuale sia la ripetizione di un certo numero di altre che l’avevano preceduta. La vita attuale fu preceduta da un’altra, questa da un’altra ancora fino a quando arriviamo a tempi per i quali non si può più parlare di ripetizione delle vite terrene nel senso odierno, perché in quel periodo remoto la vita tra nascita e morte e quella tra morte e rinascita diventano a poco a poco talmente simili che l’odierna grande differenza tra di loro non esiste più. Oggi viviamo nel nostro corpo terreno tra nascita e morte in maniera che, nello stato di coscienza ordinaria, ci sentiamo molto separati dal mondo spirituale. Con lo stato di coscienza usuale, si parla del mondo spirituale come dell’aldilà, e c’è chi arriva anzi a porre in dubbio la sua esistenza, o anche a negarla del tutto.

Ciò dipende dal fatto che la vita terrena chiude l’uomo entro i limiti del mondo sensibile esterno e dell’intelletto che abbraccia solo quanto è direttamente connesso con la vita terrestre stessa. Ne derivano tutte le dispute, le quali hanno in realtà sempre radice in una mancanza di conoscenza; a tutti sarà capitato di assistere a discussioni sul monismo, sul dualismo, e così via. È naturalmente assurdo un dibattito su tali luoghi comuni. Ascoltando simili dispute si ha come l’impressione di trovarsi di fronte a qualche uomo primitivo che non avesse mai ancora sentito dire che esiste l’aria. A chi sa che l’aria esiste e ne conosce le funzioni non verrà mai in mente di parlarne come di qualcosa dell’aldilà e neppure dire: io sono monista, per me aria, acqua e terra sono una cosa sola! Tu invece sei dualista perché nell’aria vedi qualcosa di separato dall’acqua e dalla terra.
Tali dispute non hanno dunque senso, come in genere non ha senso discutere intorno a concetti. Quindi non ci soffermeremo su tali problemi e ci limiteremo a richiamare l’attenzione su di essi. Infatti, come per chi non la conosce l’aria non è qui ma appartiene all’aldilà, così il mondo spirituale, che tuttavia ci attornia come l’aria, è un aldilà per chi non lo conosce. Per chi lo conosce è invece un aldiqua. Si tratta dunque semplicemente di rendersi conto che, nell’attuale periodo dell’evoluzione terrena, l’uomo dimora tra nascita e morte nel suo corpo fisico e in tutto il complesso della sua organizzazione con una coscienza che in un certo senso lo separa da un mondo spirituale di cause che tuttavia agiscono nella sua esistenza terrena, fisica.

Fra la morte e un nuova nascita egli vive poi in un altro mondo, in un mondo che in confronto a quello fisico può essere chiamato spirituale; in esso egli non ha più un corpo fisico percepibile ai sensi, ma vive come essere spirituale.
Il mondo in cui si vive tra nascita e morte appare allora altrettanto estraneo quanto alla coscienza ordinaria terrena appare estraneo il mondo spirituale.

Nella sezione “Articoli e Documenti” il download completo…

Creare e vivere una nuova vita: è arrivata la nuova edizione

Oggi abbiamo la possibilità di fare un salto di coscienza ‘quantico’, simile a quello che dalla condizione infantile, del bambino, conduce a quella infinitamente vasta dell’adulto. Grazie a quel ‘finimondo’ che accadde cento anni fa – quando la scienza dello spirito fece il suo ingresso nel mondo – l’uomo di oggi, se sa vedere, ha gli strumenti per inoltrarsi in una prospettiva di crescita vertiginosa, imparagonabile a tutto ciò che l’umanità ha conosciuto finora.  Con questo libro importante, interamente riveduto e rinnovato nella scrittura e nella veste grafica, abbiamo cercato di rendere agevole la lettura delle conferenze del convegno che Pietro Archiati tenne nell’aprile del 2005 a Roma, dal titolo ‘La scienza dello spirito per tutti’. L’impulso scientifico-spirituale in questo libro è presentato come la chiave di volta per trovare un senso alle grandi domande dell’esistenza, e per recuperare non solo il senso della vita, ma anche tutta la sua bellezza.

La scienza dello spirito sa fornire anche risposte del tutto nuove e convincenti sui grandi, eterni interrogativi dell’esistenza umana: qual è il senso della morte – che cosa ci aspetta dopo? C’è un significato positivo anche nella malattia e nel dolore? E che cosa si intende quando si parla di karma individuale? Una conoscenza oggettiva dei mondi e delle realtà spirituali può, più di ogni altra cosa, ridare senso e slancio alla vita. L’uomo si sente in compagnia di tanti esseri spirituali che si dedicano al suo bene e può capire sempre meglio il bene concreto che lo attende in ogni giorno e in ogni incontro.                              (Pietro Archiati)

L’uomo e la terra – E’ tempo che l’uomo sappia quello che fa

Siamo vicini a un referendum popolare in cui ci verrà chiesto, tra l’altro, di esprimerci sul nucleare e sulla gestione pubblica dell’acqua, due elementi che ci inducono a riconsiderare il rapporto con la Terra che abitiamo. Nell’estate del 2004, Pietro Archiati ha scritto queste righe, come prefazione al libro ‘L’uomo e la terra’ – un’antica amicizia, un destino comune’:

Questo libro tratta
della responsabilità crescente
che tutti abbiamo
nei confronti della Terra,
se vogliamo salvaguardare i fondamenti
della nostra stessa coesistenza umana.
Non solo:
un rinato amore per la Terra
potrà più di ogni altra cosa
affratellare tutti gli uomini
al di là di ogni razza,
popolo e religione.

Per scaricare l’intero pdf del libro

Qui un estratto del libro: ‘E tempo che l’uomo sappia quello che fa’