Meditazioni dedicate ai defunti, di Rudolf Steiner

In occasione della ricorrenza della commemorazione dei defunti, Enea Arosio ha raccolto alcuni scritti di Rudolf Steiner, dedicati ai defunti, attingendo a varie pubblicazioni. Tra questi figurano delle brevi quanto pregnanti preghiere e un’amorevole lettera in cui Steiner suggerisce a un’amica quale atteggiamento interiore convenga assumere per far fronte alla perdita di un suo caro. Della lettera – tratta dalla GA 264, pag. 101-103 – Rivista Antroposofica 2010/1, pag. 6 – proponiamo, insieme alla versione originale, reperibile in questo link, una nostra rielaborazione formulata allo scopo di renderne più chiari i contenuti.

Ich schaue auf Dich in der geistigen Welt, In der Du bist. Meine Liebe lindre Deine Wärme, Meine Liebe lindre Deine Kälte. Sie dringe zu Dir Und helfe Dir, Zu finden den Weg Durch des Geistes Dunkel In des Geistes Licht.  Io levo il mio sguardo verso di te nel Mondo spirituale dove tu sei. Che il mio amore lenisca ciò che ti brucia, che il mio amore temperi ciò che ti gela, che esso ti compenetri e ti aiuti a trovare la via attraverso le tenebre dello Spirito verso la luce dello SpiritoGA 261 p. 347 e GA 268 p.223
Meine Liebe sei den Hüllen, Diemdich jetzt umgeben Kühlend alle Wärme, Wärmend alle Kalte Opfernd einverwoben! Lebe liebgetragen, Licht beschenkt nach oben!  Il mio amore sia negli involucri che ora ti circondano, raffreddando tutto il calore, scaldando tutto il freddo, intessuto quale sacrificio! Vivi portato da amore, ricolmo di luce, verso l’alto! 
Tratto da GA 264 pag. 101-103 – Rivista Antroposofica 2010/1 pag. 6
A una madre per suo figlio suicidaSeele im Seelenlande, suche des Christus Gnade die dir die Hilfe bringet, die Hilfe aus Geisterlanden, die auch jenen Geistern Friedeverleiht, die im friedelosen Erleben verzweifeln wollen. An eine Mutter für ihren Sohn, der sich das Leben nahm
Anima nella terra delle anime Cerca la misericordia di Cristo Che ti porta l’aiuto Che giunge dalle terre degli Spiriti E anche a quegli Spiriti che disperano nell’esperienza senza pace la pace conferirà
            Tratto da GA 268 pag. 228
Per i morti in guerra (vedasi anche missioni di pace)Aus dem Mut der Kämpfer, Aus dem Blut der Schlachten, Aus dem Leid Verlassener, Aus des Volkes Opfertaten Wird erwachsen Geistesfrucht – Lenken Seelen geistbewußt Ihren Sinn ins Geisterreich. Dall’ardor dei combattenti. Dal sangue dei conflitti. Dal dolore dei rimasti. Dalle pene delle genti Un giorno il frutto nascerà dello spirito a condurre tutte le anime coscienti con i loro sentimenti verso il regno degli dèi.
O.O. 159 – Esperienze dell’uomo dopo il passaggio attraverso la soglia della morte – Ed. Arcobaleno17 giugno 1915 (vedi anche O.O. 168 22 febbraio 1916 e O.O. 176)

Cara Signorina Strycezek!

 Nella triste vicenda che ci colpisce, mi permetta di dirle quanto segue [si tratta, come si evince dalla fine della lettera, della morte di un signor Wagner, presumibilmente della famiglia di Günther Wagner, n.d.t.]. Quando una persona amata passa nei mondi spirituali, è particolarmente importante che noi le trasmettiamo i nostri pensieri e sentimenti, astenendoci dal farle sentire quanto noi vorremmo riaverla indietro. Per chi se n’è andato, questo tipo di rimpianto rende più difficile l’esistenza nella sfera in cui il defunto deve entrare. Dobbiamo mandargli non la nostra pena, ma l’amore che nutriamo per lui. Non mi fraintenda: non dobbiamo certamente diventare duri o indifferenti, ma dobbiamo essere in grado di rivolgerci al defunto con questo pensiero: «Il mio amore ti accompagni! Tu ne sei circondato».

So per certo che un sentimento di questo genere è come un vestito alato che eleva il defunto; mentre la sofferenza sconsolata che si esprime con pensieri del tipo: «Oh, se tu fossi ancora fra di noi!», diventa un impedimento per il nostro caro.

Questa è in linea di massima un’indicazione dei sentimenti che dobbiamo nutrire in casi del genere.

In particolare posso ora darle questo suggerimento. Vorrà scusarmi se i prossimi pensieri non saranno espressi in un tedesco impeccabile, ma sappia che poggiano su di un’antica tradizione occulta. Preveda tre momenti di silenzioso raccoglimento durante la giornata. Il primo di questi dovrà essere prima di addormentarsi, la sera, in modo da portare nei mondi spirituali il pensiero seguente:

Meine Liebe sei den Hüllen,      Il mio amore sia negli involucri

Diemdich jetzt umgeben            che ora ti circondano,

Kühlend alle Wärme,                 raffreddando tutto il calore,

Wärmend alle Kalte                   scaldando tutto il freddo,

Opfernd einverwoben!               intessuto quale sacrificio!

Lebe liebgetragen,                      Vivi portato da amore,

Licht beschenkt nach oben!       ricolmo di luce, verso l’alto!

 

È importante che lei sviluppi i giusti sentimenti sulle parole caldo e freddo. Caldo e freddo non vanno intesi in senso fisico, ma come espressioni di sentimento, anche se l’uomo che si trova tuttora nel corpo fisico non riesce facilmente a farsi una rappresentazione di che cosa queste qualità significhino per chi non è più incarnato. Il defunto deve anzitutto rendersi conto che il corpo astrale è ancora attivo in lui e che non può più servirsi dello strumento fisico. Molto di ciò a cui l’uomo  anela qui sulla terra è soddisfatto dallo strumento del corpo fisico.

Ora il corpo fisico non c’è più. Questa privazione degli organi fisici, se trasferita al piano animico, si può paragonare, ma è solo un paragone, al sentimento di una sete bruciante. Questi sono i forti sentimenti di calura che si provano dopo aver abbandonato il corpo. Una cosa simile avviene riguardo a ciò che la volontà vorrebbe fare. Questa è abituata a servirsi degli organi fisici e invece non li ha più. Una tale “carenza” è paragonabile al senso animico di freddo. I viventi possono dare il loro aiuto, a livello di questi sentimenti, a quanti hanno lasciato il corpo. Infatti tali sentimenti non sono soltanto il risultato della vita individuale, ma sono collegati con i misteri della incarnazione. C’è ancora qualcosa che lei potrebbe fare. Alle frasi che le ho segnalato, può far precedere alcuni pensieri rivolti al nostro signor Wagner, più o meno di questo tenore: «Il mio amore fedele finora ti ha circondato; continua ora a circondarti immutato; ti sostenga come forza dello spirito, come finora ti ha illuminato nella presenza visibile».

Questo è quanto volevo scriverle oggi. In questo momento sono talmente sovraccarico di lavoro che riesco appena a darle gli elementi generici espressi sopra; dato che il lavoro fisico oscura l’esperienza spirituale, non posso offrirle elementi più specifici. Naturalmente si ritenga del tutto libera di comunicare questi contenuti a quanti lei stessa riterrà idonei a riceverli. Auspicherei che molti cuori si rivolgessero a questa cara personalità.

Le porgo i più cordiali saluti con preghiera di estenderli al caro dottore.

                                                                                                               Suo

                                                                                                                 Dr. Rudolf Steiner