Aggressività e depressività

Articolo tratto dal libro: “UOMO MODERNO MALATO IMMAGINARIO? Paura, depressione, aggressività: malattie nuove e nuove vie della terapia” 2ª Edizione 1998 – Edizioni Scienza dello Spirito S.r.l.

Dalla sezione “Articoli e documenti” del nostro sito

Copertina del libro "Uomo moderno malato immaginario"

L’altalena tra aggressività e depressività: la forza portante dell’evoluzione umana

In modo analogo a come abbiamo trattato della malattia, affrontiamo ora i due fenomeni dell’aggressività e della depressività. Esse costituiscono una polarità di forze che interagiscono sempre fra loro, perché sono entrambe assolutamente necessarie per l’evoluzione. Sono anch’esse due unilateralità, il loro reciproco «pareggio» è sempre in atto e costituisce il dinamismo stesso della vita.

Un uomo del tutto senza aggressività o senza depressione cesserebbe di essere uomo. Potremmo addirittura dire che la grande differenza tra l’essere umano e l’animale è che l’animale non è in grado né di essere aggressivo in senso vero e proprio né di deprimersi. Se affermiamo che il leone è aggressivo in quanto agguanta la preda e la dilania, usiamo delle metafore antropomorfiche improprie perché l’istinto di natura non è deliberata aggressività: si impone per natura, appunto. Si può essere veramente aggressivi soltanto avendone almeno un barlume di coscienza…

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Guarire ogni giorno

Siamo riconoscenti a Beatrice De Luca che ha voluto condividere le sue spontanee riflessioni sul libro di Pietro Archiati  GUARIRE OGNI GIORNO:         

(…) Capovolge completamente quella nostra idea distorta che da sempre vede nella  malattia  un mostro oscuro e ingestibile da cui fuggire quando possibile, da combattere e soprattutto sconfiggere quando non ci sono alternative. E’ un libro  che  aiuta a comprendere il senso dell’amore nei confronti della zona più “turbolenta” o “povera” del nostro io inferiore, si chiami aggressività o depressione poco importa, dal momento che i due elementi, spiega Archiati, hanno uguale fine e uguale radice, pur biforcandosi. Penetrare questa prospettiva può significare l’inizio di un cammino verso quella libertà interiore che nella sola tensione trova il suo spazio privilegiato e la sua più pura espressione. Un libro quindi essenziale e necessario per noi falene dell’oggi, falene che nel momento in cui  si fermano  all’ascolto attivo, vincono la possibilità di imparare a vivere bene. O, almeno, a vivere meglio, attraverso questo creativo cambiamento del punto di vista che ci insegna a vedere nel concetto stesso di malattia una “mirabile occasione” di crescita e di reale progresso (…).Il mondo ai nostri occhi potrebbe allora smettere di essere una “stanza della tortura” ed apparire semplicemente perfetto, così com’è, in tutto il complicato reticolato dei suoi opposti.

Un libro denso e semplice,a cui rispondere con un grazie, di cuore.

Beatrice De Luca