Spunti di riflessione: il coraggio è vivere senza tirarsi indietro

Di Elena Ferrario, per gentile concessione della rivista AVO Torino informa

 Il coraggio è la prima delle qualità umane, perché è quella che garantisce tutte le altre.

Winston Churchill

In verità, nulla avrà valore se ci manca il coraggio.

Rudolf Steiner

Tempi durissimi quelli che stiamo attraversando. Soprattutto per quanti, come il celebre don Abbondio dei Promessi Sposi, emblema dell’uomo pauroso,  non sono nati con “un cuor di leone”. Perché la paura, emozione antica con cui l’uomo deve confrontarsi da sempre, e cioè da quando è apparso sulla terra, oggi si è ingigantita a tal punto da diventare per molti un orribile carceriere. Come già ho brevemente accennato nel primo numero dell’ annata, questa elefantiasi della paura è in massima parte alimentata  ad arte  dai moderni sistemi d’informazione – in particolare  da giornali e TV  che – dovrebbe essere noto a tutti, ma  tanti purtroppo non ne sono pienamente consapevoli – obbediscono a regole dettate da oscuri centri di potere, economici, politici, militari. Queste potenze sanno molto bene che per assicurarsi il controllo dell’umanità intera l’arma più potente e infallibile è la paura. La paura paralizza, rende le masse inerti e passive permettendo a chi tiene le redini del comando di gestire il loro destino. Chi è un po’ informato sull’uso perverso  che il potere organizzato fa dei mezzi di comunicazione per manipolare le masse, sa bene che la fabbrica della paura non chiuderà mai i battenti per qualche crisi. Prima di parlare del coraggio mi pare allora necessario verificare assieme ai lettori quanto siano deleterie queste strategie terroristiche, alla luce di alcuni dati.

l idea di paura

Un primo fronte da cui parte l’attacco per la diffusione della paura è quello della salute. Ricordate il panico mondiale seminato nel 2005 dall’incubo dell’influenza aviaria? Giornali e TV parlarono del  rischio “pandemia”, di “peste del ventunesimo secolo”, di un incalcolabile numero di morti possibili sul pianeta. In realtà le morti furono poche, persino in Asia, culla del famigerato morbo. Ma l’allarme creato spinse milioni di gente nel mondo a fare la fila per essere vaccinati. In concomitanza di ciò vi fu anche il crollo totale delle vendite di carni di pollo, che sparirono per vari mesi dalle tavole di molti consumatori. Poi, di colpo, il gigantesco pallone dell’aviaria si sgonfiò. Come mai?  Per esaurimento della sua funzione: quella di garantire affari colossali alle multinazionali farmaceutiche produttrici dei vaccini .

Ora, in questo 2009, ci risiamo. Finito l’incubo del morbo del ruspante, le multinazionali, grazie alla collaborazione mediatica, ne hanno orchestrato uno nuovo: quello dell’influenza “porcina” che, seppure meno aggressivo di una comune influenza, viene presentato come una minaccia a livello planetario  a causa delle possibili complicanze in agguato. E così, è notizia confermata, una buona metà della popolazione mondiale, sballottata e confusa dall’altalena di notizie, verrà nuovamente sottoposta a vaccinazione, che, come tutti dovrebbero sapere, non è affatto esente da rischi e complicazioni per l’uomo. Nel frattempo però le multinazionali farmaceutiche ricaveranno da questo nuovo intervento sanitario altri incassi plurimiliardari.

Aspettiamoci  tra due o tre anni lo scoppio di un’altra pandemia. Quale  ne sarà l’animale responsabile di turno: la farfalla, lo struzzo, l’aringa? Le scommesse sono aperte.

Un altro fronte della strategia mediatica della paura è quello che induce a vedere ovunque minacce  per l’incolumità della persona. A tale scopo sulla prima pagina dei quotidiani o in apertura dei telegiornali non si fa mancare quasi mai una notizia massimamente ansiogena; ed è così che i più turpi episodi di violenze, di terrorismo, nostrani o stranieri, pescati magari in nazioni molto lontane da noi, ogni volta che nel nostro paese le notizie terrificanti scarseggiano, vengono urlati e presentati   ossessivamente per mantenere alto nell’audience l’indice di insicurezza. “Evidenziare le minacce all’incolumità personale è diventato uno dei principali, forse il principale punto di forza nelle battaglie per gli indici di ascolto da parte dei mass media”. È quanto conferma un eminente sociologo di fama mondiale, Zigmunt Bauman nella sua lucida analisi della società contemporanea, (Vita liquida, Laterza 2006, p.71,) la cui lettura, un po’ impegnativa ma molto illuminante, raccomando ai lettori più curiosi .

Gesù disse.” Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, per che cosa mangerete o berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito?… E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un’ora sola alla durata della sua vita?…. Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno.

Matteo 6, 25 – 33

La riprova  che i media scelgono di proposito di privilegiare le strategie allarmistiche, sta nel fatto che esiste invece una “congiura del silenzio” attorno all’enorme quantità di bene che schiere di coraggiosi compiono quotidianamente nel mondo intero. Chiunque può rendersi conto che per tutti i gesti di abnegazione, di generosità, altruismo, per l’immenso numero di iniziative in favore dell’uomo esiste una strategia del silenzio mediatico. Qualche sporadico atto eroico viene a galla col contagocce. Di qualche iniziativa benefica si parla canonicamente il giorno di Natale oppure se ne dà notizia nelle ore di minimo ascolto : così la deduzione più ovvia sarà che il male che ci attanaglia in ogni parte del pianeta è di gran lunga prevalente sul bene esistente.

Il risultato di tutto ciò? Lo conosciamo bene tutti quanti. Si vive ormai barricati in case bunker evitando il contatto con i propri vicini, ci  si guarda con sospetto l’un l’altro, per strada e perfino in chiesa; si diffida di tutti perché il tale potrebbe essere un terrorista, il tal altro un ladro o un assassino. Mostrarsi gentili con i bambini che si incontrano può essere pericoloso perché si rischia di essere presi per dei pedofili. Si è testimoni di un’aggressione, di un incidente per strada, di un furto di portafogli sull’autobus? Meglio fingere di non vedere per non rischiare di essere coinvolti, per non rischiare la pelle.

Al giorno d’oggi la ricerca di sicurezza è spasmodica e proporzionale al grado di paura che le persone si portano dentro. E la paura nasce dal fatto che in questa nostra epoca il materialismo dilagante alimenta nell’uomo la convinzione ad interpretarsi come un essere essenzialmente corporeo che consiste in definitiva in ciò che ha. Ma identificarsi nei propri possessi significa dipendere da essi, dipendere da ciò che è esterno all’uomo. E poiché niente di tutto ciò che si possiede è al sicuro, a cominciare dalla salute, si diventa preda della paura di perdere i propri possessi: paura di non piacere, paura di invecchiare, paura dei ladri, dei mutamenti economici, degli stranieri, paura del terrorismo, delle malattie, paura della morte. L’ansia di sicurezza porta l’uomo schiavo delle sue paure a sperimentare uno sfrenato ed esaltato interessamento verso se stesso, verso l’autoconservazione, soffocando i più elementari principi di solidarietà, ignorando i destini della terra e degli altri uomini.

Si può vincere la paura? Certamente è possibile, ma ad una condizione fondamentale: che l’uomo sopraffatto dal materialismo  ritrovi se stesso, scopra che il suo centro è dentro di sé e non all’esterno, nelle cose che ha. Se sono ciò che sono e non ciò che ho, nessuno può privarmi né della mia sicurezza né del mio senso di identità e neppure minacciare di farlo. La mia capacità di essere e di esprimere i miei poteri essenziali è parte integrante della mia personalità e da me dipende. È lì che si radica il coraggio: nella struttura della persona.

La parola coraggio viene dal latino  cor-cordis, che significa cuore. La via del cuore è la via del coraggio: essa significa accettare di vivere nell’insicurezza, nell’amore, nella speranza e porta sempre a dirigersi verso l’ignoto. Avere coraggio non significa affatto non avere paura. Significa semplicemente sfidarla e non permetterle di dirigere la nostra vita, di paralizzare la nostra inventiva, di bloccare i nostri slanci d’amore. La via del coraggio porta ad incamminarsi su percorsi pericolosi, perché la vita è sempre stata e sarà sempre pericolosa. Accogliere tutto ciò che la vita ci porta incontro, nei rischi, nelle difficoltà, nel dolore, senza tirarsi indietro, questo è coraggio.

l uomo e il coraggio

Una sera, in uno dei miei vagabondaggi da “internauta”, ebbi la fortuna di imbattermi in questo discorso di John Fitzgerald Kennedy (il presidente degli Stati Uniti morto assassinato) sul coraggio. Esprime così intensamente quello che io non saprei dire con altrettanta efficacia, che ve lo propongo tale e quale a conclusione di questa riflessione:

“Senza voler togliere nulla a quel genere di coraggio che porta alcuni uomini a morire, non dobbiamo dimenticare quegli atti di coraggio grazie ai quali gli uomini vivono.

Il coraggio della vita quotidiana è spesso uno spettacolo meno grandioso del coraggio di un atto definitivo, ma resta pur sempre una miscela magnifica di trionfo e di tragedia.

Un uomo fa il suo dovere, a dispetto delle conseguenze personali, nonostante gli ostacoli, i pericoli e le pressioni.

E questo è il fondamento della moralità umana.

In qualsiasi sfera dell’esistenza un uomo può essere costretto al coraggio, quali che siano i sacrifici che affronta, seguendo la propria coscienza: la perdita dei suoi amici, della sua posizione, delle sue fortune e, persino, la perdita della stima delle persone che gli sono care.

Ogni uomo deve decidere da se stesso qual è la via giusta da seguire.

Le storie che si raccontano sul coraggio degli altri ci insegnano molte cose.

Possono offrirci una speranza.

Possono farci da modello.

Ma non possono sostituire il nostro coraggio.

Per quello, ogni uomo deve guardare nella propria anima.”

A Rocca di Papa: un incontro intenso. Ecco le nostre foto

Per il decimo incontro su ‘La filosofia della Libertà’ Rocca di Papa si è preparata ad accoglierci con un sole splendido, che ci ha anche regalato tramonti memorabili. E’ stato un incontro intenso, l’ultimo a protrarsi dal giovedì fino alla domenica, e forse, finora, il più partecipato. Intorno alla sera di sabato siamo arrivati a riempire la sala che ci ospita al centro ‘Mondo Migliore’, anche perché le argomentazioni di Pietro Archiati sul decimo capitolo della ‘Filosofia della libertà’ si sono susseguite in un crescendo di esempi, esercizi, provocazioni alla platea via via più profondi e interessanti.

Anche se ci sembra che i fondamenti della morale siano universalmente conosciuti, ci accorgiamo una volta di più che la scienza dello spirito offre elementi conoscitivi del tutto nuovi e originali – ma assolutamente plausibili se si segue un filo rigorosamente logico nel pensare. Siamo agli albori di una nuova fase della coscienza, ed è necessario porne oggi le basi, offrendo gli strumenti giusti per una comprensione dell’umano, e soprattutto della sua potenzialità evolutiva, che sia finalmente slegata dai ricatti imposti dai poteri costituiti di ieri e di oggi. Se è relativamente facile individuare il ricatto insito nella cosiddetta ‘coscienza’ –  perpetrato dalla religione a livello individuale – è più difficile svelare il ricatto collettivo, ancor più subdolo, del cosidetto ‘bene comune’ con cui, sempre per esercizio di potere, qualsiasi collettività anche laica tiene in scacco intere comunità di individui.

Se vorremo vivere in una società più sana, dove uomini e donne soccombono sempre meno a questi e ad altri ricatti, in favore della loro personale evoluzione; e dove l’unico bene morale possibile è la libertà di ogni singolo individuo, allora la Filosofia della Libertà potrebbe essere riconosciuta come il cammino di pensiero più consono a gettare le basi per un futuro più consapevole, e soprattutto più umano.

Sono state apprezzate piccole novità, come la nuova linea editoriale delle copertine dei libri in ristampa, che sono andati a ruba (già dal venerdì sono finite le scorte di ‘La tua biografia’, e anche la nuova versione di ‘L’uomo tra potere e libertà’ ha riscosso successo), oltre alla proposta del tris di libri in offerta a 15 euro, graziosamente impacchettato.   Per vedere altre foto del seminario aprire qui

Qui trovate le classifiche dei libri e cd più venduti

29 settembre – 2 ottobre: X incontro su La Filosofia della Libertà con Pietro Archiati

Nell’annunciare il prossimo incontro di studio su ‘la Filosofia della Libertà’, come di consueto presso il centro ‘Mondo migliore’ a Rocca di Papa, abbiamo pensato di offrirvi l’audio completo del primo incontro, che si è tenuto nel febbraio 2007.
Tanta strada è stata percorsa da allora: tanti esercizi di pensiero, come li chiama Pietro Archiati, portati nel vivo della realtà che ci circonda, hanno fatto sì che molte persone siano riuscite a calarsi con entusiasmo sempre crescente nella profondità del testo di Rudolf Steiner, applicandoli poi alle occasioni della vita.
Ogni volta agli incontro si aggiungono persone nuove, e talvolta qualcuna del tutto digiuna del pensiero di Steiner. A loro, e a quanti gradiranno riascoltarla, è dedicato questo audio:

“C’è qualcosa di più alto, di più bello, di più beatificante che non il pensare? Perché il pensare è un creare spirituale. Le cose che lo spirito creatore pensa diventano realtà. Pensare significa creare realtà. (…)  Come si fa ad imparare a suonare il pianoforte: imparando forse il metodo a memoria? Ci si esercita, ci si esercita, e si diventa sempre migliori. Così faremo con gli esercizi di pensiero. Vedremo come il pensiero ha un ruolo di primo piano nell’evoluzione perché il pensare è l’attività fondamentale,  essenziale dello spirito.” Pietro Archiati

Qui si scarica l’audio del 1 incontro

Per vedere il volantino del prossimo incontro, fare clic sull’imamgine qui a sinistra

Creare e vivere una nuova vita: è arrivata la nuova edizione

Oggi abbiamo la possibilità di fare un salto di coscienza ‘quantico’, simile a quello che dalla condizione infantile, del bambino, conduce a quella infinitamente vasta dell’adulto. Grazie a quel ‘finimondo’ che accadde cento anni fa – quando la scienza dello spirito fece il suo ingresso nel mondo – l’uomo di oggi, se sa vedere, ha gli strumenti per inoltrarsi in una prospettiva di crescita vertiginosa, imparagonabile a tutto ciò che l’umanità ha conosciuto finora.  Con questo libro importante, interamente riveduto e rinnovato nella scrittura e nella veste grafica, abbiamo cercato di rendere agevole la lettura delle conferenze del convegno che Pietro Archiati tenne nell’aprile del 2005 a Roma, dal titolo ‘La scienza dello spirito per tutti’. L’impulso scientifico-spirituale in questo libro è presentato come la chiave di volta per trovare un senso alle grandi domande dell’esistenza, e per recuperare non solo il senso della vita, ma anche tutta la sua bellezza.

La scienza dello spirito sa fornire anche risposte del tutto nuove e convincenti sui grandi, eterni interrogativi dell’esistenza umana: qual è il senso della morte – che cosa ci aspetta dopo? C’è un significato positivo anche nella malattia e nel dolore? E che cosa si intende quando si parla di karma individuale? Una conoscenza oggettiva dei mondi e delle realtà spirituali può, più di ogni altra cosa, ridare senso e slancio alla vita. L’uomo si sente in compagnia di tanti esseri spirituali che si dedicano al suo bene e può capire sempre meglio il bene concreto che lo attende in ogni giorno e in ogni incontro.                              (Pietro Archiati)

Rocca di Papa 9: gli incontri, le foto, le nostre classifiche

Rieccoci al ritorno da Rocca di Papa, dove si è tenuto il nono incontro del ciclo di seminari su ‘La Filosofia della libertà’ di Rudolf Steiner. In questi tre giorni  abbiamo approfondito insieme a Pietro Archiati tutte le obiezioni che sono state, sono e saranno, mosse alla libertà. E tra ricatti mascherati da doveri, dogmi religiosi, e la sottomissione imposta dal potere in tutte le sue forme, ci siamo accorti, come dice Archiati, che “… ce n’è, da fare…!”  Attualissima in chiave sociale, come stiamo vedendo in questi giorni negli eventi egiziani, l’emergenza della Libertà  dell’Individuo preme per essere riconosciuta come unico bene morale da perseguire da parte di ogni comunità umana in quanto tale.

qui trovate le classifiche dei libri

(questa volta abbiamo preparato i grafici a torta)

…e qui le foto

stiamo preparando alcune tracce audio tratte dall’incontro: appena pronte lo segnaleremo su questo blog!

Convegno di Lugano – Fdl8: pronti per voi i 2 cd audio

Teniamo molto alla collana audio della Casa Editrice, e ad aggiornarla il più velocemente possibile con gli ultimi convegni e seminari. Abbiamo notato che molte persone ci richiedono i cd audio perché è una modalità diretta e coinvolgente per accogliere i contenuti proposti dalla viva voce di Pietro Archiati, e che si può gustare nelle ore più quiete del giorno, in tutta tranquillità. Così, per queste giornate di festa  abbiamo pensato di anticipare l’uscita di due novità: il cd dell’ultimo, seguitissimo convegno di ottobre a Lugano,  “Crisi nei rapporti – sfide dell’amore”, e il cd dell’ultimo incontro a Rocca di Papa ‘La Filosofia della Libertà 8

o   Cosa ci dice la gioventù di oggi?
Tra cinismo e sete di autenticità

o   I rapporti umani sono un’arte
Artisti non si è, si diventa

o   Il rapporto uomo-donna
Il più complesso, il più appassionante di tutti

o   Rapporti in famiglia e sul lavoro
Karma e libertà negli incontri umani

o   Amicizia, solitudine e autonomia interiore
La sana tensione tra individuo e comunità


8 INCONTRO SU  ‘LA FILOSOFIA DELLA LIBERTA’ (essere liberi ed essere pensanti è la stessa cosa...Pietro Archiati)

Per chi sta seguendo i seminari di Rocca di Papa, il cd dell’ultimo incontro – l’ottavo- è un utilissimo strumento di studio. Potersi soffermare tutte le volte che vogliamo su un concetto, riascoltare il brano che abbiamo più amato o quello che ci è sembrato più difficile … oppure ritrovare il filo del pensiero, che non riuscivamo a ricostruire,  là dove ci è sfuggito un appunto. Per chi non è riuscito ad essere in sala in quei giorni, e anche, soprattutto, per chi non ne ha mai sentito parlare: il ciclo di seminari sulla ‘La filosofia della Libertà’  è un’impareggiabile scuola per allenarci ad amare il pensiero, per aprire orizzonti e infonderci una sconfinata fiducia nelle potenzialità della condizione umana.

In questo ottavo incontro si inizia la lettura e il commento della seconda parte del testo di Rudolf Steiner: “Tutta la prima parte ci dice che la libertà è l’essenza dell’uomo … Ma a che mi serve sapere che la libertà è l’essenza dell’uomo, se non la realizzo? Potremmo dire nella prima parte troviamo la scienza della libertà, in questa seconda troviamo la realtà della libertà, (…) come realizzarla, esercitarla … Al monismo di pensieri subentra quello che Steiner chiama individualismo etico: cioè la realizzzione della libertà in chiave morale.  (…) Perché non basta sapere tutto sulla libertà: quello che conta è vivere da liberi, e ognuno ha tanta libertà quanta ne crea, e potenzialmente ognuno la puà realizzare all’infinito. Come si fa? Se io creo il concetto di un’azione, intuitivamente, non copiando nulla e nessuno, sto esercitando la possibiltà più sublime: ecco il risvolto morale della libertà …” Pietro Archiati, dall’8 seminario 

Verso un’etica della libertà – il pdf integrale del libro scaricabile dal sito

“Questa è la prima cosa che dobbiamo dire se vogliamo parlare di morale: che al fondo della natura umana c’è un bene incommensurabile”     Rudolf Steiner, dalla seconda conferenza

In tempi in cui più si predica la moralità in tutti i campi della vita, e più ne siamo lontani, sentiamo sempre più l’esigenza di pensieri in grado di essere di per sé delle forze morali che fondano la morale. Nelle tre conferenze contenute nel libro “Verso un’etica della libertà”, tenute a Norrköping dal 28 al 30 maggio 1912, Steiner si ricollega a conoscenze profonde sull’evoluzione dell’umanità dal IV al V periodo (il nostro), in cui siamo chiamati a sviluppare l’anima cosciente. Motivo per cui nel nostro tempo la moralità non può essere dettata dall’esterno, nessuno può stabilire con un dettato ciò che è bene e ciò che è male per l’uomo. Quello che è importante per una moralità moderna, che scaturisca spontaneamente dall’interiorità di ogni singolo, è invece gettare luce sul compito che l’uomo di oggi ha davanti a sè. Sgorgherà così in modo libero, dalle profondità della sua anima, la scelta fra azioni che contribuiscono a costruire il suo compito evolutivo e azioni che invece contribuiscono a distruggerlo.

Come ci eravamo prefissati all’apertura di questo sito, e come già avviene per i libri di Pietro Archiati, periodicamente rendiamo disponibile il pdf integrale di un testo di Rudolf Steiner: iniziamo con “Verso un’etica della libertà”. Potete scaricare il pdf da qui, oppure dalla scheda del libro, dove c’è il tastino quadrato con la scritta ‘Pdf‘ , proprio sotto l’immagine