Che cosa mi rende sano? Che cosa mi fa ammalare?

Le cause profonde della salute e di ogni malattia

CONVEGNO di SCIENZA DELLO SPIRITO – TRASCRIZIONE INTEGRALE

Che cosa mi rende sano? Che cosa mi fa ammalare? copertina ebook

Libera trascrizione del parlato a cura di Grazia Arciola NON redatta e NON rivista dall’autore. Dal Convegno di Roma (3 – 4 – 5 Maggio 2013) con relatore Pietro Archiati.

 

Venerdì 3 maggio 2013, sera
Sintomi quotidiani di salute e malattia nel corpo, nell’anima e nello spirito

La persona normale crede che la cosiddetta materia sia una realtà, invece la materia non è proprio nulla, se dentro la cosiddetta materia non ci fossero le forze vitali. Vi parlerò di 7 tipi fondamentali di energie del vitale, di forze animiche, psichiche. Per esempio, un pensiero… cosa è un pensiero? È una realtà animica. Io sento, vivo un sentimento, la rabbia, la gioia. Cos’è la gioia? È materia? Non è materia, è una forza psichica. Poi ci sono le forze spirituali.

Abbiamo quindi:

• il vitale, tutto ciò che è vita,

• l’animico

• e lo spirituale.

La vita, l’anima e lo spirito.

Il primo pensiero in fatto di malattia e di salute e guarigione è che, quando si fa un’analisi istologica, per vedere al microscopio una cellula, la devo tirare fuori dal corpo. Se tiro una cellula fuori dal corpo, che cosa ho? Il contesto di forze vitali, il contesto di forze dell’anima, il contesto di realtà dello spirito non ci sono più ed io ho un pezzettino di materia, ma è materia morta. Il vitale non c’è più dentro, perché l’ho tirata fuori dall’organismo. Una cellula è intrisa di forze vitali soltanto dentro l’organismo, quando io la tiro fuori, non è più la stessa realtà. Una cellula è intrisa di forze dell’anima solamente quando è dentro l’organismo, se la tiro fuori per fare un’analisi in chiave di anatomia, non è più la stessa realtà. E se non c’è dentro operante la realtà dello spirito, non è più la stessa realtà.

Il vitale… diciamo, una persona sana è vivente, vive bene. Cosa vuole dire essere vivente? Vivere sanamente? Che differenza c’è tra un corpo normale di noi che viviamo e un cadavere? Al cadavere, subito dopo la morte, cosa manca? Da un punto di vista dell’anatomia è rimasto tutto, però se è morto deve essere sparito qualcosa, deve essere uscito qualcosa per cui uno dice: ma finché era vivente cosa c’era che adesso che è morto non c’è più?

Il vitale, la scienza dello spirito lo chiama eterico, un termine molto più scientifico; le forze psichiche, le denomina astrali.

L’eterico in forma pura, l’energia vitale non la trovo nella pietra, che è morta; se guardo la pianta, invece, è viva e vegeta. Come fa la pianta a vivere? Perché non è ferma e morta come la pietra? Che cosa ha la pianta dentro, che la pietra non ha? È una domanda fondamentale per capire le sorti della malattia e della salute. Nella pianta c’è il primo elemento sovrasensibile, che chiamiamo l’eterico.

La pietra non si muove, però noi conosciamo qualcosa di morto, di minerale che però si muove: l’automobile. Ma cosa fa muovere l’auto? Quale è l’essenza di un’auto? Non è la somma dei pezzi, perché la somma dei pezzi non fanno la macchina. L’essenza di una macchina è la struttura di pensiero, tutti i pezzi strutturati in un modo tale che interagiscono per fare muovere la macchina. Il modo di interagire è la strutturazione dei pezzi. Quindi la macchina all’origine è una enorme e complessa pensata dell’uomo. Se non ci fosse stato un intelletto umano che fosse stato capace di strutturare le varie parti in modo tale che interagiscano per farla muovere, la macchina non esisterebbe. Una macchina è in origine una struttura complessissima di pensiero umano.

Che cosa è una rosa? Vive, si muove, cresce. In questo crescere c’è il movimento, il cambiamento della forma. L’origine, l’essenza della rosa è una struttura di pensiero e questa struttura di pensiero non contiene soltanto forme, ma metamorfosi, quindi una legge di formazione rosacea – perché deve essere una rosa e non un tulipano – non solo di formazione ma anche di trasformazione in continuazione.

Che cosa vive e vegeta e opera dentro la rosa? Una struttura di pensiero. E chi l’ha pensata questa struttura di pensiero? Chi l’ha pensata la struttura di pensiero della macchina? Colui che ha creato la macchina. Chi ha pensato la struttura di pensiero di formazione e di metamorfosi, trasformazione della forma che sta alla base, che opera, lavora dentro la rosa? Colui che ha creato, architettato la rosa. Chi è il più grande pensatore? Colui che si è messo in testa tutte le pietre che ci sono, tutte le piante che ci sono, tutti gli animali che ci sono e tutti gli uomini (e donne) che ci sono…[]

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Le registrazioni audio del convegno sono disponibili selezionando questo collegamento

Convegni: Il segreto della forza interiore

Ha appena avuto luogo, nel cuore di quest’autunno, cioè dal 15 al 17 novembre, il convegno di Pietro Archiati dedicato all’anima dell’uomo, alla ricerca di una “psicologia” che sappia porre le sue basi su un saldo terreno di conoscenze scientifico-spirituali. Abbiamo raccolto una testimonianza fotografica della calda atmosfera della sala, tra il pubblico che è affluito numeroso e partecipe.

 

La facciata del nuovo teatro Oscar
L'interno del teatro
Sala a convegno in corso
Il relatore disegna alla lavagna
L'incontro tra uomo e donna
Stadi evolutivi passati e futuri
L'evoluzione dell'anima e dello spirito umani
Scorcio del pubblico
Dulcis in fundo, Francesco Valori alla regia audio

La partecipazione ai convegni di Pietro Archiati si rivela ogni volta stimolante per il pensare libero e creativo di ciascuno. Non perdiamoci allora il prossimo incontro su La filosofia della libertà, di Rudolf Steiner, che si terrà sempre  a Milano, dal 14 al 16 febbraio 2014.

Aggressività e depressività

Articolo tratto dal libro: “UOMO MODERNO MALATO IMMAGINARIO? Paura, depressione, aggressività: malattie nuove e nuove vie della terapia” 2ª Edizione 1998 – Edizioni Scienza dello Spirito S.r.l.

Dalla sezione “Articoli e documenti” del nostro sito

Copertina del libro "Uomo moderno malato immaginario"

L’altalena tra aggressività e depressività: la forza portante dell’evoluzione umana

In modo analogo a come abbiamo trattato della malattia, affrontiamo ora i due fenomeni dell’aggressività e della depressività. Esse costituiscono una polarità di forze che interagiscono sempre fra loro, perché sono entrambe assolutamente necessarie per l’evoluzione. Sono anch’esse due unilateralità, il loro reciproco «pareggio» è sempre in atto e costituisce il dinamismo stesso della vita.

Un uomo del tutto senza aggressività o senza depressione cesserebbe di essere uomo. Potremmo addirittura dire che la grande differenza tra l’essere umano e l’animale è che l’animale non è in grado né di essere aggressivo in senso vero e proprio né di deprimersi. Se affermiamo che il leone è aggressivo in quanto agguanta la preda e la dilania, usiamo delle metafore antropomorfiche improprie perché l’istinto di natura non è deliberata aggressività: si impone per natura, appunto. Si può essere veramente aggressivi soltanto avendone almeno un barlume di coscienza…

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Diverso vivere

E se fosse diverso da come lo pensiamo?
di Enea Arosio


È sempre arduo riuscire a dare delle risposte o anche solo un avvio al pensiero su quei grossi temi che, con i nostri occhi abituali, vediamo come ingiustizie e di cui ci riesce difficile trovare il bandolo della matassa.

Da anni conosco l’Antroposofia di Rudolf Steiner e sempre più la definisco “il manuale d’istruzione” dell’essere umano; i suoi libri fondamentali Teosofia, Scienza occulta, La filosofia della libertà e L’iniziazione dovrebbero essere conosciuti affinché si possa avere quell’avvio al pensiero che conduce alla scoperta della nostra parte migliore.

Con questa dispensa propongo agli amici che la ricevono un piccolo estratto dal “Commento a LA FILOSOFIA DELLA LIBERTÀ” (Voll. II, III e IV) seminari tenuti da Pietro Archiati, il massimo conoscitore (che io conosca) dell’opera di Rudolf Steiner, sperando che i pensieri esposti possano aiutarci a “capire diversamente” chi vive con noi.

Enea Arosio – Febbraio 2012

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Guarire ogni giorno

Siamo riconoscenti a Beatrice De Luca che ha voluto condividere le sue spontanee riflessioni sul libro di Pietro Archiati  GUARIRE OGNI GIORNO:         

(…) Capovolge completamente quella nostra idea distorta che da sempre vede nella  malattia  un mostro oscuro e ingestibile da cui fuggire quando possibile, da combattere e soprattutto sconfiggere quando non ci sono alternative. E’ un libro  che  aiuta a comprendere il senso dell’amore nei confronti della zona più “turbolenta” o “povera” del nostro io inferiore, si chiami aggressività o depressione poco importa, dal momento che i due elementi, spiega Archiati, hanno uguale fine e uguale radice, pur biforcandosi. Penetrare questa prospettiva può significare l’inizio di un cammino verso quella libertà interiore che nella sola tensione trova il suo spazio privilegiato e la sua più pura espressione. Un libro quindi essenziale e necessario per noi falene dell’oggi, falene che nel momento in cui  si fermano  all’ascolto attivo, vincono la possibilità di imparare a vivere bene. O, almeno, a vivere meglio, attraverso questo creativo cambiamento del punto di vista che ci insegna a vedere nel concetto stesso di malattia una “mirabile occasione” di crescita e di reale progresso (…).Il mondo ai nostri occhi potrebbe allora smettere di essere una “stanza della tortura” ed apparire semplicemente perfetto, così com’è, in tutto il complicato reticolato dei suoi opposti.

Un libro denso e semplice,a cui rispondere con un grazie, di cuore.

Beatrice De Luca