Dall’erotismo all’amore

Una conferenza tratta dagli inediti in Italia di Rudolf Steiner

Una sfida della libertà per gli uomini che hanno il coraggio della verità

Rudolf Steiner – Conferenza tenuta a Dornach il 15 settembre 1915

Miei cari amici!

Vorrei fornirvi ancora qualche nozione sull’argomento che ho trattato in questi giorni. Oggi vorrei partire dalla domanda: «Quanti anni ha di fatto l’amore?»
Non ho dubbi che la maggior parte delle persone, partendo da
un’osservazione superficiale della realtà, risponderebbe: «L’amore è vecchio come il mondo!». Chi è invece abituato a prendere seriamente la realtà, valendosi di una conoscenza scientifico-spirituale, darebbe un’altra risposta concreta.
L’amore, miei cari amici, ha al massimo 700 anni! Leggete, miei
cari amici, tutta la letteratura e la poesia romana e greca, e non troverete mai qualcosa che si possa collegare con il concetto di amore dell’epoca contemporanea. In Plutarco troverete i concetti di Venere e Amore chiaramente distinti uno dall’altro. E il modo in cui si parla di amore nella poesia lirica risale a non più di sei-sette secoli fa.
Ciò significa che il concetto di amore degli uomini di oggi affiora negli animi umani solo sei-sette secoli fa. Prima non se n’è parlato nemmeno approssimativamente.
Sì miei cari amici, dal punto di vista gnoseologico non si può fare alcuna obiezione in merito. Non è valida l’obiezione che gli uomini hanno sempre praticato l’amore. Perché se la teoria copernicana, secondo la quale la Terra gira intorno al sole, è giusta, la Terra si è mossa così anche durante l’epoca latina, greca ed egizia, da quando esiste l’umanità. Ma gli uomini non hanno parlato della teoria copernicana.
Così è anche per l’amore: le manifestazioni, i fatti dell’amore costituivano un complesso di fenomeni della vita, ma non se ne parlava.
Ma in questi sei-sette secoli si è andati oltre miei cari amici! Non solo si è arrivati al punto che l’amore è considerato il centro dell’esistenza di ogni individuo, si è giunti ormai anche nella teoria psicanalitica, che sguazza nelle forze d’amore più basse e ordinarie.
Questo è il corso dell’evoluzione che dobbiamo contrastare e trasformare in qualcosa di diverso, dal momento che coltiviamo la scienza dello spirito.
A dire il vero mi stupirei se tutti si sorprendessero quando dico che l’amore ha solo sei-settecento anni, perché l’ho già affermato in conferenze precedenti.
Vedete, miei cari amici, quell’accostamento dell’idea di amore ai più svariati concetti teorici sul mondo, che si presenta così ripugnante nella teoria psicanalitica, si è realizzato nel corso degli ultimi anni in modo lento e graduale. Ora ci vorrebbe molto tempo per andare a fondo di tali questioni, ma vorrei indicarvi la strada che va in tale direzione….

Qui trovate il file PDF con la prima e la seconda conferenza

www.liberaconoscenza.it: Scienza dello Spirito e cultura “open” della Rete

Un articolo di Emanuele Banchio dalla Rivista Germogli / Anno 3 ‐ n. II ‐ Giugno 2012

 

GIOVANNI, GIORGIO E FABIO sono i fondatori di LiberaConoscenza.it. Ho avuto il piacere di conoscere questi tre personaggi in occasione delle mie recenti collaborazioni ai convegni di Pietro Archiati. Si tratta di uomini semplici e alla mano che, a uno sguardo superficiale, sembrerebbero persone assolutamente normali, ordinarie… Non sono vestiti di iuta, sandali, veli e lana cotta. E nemmeno di giacca, panciotto e papillon come le due categorie di antroposofi che avevo incontrato finora: l’ala fricchettona e quella snob. Ma dietro questi panni di ordinarietà si celano delle teste veramente creative e raffinate, dei cuori saldi e appassionati, delle mani forti e operose: persone straordinariamente preparate, ma nello stesso tempo umili, concrete e irresistibilmente spiritose.

Fabio Giorgio e Gianni a Dornach
Fabio, Giorgio e Gianni a Dornach, alcuni anni fa...

«Ciao Gianni, per il prossimo numero di Germogli vorrei scrivere un articolo su LiberaConoscenza.it, per farla conoscere ai lettori. Che te ne pare? Saresti disponibile per un’intervista telefonica? Fammi sapere quanto prima. Grazie. Emanuele». – Inviato: h23,47 25/04/2012.

«Ok, volentieri. Direi di far domani sera alle 21, così riesco anche a mangiare qualcosa. Non ho un telefono fisso ma ho skype. Può andare bene? Gianni». – Inviato: h00,08 26/04/2012.

«Ottimo. D’accordo il mio nome è em.benks; buona giornata, ci sentiamo alle 21!». – Inviato: h12,21 26/04/2012.

«Ciao Em sono un po’ in ritardo ma arrivo. Non disperare!!! […] sto cercando di lanciare skype col mio catorcio… spero di esserci quasi». – Inviato: h20,44 26/04/2012.

Finalmente riusciamo a collegarci…

Germogli: Che cos’è LiberaConoscenza.it?

Giovanni: « Beh, devo dire che questa domanda un po’ me l’aspettavo…».

G: Intendo dire: come e quando nasce questa realtà; a partire da quali ideali; che scopi si prefigge?

 Giovanni: «Diciamo che le circostanze e il modo in cui è nata, in un certo senso, spiegano che cosa effettivamente sia LiberaConoscenza.it. Io e i miei amici Giorgio e Fabio ci occupiamo di antroposofia da una quindicina d’anni e da circa dieci anni collaboriamo all’organizzazione dei seminari di Pietro Archiati. La nostra grande passione per la Scienza dello Spirito di Rudolf Steiner aveva fatto nascere in noi il forte desiderio di adoperarci affinché sempre più persone avessero la possibilità di entrare in contatto con queste conoscenze per noi così fondamentali; e da qualche tempo stavamo meditando sulle potenzialità di Internet come mezzo idoneo a favorire la libera circolazione e diffusione (perché no!) anche di questi contenuti. Nel febbraio del 2004, al sesto seminario sul Vangelo di Giovanni tenutosi a Rimini, una signora mi si avvicinò e mi disse: «Per fortuna, dopo tanti sforzi, sono riuscita a reperire le informazioni necessarie per venire fin qui… Avevo provato invano a cercare in Rete. Non avete un sito Web in cui comunicate le indicazioni logistiche riguardanti i convegni che organizzate?». Questa domanda si potrebbe dire che accese i nostri animi e ci spinse a tradurre finalmente in azione quell’idea che già da qualche tempo ci balenava in mente. Otto anni fa l’utilizzo del Web non era ancora così capillarmente diffuso come oggi, tuttavia già allora si vedeva la direzione verso cui saremmo andati; e la creazione di un sito Internet per la diffusione in Italia della Scienza dello Spirito che fosse indipendente, ossia non direttamente riconducibile ai siti ufficiali di antroposofia, ci parve che fosse un’idea utile.

Durante il viaggio di ritorno da quel seminario discutemmo a lungo sul nome da dare a questo nostro progetto. Doveva essere una formula che in modo breve ed efficace desse esattamente l’idea di quelli che erano gli intenti che ci animavano e che, nel contempo, non richiamasse immediatamente etichette già conosciute e catalogate. Doveva essere un nome che rispecchiasse quello che secondo noi è un valore fondamentale, il primo passo verso qualsiasi cammino un essere umano voglia intraprendere: la conoscenza. Optammo infine per “LiberaConoscenza.it”. Questo nome racchiudeva l’ideale di vita in cui noi credevamo e che tuttora cerchiamo di attuare: non intendiamo fare un proselitismo intrusivo, ma semplicemente, per così dire, “riempire un buco”, colmare una mancanza di informazione… condividere, senza spingere, offrendo a chi cerca la possibilità di trovare una risposta. Noi non siamo dei “venditori porta a porta”, ma abbiamo voluto creare una vetrina in cui le conoscenze esoteriche della Scienza dello Spirito potessero essere liberamente accessibili a tutti coloro che volessero attingervi».

emanuele banchio
Emanuele Banchio - Studente di scuola steineriana tra il 1990 e il 1998.

G: A questo proposito ho spesso sentito obbiettare, da antroposofi di vecchio stampo, che le conoscenze esoteriche della Scienza dello Spirito non andrebbero “sbandierate ai quattro venti” perché esse potrebbero essere utilizzate in modo inopportuno e risultare addirittura dannose per un individuo che le incontrasse prima di “essere pronto” a riceverle…

 Giovanni: «Noi non vogliamo giudicare la vita degli altri. La nostra vuole essere una pura offerta, nella convinzione che nessuno più dell’individuo può essere in grado di giudicare, per se stesso, se “è pronto” o meno a ricevere e accogliere determinate conoscenze. D’altra parte, va da sé che ognuno prenda l’antroposofia secondo il grado di maturità in cui si trova. Non spetta certo a nessuno di noi arrogarci il diritto di giudicare la maturità di chicchessia al di fuori della nostra… ciascuno della propria».

G: Mi sembra che questo vostro approccio al sapere, per così dire anti-elitario e democratico, sia decisamente al passo con i nostri tempi! Come decideste di procedere dunque?

 Giovanni: «Nel giro di due mesi comprammo il dominio in Internet e, improvvisandoci webdesigner, abbiamo costruito il sito. E così, con l’invio del primo “notiziario” ai nostri primi contatti e-mail, nella ricorrenza della Pasqua del 2004 ha avuto inizio la nostra avventura. Inizialmente ci limitavamo a pubblicare le date e i luoghi dei vari convegni e seminari di Pietro Archiati; questo perché, ai nostri occhi, egli ha il merito di portare i contenuti del pensiero di Rudolf Steiner in modo molto attuale, concreto e accessibile a tutti. Successivamente abbiamo incominciato a pubblicizzare anche molte altre iniziative antroposofiche in Italia.

Abbiamo però scelto deliberatamente, diciamo anche per un senso di responsabilità nei confronti dei nostri lettori, di pubblicizzare esclusivamente ciò di cui abbiamo avuto esperienza diretta e che riteniamo essere in sintonia con i contenuti e con lo spirito del lavoro che abbiamo intrapreso. Abbiamo puntato più su quella che secondo i nostri parametri è la qualità piuttosto che sulla quantità degli eventi pubblicizzati. Nel contempo, però, abbiamo sentito l’esigenza di non limitarci a dare informazioni sulle iniziative in corso. Ognuno di noi possedeva infatti materiali stupendi e preziosi (opere non più ristampate, praticamente dimenticate e introvabili, traduzioni di testi inediti in Italia, registrazioni di conferenze, ecc.) che ci sembrava un peccato tenere soltanto per la nostra ristretta cerchia di amici. Così sul nostro sito abbiamo iniziato a mettere a disposizione anche questi materiali, incoraggiando i nostri lettori a fare altrettanto».

G: Come si struttura il sito Internet www.liberaconoscenza.it?

 Giovanni: «A grandi linee il sito si articola in tre sezioni fondamentali: l’Agenda, in cui vengono riportati i vari appuntamenti e le iniziative che via via si presentano; i Contenuti, in cui si trovano articoli, testi, trascrizioni di conferenze e audio di convegni e seminari parzialmente o integralmente scaricabili dal sito; i Links, dove vengono proposti collegamenti ad altri siti Internet che trattano, a vario titolo, di Scienza dello Spirito. A queste si aggiungono le due sezioni, che tra l’altro sono in assoluto le più visitate, dedicate alla presentazione di Rudolf Steiner e di Pietro Archiati. Per concludere, ci tengo a segnalare quelli che reputo essere i “fiori all’occhiello” del sito: il sommario dell’Opera Omnia, gli inediti di Rudolf Steiner, la sezione dedicata agli articoli dei lettori… e poi a partire da aprile ci sono alcune novità di cui ti parlerò più avanti».

G: I materiali della sezione Contenuti sono tutti liberamente scaricabili?

 Giovanni: «Sì, i contenuti sono resi liberamente accessibili e usufruibili, anche se “liberamente” non significa necessariamente in modo gratuito; il sito infatti non ha sponsor né finanziatori, ma si fonda sulla formula del Libero apprezzamento: vogliamo riporre la nostra massima fiducia in coloro che riterranno utile questa iniziativa».

G: Che cos’è il Libero apprezzamento?

Giovanni: «È un concetto non facile da spiegare oggigiorno perché si tratta di un’idea alla quale non siamo abituati: c’è una bella differenza tra “ap-prezzare”, ossia attribuire un prezzo, un valore, e “pagare” un lavoro. E non significa nemmeno “fare una donazione” che è, diciamo, un’azione altruistica. “Apprezzare” è un’azione, si potrebbe dire paradossalmente, egoistica: se io apprezzo il lavoro di una persona è perché, in qualche modo, questo lavoro mi ha dato un qualche beneficio (sul piano materiale e/o spirituale)… e allora sarò io il primo a voler “foraggiare” questa persona, affinché essa sia messa nelle condizioni di portare avanti questo suo lavoro, esplicando sempre meglio il suo talento. E in questo processo di scambio, ciascun individuo, che è per così dire fruitore di un dato servizio, sarà libero di dare in cambio proporzionalmente a quanto riterrà di aver ricevuto e a quanto gli sarà concesso di dare, in relazione a quelle che sono le sue risorse economiche. Noi vogliamo che chi ritiene di non aver ricevuto nulla non dia nulla! Per questo abbiamo evitato di stabilire un “prezzo” da pagare; perché è fondamentale che ciascun individuo si chieda: «Quanto è importante per me quello che mi è stato messo a disposizione? Che valore gli do? Ritengo utile che chi mette a disposizione questi contenuti possa continuare a farlo, affinché possano essere offerti magari anche ad altri?». Insomma, noi riteniamo sia importante affidarsi, con la massima fiducia, all’intima onestà interiore di ciascun individuo, che meglio di ogni altro può, per se stesso, dare un valore a ciò che gli viene offerto.

G: Ci sono altre realtà che adottano la formula del Libero apprezzamento?

 Giovanni: «Non saprei dire con precisione, ma credo e spero proprio di sì. Per certo posso dirti, però, che questo sistema è un tratto che accomuna praticamente tutte le iniziative che noi pubblicizziamo sul nostro sito. Per esempio Pietro Archiati, Mauro Vaccani e Fabio Delizia, nelle loro conferenze, convegni e seminari, si avvalgono della formula del Libero apprezzamento; proprio perché essa dà la massima fiducia e libertà ai partecipanti, anche se comporta un rischio per gli organizzatori».

G: E il fatto che ciascuno sia libero di contribuire ai costi delle iniziative culturali a cui partecipa per quello che si sente, e soprattutto per quello che può, fa sì che la conoscenza diventi veramente un bene liberamente accessibile a tutti e non un privilegio elitario per i pochi che se lo possono permettere…

 Giovanni: «Esattamente. Se noi, come molto spesso accade anche nelle iniziative culturali antroposofiche, imponessimo una tariffa rigida di cento euro o più per l’iscrizione a un convegno della durata di un week-end (a cui vanno a sommarsi le spese per vitto e alloggio), inevitabilmente diverse persone non potrebbero parteciparvi. Il nostro pubblico automaticamente si restringerebbe alla esclusiva cerchia di coloro che hanno la disponibilità economica per pagare quei soldi!».

G: Come rispondono le persone poste di fronte alla libertà che la formula del Libero apprezzamento concede loro? Tendenzialmente ritieni che sia, per così dire, ben riposta la vostra fiducia?

 Giovanni: «La risposta è sicuramente affermativa se ci riferiamo alle iniziative culturali. Per quanto riguarda il sito le cose stanno diversamente: benché esso registri parecchie visite e i contenuti siano utilizzati da molte persone (a marzo per esempio abbiamo avuto circa tremila visitatori, e di questi circa un terzo ha scaricato o consultato del materiale), finora gli apprezzamenti economici devoluti a LiberaConoscenza.it sono stati piuttosto esigui; ma ciò dipende dal fatto che questa formula è un’idea ancora difficile da comprendere per i più. Ci vuole tempo. Fortunatamente siamo comunque sempre riusciti per lo meno a mantenere le spese del sito, oltre che a dare qualche piccolo compenso agli autori dei libri. Il ricavato degli incassi infatti, per il 10% (al netto delle tasse) lo utilizziamo per le spese di mantenimento e promozione del sito, mentre il restante 90% lo diamo ai legittimi proprietari delle opere, agli autori».

G: A questo proposito, il fatto che voi mettiate a disposizione libri in formato elettronico scaricabili liberamente non rischia di arrecare un danno economico agli autori, ai traduttori e alle case editrici che si sostentano sui profitti derivanti dalla vendita di quegli stessi libri?

 Giovanni: «Ritengo di no: normalmente i traduttori vengono pagati dall’editore a cartella e non sulla vendita dei libri. Autori ed editori poi, non ricevono alcun danno economico per varie ragioni: da un lato perché ciò che noi pubblichiamo sul sito in formato elettronico (sempre previo consenso degli stessi) sono opere inedite; oppure sono, non novità editoriali, ma libri ormai fuori produzione o che comunque hanno esaurito la loro “vita cartacea” e non vendono più. Dall’altro lato c’è da considerare il fatto che mettere in Internet un libro in formato elettronico in verità incentiva la vendita del suo formato cartaceo perché è un ottimo modo di pubblicizzarlo e di farlo conoscere. Infine, noi ci impegniamo, eventualmente, a togliere dal sito le conferenze inedite qualora esse venissero pubblicate in modo “ufficiale” da una casa editrice».

G: Per chi scarica i contenuti da voi messi a disposizione sul sito ci sono delle regole a cui attenersi, tipo l’obbligo di farne un uso esclusivamente privato?

 Giovanni: «Noi non poniamo alcun limite, anzi, incentiviamo la libera circolazione di questi materiali, di queste conoscenze e lasciamo che i lettori ne facciano l’uso che desiderano. Tutto il materiale proposto è protetto da una licenza (Creative Commons) di Pubblico utilizzo che permette a chiunque di scaricare, copiare e distribuire questo materiale a patto che: 1) sia sempre citata la fonte; 2) non venga modificato il contenuto; 3) rimanga di libero accesso, cioè non venga “commercializzato”».

G: Dal lontano maggio 2004, quando inviaste il vostro primo notiziario, a oggi sono trascorsi esattamente otto anni: qual è stato il cammino di LiberaConoscenza.it in questo arco di tempo e quali eventuali evoluzioni future si prospettano?

 Giovanni: «Il sito è sempre stato fedele a se stesso. L’unica evoluzione, se così possiamo chiamarla, è stato il nostro ingresso, nel gennaio 2011, in Facebook, dove al momento abbiamo 750 contatti che vanno a sommarsi ai 1300 iscritti alla nostra newsletter mensile. Attualmente stiamo operando una ristrutturazione e un ammodernamento del sito che saranno ultimati nei prossimi mesi. Infine, come ti avevo anticipato prima, a partire da aprile si è verificato un fatto che ci coinvolge direttamente: il 31 marzo 2012 l’Archiati Edizioni ha cessato di esistere. Tutti i libri in formato cartaceo facenti parte del suo magazzino sono stati rilevati dalla nuova casa editrice Edizioni Rudolf Steiner che proseguirà l’attività editoriale con la pubblicazione e la vendita dei testi di Rudolf Steiner e Pietro Archiati.

I contenuti (i libri in formato elettronico e i podcast di tutte le audio- conferenze) di Archiati Edizioni andranno invece a beneficio dei visitatori di LiberaConoscenza.it. Nel corso dei prossimi mesi ci impegniamo a rendere questi contenuti liberamente scaricabili attraverso la formula del Libero apprezzamento, come sempre. Inoltre, lo scaffale virtuale della home page di Archiati Edizioni sarà trasportato su LiberaConoscenza.it e utilizzato per riporvi i nostri libri. Infine, il blog di Archiati Edizioni troverà anch’esso posto nel nostro sito e diventerà un’occasione per avere scambi più ravvicinati con i nostri lettori ed essere più vicini alle persone. Attraverso il blog ci auguriamo che LiberaConoscenza.it diventi non più soltanto un luogo di condivisione dei saperi, ma anche di scambio diretto delle idee. Più ancora di quanto non sia avvenuto finora attraverso la pubblicazione dei bellissimi articoli che i nostri lettori ci hanno inviato nel corso di questi primi otto anni».

G: Un’ultima domanda: come ci si iscrive alla vostra Newsletter, al vostro notiziario mensile?

 Giovanni: «Sia per iscriversi che, eventualmente, per cancellarsi dall’iscrizione, è sufficiente farne richiesta all’indirizzo di posta elettronica: info@liberaconoscenza.it».

Logo di LiberaCOnoscenza.it
Il logo di LiberaConoscenza.it

Post Scriptum: Dal solstizio a San Giovanni

Dorme l’anima della Terra

nell’afa dell’estate:

chiaro si irradia

il riflesso del Sole

nello spazio esterno.

Veglia l’anima della Terra

nel gelo dell’inverno:

splende spiritualmente

il vero Sole

nell’essere profondo.

Il lieto giorno estivo

è sonno per la Terra;

la sacra notte invernale

è per la Terra, giorno.

                                                                                                                                                                                                          (Rudolf Steiner, Parole di verità)

In molte occasioni Rudolf Steiner presentò il momento solstiziale di San Giovanni come un evento di natura misteriosa, che fu assai significativo in un remoto passato e di nuovo, solo in un lontano futuro, si svelerà nelle sue profondità. Tuttavia, anche per l’umanità di oggi sembra sia di importanza del tutto speciale questo tempo dell’anno, in cui avverrebbe una “illuminazione” – pur rimanendo questa ancora inconscia entro gli uomini. Tutto ciò li porta verso l’autunno e la festività di San Michele.

San GiovanniTanto tanto tempo fa, ci racconta Steiner, l’antica saggezza proveniente dai templi dei misteri guidava un’umanità ancora bambina e le insegnava a muovere, in cerchio, ritmiche danze. Accompagnate da canti di incomparabile bellezza ed armonia. Una sola volta ogni anno, qui, sul far dell’estate, veniva offerta al cielo tale poetica invocazione che aveva tutto il carattere raccolto e devoto di una preghiera. La risposta dei mondi spirituali agli uomini di allora era una sorta di illuminazione, come un annunzio che essi potevano ricevere – in tale coscienza sognante –, un solare presagio dell’io che una volta all’anno scendeva su di loro. Proprio come avviene a un fiore di sbocciare, sfiorato dalla luce e dal calore dei raggi solari.

Sognavano l’io. A quei tempi tali uomini primitivi e poetici non potevano ancora attribuirlo a se stessi, ma lo ponevano nel grembo dell’elemento divino spirituale, sapendolo in relazione con tutto il cosmo e con il mondo intero. In particolare essi sentivano di dover accogliere quanto si rivelava loro in piena estate – quando luce e calore piovono copiosi –, essi attendevano con fiducia che si manifestasse ciò che i cieli pretendevano dagli uomini in campo morale: la saggezza spirituale operava, appunto, come una rivelazione e trasmetteva loro impulsi per l’agire. I nembi temporaleschi, i poderosi tuoni e i lampi di agosto erano come un monito all’umanità terrena.

Tuttora, durante l’estate, l’anima e lo spirito della Terra si alzano verso le lontananze cosmiche – come avviene all’uomo quando dorme profondamente – per andare a incontrare gli archetipi, gli ideali, i pensieri degli Esseri spirituali. È come un lunghissimo respiro: al momento del solstizio estivo, diciamo così, la Terra ha esalato tutto il suo fiato, quell’aria che aveva tratto entro di sé prima di Natale. Allora a San Giovanni si attende una nuova inspirazione.

Insieme alla Terra pure noi facciamo questa esperienza, siamo, nel pieno senso della parola, più fuori che dentro: usciamo di casa e ci godiamo la vita all’aria aperta o andiamo in vacanza; ma siamo fuori anche con la coscienza, risulta più difficile concentrarsi, o studiare, e siamo richiamati dal calore a vivere fisicamente la nostra estate. Questa esperienza estiva è anche entrare in una sorta di sonno rispetto all’elemento spirituale. Con l’arrivo dell’autunno ci ritroveremo più inclini all’introspezione, a ritirarci in quell’interiorità che durante la bella stagione abbiamo in qualche modo liberato.

Questa espansione nel cosmo permette alla Terra di incontrare i pensieri divini e per noi – donne e uomini del nostro tempo – luce e calore possono restituire ali al pensiero, affinché non irrigidisca ma possa ritrovare vita e movimento.

Qualcuno avrà provato a leggere e a confrontarsi in qualche modo con la, cosiddetta, Immaginazione cosmica di Giovanni, presente con altre quattro conferenze di Rudolf Steiner nell’O.O. 229. La possibilità di darne un sunto o un commento è del tutto esclusa (non ci resta che leggerla e rileggerla): ci troviamo al cospetto dello svolgimento discorsivo di una bellissima visione spirituale!

Una delle magie delle immagini vere consiste nell’avere un linguaggio universale che si comunica a ogni osservatore e, questo è importante, in ogni particolare è possibile ritrovare il tutto, in ognuno troviamo l’origine, l’evoluzione, la fine e pure il germe del nuovo inizio. Nell’immagine – per semplificare, rappresentiamoci la tela dipinta di un quadro – è come se il tempo divenisse spazio: dobbiamo spostarci con lo sguardo se vogliamo cogliere un qualche nesso tra i vari elementi raffigurati. E capire cosa c’è prima e cosa è dopo. Quando allora Steiner cerca di descrivere questa immagine cosmica è come se la restituisse alla dimensione del tempo. La sua poetica prosa immaginativa in un andamento narrativo, con una determinata successione, ci accenna a quanto potremmo scorgere in uno o in un altro dei cantucci del dipinto.

Osserviamone allora un particolare, uno piccolo.

Ora siamo in estate, no? Qual è il nostro passato? L’uomo durante la primavera si è potuto sentire uno con tutta la natura germogliante: dalla durezza delle radici è salito aprendosi al ritmo delle foglie, poi ancora si è raccolto nei fiori in boccio che finalmente si sono schiusi con i loro colori e profumi. Quando il fiore si espande ancora oltre nel frutto, ricondensandosi poi nel seme, è come se si fosse a un nuovo ciclo di vita: in noi nasce una realtà tutta solare, ma che è il frutto della nostra terra. Questo frutto, in una dolcezza sognante, si offre fiducioso al creato, sciogliendosi per permettere un nuovo inizio.

Estate

Nel momento solare del solstizio estivo possiamo sperimentare in noi stessi le forze dissolventi del dolce frutto e le forze coagulanti del seme, sì, perché Giovanni il Battista (di cui ricorre il dì natale, anticipando di sei mesi quello più famoso di tutti i tempi) – il meglio dell’umanità incarnata prima di Cristo – è colui che deve diminuire perché Lui possa crescere… È un seme, l’uomo, nella sua natura spirituale – quell’io solo sognato, duemila anni fa è entrato nella nostra terra – ed insieme l’uomo è un frutto che gravido si dona perché questo seme possa crescere.

San Giovanni va pei campi

nell’ardor del mezzogiorno,

quiete immensa tutt’intorno,

sopra, il cielo tutto blu …

Il sorriso suo giocondo

benedice la natura

e ogni spiga che matura.

(Lina Schwarz, da “Ancora … e poi basta” ed. Mursia, 1965)

 

Post Scriptum: La Fiaba del serpente verde e della bella Lilia

I colori e la fiaba...

C’era una volta, ma dove? Forse dappertutto. Così secondo Rudolf Steiner iniziano tutte le vere fiabe, che sono universali e senza tempo. Se ancora oggi, che siam grandi, vogliamo leggerne qualcuna o farcela raccontare, si ripeterà la magia! Quale? Ogni fiaba è un regale Essere fatato… e si comunica sapientemente al fanciullino che è eterno in noi, solo che glielo si presenti. La sua sapienza dimora nelle belle immagini variopinte, a tutto tondo e in movimento che ci evoca, manifestando in modo artistico gli arcani evolutivi del cosmo e di noi. Queste fiabe possiamo gustarcele, facendole nostre, ed esse troveranno la via verso le profondità, dove nonsisacome ci saranno di vero e sicuro nutrimento. E potremo scoprire, nel frequentarle, che esse sono la risonanza di quanto ricorre nella nostra interiorità.

L’ultima, attinta all’eccelsa fonte spirituale dalla quale tutte scaturirono, sarebbe stata quello strano fungo buono che è la Fiaba del serpente verde e della bella Lilia, colta (nel suo gran bel secchio!) da Goethe e scritta di getto attorno al millesettecentonovantacinque. E questa opera d’arte …ci parla! Poco conosciuta rispetto alle tante, pure sacrosante e loquaci, raccolte dai Grimm, parla in immagini a ogni essere umano che oggi le porti incontro una disposizione d’animo gioiosa, poetica e spregiudicata: …c’è un serpente in noi che si può nutrire di monete d’oro, divenendo luminoso dentro e fuori? Perché no?, e che belle tonalità di verde assume! Pure i fuochi fatui te li vedi benissimo, mentre ondeggiano e saltellano nella canoa del misterioso barcaiolo, ma meglio che se te li avesse canalizzati Walt Disney!, e in un 3D attivo senza bisogno di tecnologia.

Se può servire come credenziale, Steiner se l’è meditata per trent’anni questa particolarissima Fiaba, tanto che ne sarebbero derivate le idee più importanti, i capisaldi della sua antroposofia. E se vogliamo andare sul tecnico essa sarebbe una specie di Apocalisse di Giovanni del nostro tempo, rappresenta cioè il meraviglioso cammino evolutivo dell’uomo, ovvero le più profonde ed eterne realtà dell’anima, tratteggiate – con precisione scientifica e grandiosa linearità archetipica – nelle figure dei personaggi che partecipano all’impresa e in ciò che avviene loro.

Dunque, c’era una volta un gran fiume. C’è un giovane, nobile, valoroso ma triste, e questi anela disperatamente all’amata Lilia che regna al di là dell’acqua. Tutti quanti i protagonisti lo aiutano a unirsi a lei (la vicenda è pericolosa e complessa), nel farlo scoprono la loro “missione” – individuale e libera, ma che si esercita all’interno di quel dato organismo della storia –, ognuno trova il meglio di sé, lo offre e ne risulta sostanzialmente mutato.

MA tutto avviene grazie all’impulso iniziale del serpente, die Schlange, che in tedesco è femmina ed è una creatura sveglia, curiosa, attiva, appassionata e generosa. Altruisticamente generosa al punto da offrire se stessa in cristico sacrificio, per dare a tutta l’umanità la possibilità di transitare sul fiume dell’anima, coscientemente, verso l’Altra Riva …quindi non solo più ai funamboli dello spirito dei misteri antichi e dei cenobi iniziatici.

Nei tempi nuovi un solido, m a g n i f i c o ponte vivente di smeraldi trasparenti, e una miriade di altre gemme preziose e scintillanti – nati dal corpo del serpente che si è immolato – permette a chiunque lo voglia di raggiungere il regno spirituale. Là il tempio dei misteri, che prima era sperduto negli anfratti sotterranei, è sorto in chiara luce diurna. Fino a oggi sul ponte c’è un gran viavai di viandanti, il tempio è il più frequentato sulla Terra e il giovane sposa la bella Lilia, divenendo lui re e lei regina: vissero tutti felici e contenti …e se non son morti, essi vivono ancora.

Brücke mit Eisbrechern - 1934 (Ponte con rompighiaccio) - Karl Schmidt-Rottluff
Ponte con rompighiaccio (1934) - Karl Schmidt-Rottluff

Il convegno di Roma sulla triarticolazione del sociale: all’insegna della positività

l'uomo sano
l'uomo sano...

Ecco l’uomo sano, nel disegno fatto da Pietro Archiati alla lavagna, durante il convegno tenuto all’Università La Sapienza di Roma: un essere da cui sprigiona il massimo della creatività, un uomo (o una donna) che gioisce, che si realizza, nell’esplicare i suoi talenti. Perché sta proprio qui la chiave di un cambiamento concreto in campo sociale: nel ripristinare una sana corrispondenza fra l’espressione dei talenti e l’appagamento dei bisogni. Un equilibrio non facile da trovare, soprattutto in tempi di materialismo, in cui si pone un esagerato accento sui bisogni (veri o immaginari) omettendo l’anelito più alto dell’essere umano: realizzare il proprio talento individuale a beneficio della comunità. Pietro Archiati lo ha ribadito più volte, durante il convegno: questo è un cambiamento che può fare ognuno, non costa niente e si può fare adesso.

La tremenda crisi economica che stiamo vivendo in Occidente è figlia della profonda disarmonia, portata da un esasperato materialismo, fra le tre sfere della cultura, della politica e dell’economia: per porvi rimedio non servono ideali paralleli (e quindi impraticabili). Nessuna rivoluzione violenta, nessun rifugio in una moneta alternativa (un’altra illusione dell’egoismo…) ma una graduale presa di coscienza, che permetta di praticare, fin da subito, nel nostro piccolo, una triarticolazione del sociale a livello individuale.

Un convegno apprezzatissimo e ricchissimo di orientamenti per aiutarci a ricollocare nella giusta luce concetti ormai del tutto snaturati quali lavoro, denaro, commercio, consumo, produzione.  Proposte conoscitive per dimostrarci che il cambiamento, oltre che necessario, è praticabile, ed è l’unica alternativa concreta che abbiamo a disposizione per sanare il presente e andare incontro con fiducia al futuro.

Queste sono le uniche testimonianze fotografiche del convegno: ringraziamo Emanuele, che ha fatto prodigi!

Emanuele
Emanuele
L'Aula Magna di Economia
L'Aula Magna di Economia
La lavagna dell'aula
La lavagna dell'aula
I libri del convegno
I libri del convegno
al banchetto (1)
al banchetto (1)
al banchetto (2)
al banchetto (2)
Il guardiano della soglia
Il guardiano della soglia

Da ‘Il ritorno del Cristo oggi’ un brano della conferenza di Karlsruhe del gennaio 1910

(…) Così ci è dunque permesso di parlare del ritorno del Cristo e del fatto che ci eleviamo al Cristo nel mondo spirituale acquisendo il vedere eterico.

Il Cristo è sempre presente, ma si trova nel mondo spirituale! E noi lo possiamo raggiungere se ci eleviamo dentro quel mondo.

Tutto l’insegnamento antroposofico deve trasformarsi in noi nel forte desiderio che questo evento non passi dinanzi all’umanità senza lasciare tracce, ma che a poco a poco si formi un’umanità – nel tempo che abbiamo a disposizione – che possa essere matura a sviluppare in sé queste nuove facoltà ed in tal modo a collegarsi nuo­vamente con il Cristo.

Poiché altrimenti l’umanità dovrebbe attendere molto a lungo prima che le possa venire data un’altra volta una tale occasione. Dovrebbe attendere a lungo… fino ad una reincarnazione della Terra.

Se l’umanità ignorasse questo evento del ritorno del Cristo, la visione del Cristo nel corpo eterico resterebbe limitata a coloro che attraverso una preparazione esoterica mostrino di volersi elevare ad una simile esperienza. Ma la grandiosità del fatto che queste facoltà verrebbero conseguite per l’intera umanità, per tutti gli uomini, il fatto che questo grande avvenimento verrebbe compreso tramite le facoltà che tutti gli uomini hanno naturalmente sviluppato… ciò sarebbe impossibile per lungo, lungo tempo.

Vediamo così che nella nostra epoca vi è qualcosa che giustifica l’esistenza e l’azione della scienza dello spirito nel mondo. Ad essa non importa solamente soddisfare esigenze teoriche, curiosità scientifiche. Che la scienza dello spirito prepari gli uomini a questo evento, li prepari a porsi in modo giusto nel loro tempo e a vedere con luminosa chiarezza di intelletto e di giudizio ciò che ve­ramente è presente – ma potrebbe passare davanti agli uomini senza che essi possano farlo fruttificare –: ecco di cosa si tratta!        Rudolf Steiner

A Rocca di Papa: un incontro intenso. Ecco le nostre foto

Per il decimo incontro su ‘La filosofia della Libertà’ Rocca di Papa si è preparata ad accoglierci con un sole splendido, che ci ha anche regalato tramonti memorabili. E’ stato un incontro intenso, l’ultimo a protrarsi dal giovedì fino alla domenica, e forse, finora, il più partecipato. Intorno alla sera di sabato siamo arrivati a riempire la sala che ci ospita al centro ‘Mondo Migliore’, anche perché le argomentazioni di Pietro Archiati sul decimo capitolo della ‘Filosofia della libertà’ si sono susseguite in un crescendo di esempi, esercizi, provocazioni alla platea via via più profondi e interessanti.

Anche se ci sembra che i fondamenti della morale siano universalmente conosciuti, ci accorgiamo una volta di più che la scienza dello spirito offre elementi conoscitivi del tutto nuovi e originali – ma assolutamente plausibili se si segue un filo rigorosamente logico nel pensare. Siamo agli albori di una nuova fase della coscienza, ed è necessario porne oggi le basi, offrendo gli strumenti giusti per una comprensione dell’umano, e soprattutto della sua potenzialità evolutiva, che sia finalmente slegata dai ricatti imposti dai poteri costituiti di ieri e di oggi. Se è relativamente facile individuare il ricatto insito nella cosiddetta ‘coscienza’ –  perpetrato dalla religione a livello individuale – è più difficile svelare il ricatto collettivo, ancor più subdolo, del cosidetto ‘bene comune’ con cui, sempre per esercizio di potere, qualsiasi collettività anche laica tiene in scacco intere comunità di individui.

Se vorremo vivere in una società più sana, dove uomini e donne soccombono sempre meno a questi e ad altri ricatti, in favore della loro personale evoluzione; e dove l’unico bene morale possibile è la libertà di ogni singolo individuo, allora la Filosofia della Libertà potrebbe essere riconosciuta come il cammino di pensiero più consono a gettare le basi per un futuro più consapevole, e soprattutto più umano.

Sono state apprezzate piccole novità, come la nuova linea editoriale delle copertine dei libri in ristampa, che sono andati a ruba (già dal venerdì sono finite le scorte di ‘La tua biografia’, e anche la nuova versione di ‘L’uomo tra potere e libertà’ ha riscosso successo), oltre alla proposta del tris di libri in offerta a 15 euro, graziosamente impacchettato.   Per vedere altre foto del seminario aprire qui

Qui trovate le classifiche dei libri e cd più venduti

29 settembre – 2 ottobre: X incontro su La Filosofia della Libertà con Pietro Archiati

Nell’annunciare il prossimo incontro di studio su ‘la Filosofia della Libertà’, come di consueto presso il centro ‘Mondo migliore’ a Rocca di Papa, abbiamo pensato di offrirvi l’audio completo del primo incontro, che si è tenuto nel febbraio 2007.
Tanta strada è stata percorsa da allora: tanti esercizi di pensiero, come li chiama Pietro Archiati, portati nel vivo della realtà che ci circonda, hanno fatto sì che molte persone siano riuscite a calarsi con entusiasmo sempre crescente nella profondità del testo di Rudolf Steiner, applicandoli poi alle occasioni della vita.
Ogni volta agli incontro si aggiungono persone nuove, e talvolta qualcuna del tutto digiuna del pensiero di Steiner. A loro, e a quanti gradiranno riascoltarla, è dedicato questo audio:

“C’è qualcosa di più alto, di più bello, di più beatificante che non il pensare? Perché il pensare è un creare spirituale. Le cose che lo spirito creatore pensa diventano realtà. Pensare significa creare realtà. (…)  Come si fa ad imparare a suonare il pianoforte: imparando forse il metodo a memoria? Ci si esercita, ci si esercita, e si diventa sempre migliori. Così faremo con gli esercizi di pensiero. Vedremo come il pensiero ha un ruolo di primo piano nell’evoluzione perché il pensare è l’attività fondamentale,  essenziale dello spirito.” Pietro Archiati

Qui si scarica l’audio del 1 incontro

Per vedere il volantino del prossimo incontro, fare clic sull’imamgine qui a sinistra

Rocca di Papa 9: gli incontri, le foto, le nostre classifiche

Rieccoci al ritorno da Rocca di Papa, dove si è tenuto il nono incontro del ciclo di seminari su ‘La Filosofia della libertà’ di Rudolf Steiner. In questi tre giorni  abbiamo approfondito insieme a Pietro Archiati tutte le obiezioni che sono state, sono e saranno, mosse alla libertà. E tra ricatti mascherati da doveri, dogmi religiosi, e la sottomissione imposta dal potere in tutte le sue forme, ci siamo accorti, come dice Archiati, che “… ce n’è, da fare…!”  Attualissima in chiave sociale, come stiamo vedendo in questi giorni negli eventi egiziani, l’emergenza della Libertà  dell’Individuo preme per essere riconosciuta come unico bene morale da perseguire da parte di ogni comunità umana in quanto tale.

qui trovate le classifiche dei libri

(questa volta abbiamo preparato i grafici a torta)

…e qui le foto

stiamo preparando alcune tracce audio tratte dall’incontro: appena pronte lo segnaleremo su questo blog!