Il mondo che nasce – Adriano Olivetti

Adriano Olivetti
Adriano Olivetti

…in questo periodo mi sono appassionata alla lettura di «Il mondo che nasce», gli scritti di Adriano Olivetti che venne profondamente influenzato dalla triarticolazione sociale di Steiner (anche se lui non ne fece espressamente diretta menzione). Penso che segnalare su Liberaconoscenza l’esistenza di questo libro possa contribuire a rendere noto quest’uomo di impresa il cui pensiero ha dato tanto frutto nel contesto lavorativo italiano. Questo è stato il mio pensiero di questo primo mattino.

«Per guidare ora gli uomini nella loro vita di ogni giorno e nella loro breve vita terrena, occorre che il mondo politico ancor chiuso nel suo tradizionale empirismo accetti finalmente le indicazioni della scienza e riconosca il fine e i mezzi dell’azione comunitaria in cui i valori dello spirito, Verità, Giustizia, Bellezza, Amore possano realmente prendere il dominio e il sopravvento. Una società che non crede nei valori spirituali, non crede nemmeno nel proprio avvenire e non potrà mai avviarsi verso una meta comune e affogherà la comunità nazionale in una vita limitata, meschina, corrotta. Senza questa comprensione dei valori scientifici e spirituali vediamo l’attività dello Stato disperdersi, disintegrarsi, sconnettersi in mille provvedimenti caotici, dispersivi, che non conducono ad alcun fine organizzato e consapevole, se non a quello fraudolento di ingrandire la potenza del proprio partito, favorendo clientele e interessi particolare. Troviamo così innanzi a noi gli antipodi dell’atteso splendido regno della giustizia, della cultura e della verità. È soprattutto nella Verità che troveremo la vera rivoluzione, il vero rinnovamento morale e materiale di ogni cosa. Poiché la Verità è tutto: scienza, sapienza, carità.»

Tratto dal III capitolo (Le forze spirituali), Adriano Olivetti, Il mondo che nasce, Edizioni di Comunità (www. edizionidicomunita.it)

Pagina di Wikipedia su Adriano Olivetti

Grazie a Letizia Omodeo.

Rudolf Steiner 1913 – Noi 2013

Un articolo di Mauro Vaccani per i lettori di Liberaconoscenza

Possono essere interessanti ed utili anche per noi le esperienze vissute esattamente cento anni fa da Rudolf Steiner? Ho provato a ricostruirle rapidamente e ve ne segnalo alcune, non per gusto di erudizione, ma per stimolare la nostra volontà di oggi.

Il 1913 fu l’anno in cui si concluse la sua lunga attività nell’ambito della Società teosofica, cominciata proprio all’inizio del secolo. Da quando era diventato segretario della sezione tedesca il numero dei soci era salito da poche decine a circa 3.000, organizzati in molti gruppi. I conflitti sul problema della “reincarnazione” di Cristo lo convinsero a rompere i ponti con quel mondo, e a distanza di un secolo bisogna riconoscere che fu una liberazione: finivano gli appoggi organizzativi ma iniziava la libertà. Fino a quel momento Steiner doveva attendere il consenso degli altri segretari nazionali per poter parlare nei territori di loro competenza, ora poteva farlo senza bisogno di alcun permesso e cominciò così a tenere conferenze in molti paesi europei.

A cento anni di distanza chiediamoci: quando le strutture, le organizzazioni sostengono la libera creatività spirituale e quando, invece, agiscono come limitatrici della nostra libera attività? Come trovare il difficile equilibrio fra la rinuncia a qualsiasi organizzazione, col rischio di “girare a vuoto”, e la capacità di mantenerla quale strumento al servizio delle idee e non viceversa?

Qualcosa di analogo avvenne anche per i suoi progetti architettonici. Dopo anni di logorante contrapposizione con gli uffici pubblici di Monaco, dove era originariamente prevista l’edificazione di quello che poi diventerà il “Goetheanum”, finalmente si optò per  una collina vicino a Basilea, messa a disposizione da un amico, e dove non vigeva alcun regolamento edilizio.

Il 20 settembre venne posta la pietra di fondazione e già a novembre il grande basamento di cemento sul quale edificare le due cupole di legno era pronto. Poi le cose andranno come tutti sanno: nel giro di poco più di dieci anni il capolavoro architettonico spirituale di Steiner era diventato una realtà …che bruciò in fretta.

A cento anni da quegli inizi sarebbe interessante tornare sul posto, vedere il grande complesso in cemento che ha sostituito quella costruzione lignea, e ragionare su cosa possa significare, per l’uomo d’oggi, quella “materializzazione” di un contenuto spirituale che ora si erge possente sulla collina di Dornach.

Sempre in quell’anno Steiner pubblicò una nuova redazione della “storia della filosofia” che aveva preparato anni prima, e la pubblicò col titolo Enigmi di filosofia. Era già un riconosciuto ed affermato maestro spirituale, impegnato in una vasta attività esoterica. Perché quel ritorno alla filosofia? Sembra un salto indietro di vent’anni, ai tempi del giovane scrittore de La filosofia della libertà.

Anche noi, dopo cent’anni, magari preferiamo l’interessante chiaroveggente che ci comunica verità spirituali che noi non percepiamo, invece del maestro che ci allena ad un pensare rigoroso, logico e coerente. E lo fa ripensando tutta la storia della filosofia. Allora anche noi possiamo ritmicamente riportare al centro dei nostri interessi lo Steiner filosofo, comunicatore di verità universali che non richiedono alcuna adesione ad un preciso insieme di contenuti spirituali. In questa ottica è pensato il prossimo incontro primaverile di Tartano che permetterà di ripensare la sapienza greca illuminata dal contributo di Steiner “storico della filosofia”.

L’estate del 1913 fu l’ultima che Steiner poté dedicare a quella pluriennale e straordinaria esperienza artistica che fu l’allestimento dei Drammi Mistero. La costruzione del Goetheanum doveva servire anche alla creazione di un luogo adatto per rappresentarli. E ancor oggi credo sia uno dei servizi migliori che quell’edificio rende all’umanità. Ci volle molto coraggio a mettere in scena eventi spirituali, processi che si sviluppano nell’arco di più vite, conflitti animici nei quali si manifestano anche le potenze del male. Steiner non lasciava nulla di intentato pur di portare agli uomini lo spirito, usando tutte le modalità possibili e non solo quelle intellettuali.

A cento anni di distanza chiediamoci: e noi, invece, andiamo avanti solo con conferenze e gruppi di studio? Gli artisti fra noi non si sentono provocati a intraprendere qualcosa che non siano solo i piccoli corsi? Tutti possiamo domandarci: quali saranno, oggi, le vie nuove per far arrivare la notizia che lo spirito c’è anche a coloro che forse non leggono più e neppure ascoltano?

Un altro tema che Steiner sviluppò in quell’anno fu il rapporto con l’oriente, che fu anche alla base del conflitto sorto con la Società teosofica. Penso ai cicli La Bhagavad -Gita e le lettere di Paolo (Ga 142), I misteri dell’oriente e del cristianesimo (Ga 144), Le basi occulte della Bhagavad-Gita (Ga 146).

Mentre cento anni fa la sapienza orientale interessava poche centinaia di persone, e tutte certo non appartenenti alle classi sociali popolari, oggi l’interesse spirituale per l’oriente è enormemente aumentato e coinvolge persone di tutti i tipi. Sembra quasi che quando si parla di spiritualità si intendano solo le pratiche orientali e se si usa il termine “meditazione” tutti pensano all’India o a qualche  metodica  orientale migrata da noi, magari passando dall’America.

A cento anni di distanza si impone quasi drammaticamente la domanda (che fu tale anche per Steiner stesso): come aiutare le persone che magari hanno ritrovato la spiritualità in oriente, superando così il materialismo dominante da noi, a compiere il cammino verso l’occidente e soprattutto verso il cristianesimo? Come dare una forma occidentale al fuoco orientale acceso in molti cuori?

Sempre nella vita di Steiner, e quindi anche nel 1913, Cristo fu al centro della sua ricerca e del suo magistero spirituale. Soprattutto mediante tre fondamentali cicli di conferenze cercò di approfondire tre aspetti della cristologia: le esperienze che prepararono il Mistero del Golgota, la relazione fra il Cristo e il mondo spirituale e, infine, le grandiose comunicazioni del “quinto vangelo”, iniziate nell’ottobre di quell’anno e proseguite fino a febbraio 1914.

A cent’anni di distanza mi sembra bello riprendere in mano quei testi e rielaborarli nella prospettiva complessiva di chi vuole costruire una profonda conoscenza del Cristo che non sia solo intellettuale ma che abbia sempre più un taglio esistenziale. Ecco perché proporrò di ristudiare insieme, e con un coinvolgimento molto attivo, sia il ciclo 152 Verso il Mistero del Golgota, nell’incontro estivo di Tartano, che il ciclo 149 Cristo nel mondo spirituale, nell’incontro invernale che si terrà proprio negli stessi giorni in cui si svolse cento anni fa.  Tutto questo anche per prepararci a mettere al centro della nostra attenzione gli stupefacenti contributi contenuti nel “Quinto Vangelo” (Ga 148), per ora disponibili in italiano solo in parte. Il sogno, che è anche un progetto, è di tradurre tutto quanto non è ancora stato tradotto di quel ciclo, e soprattutto prospettare una adeguata occasione che permetta agli interessati di rivivere intensamente quel che attraversò gli animi degli ascoltatori che, in diverse città europee,  ascoltarono dalla viva voce di Steiner quei pensieri, appunto cento anni fa.

RUDOLF STEINER, CHI ERA COSTUI?

“Andiamo incontro a tempi in cui si saprà
di nuovo realmente vedere in che modo
lo spirito è all’opera sulla Terra”

Rudolf Steiner

dalla prefazione di Pietro Archiati alle tre conferenze di Rudolf Steiner
contenute nel libro:
L’EVOLUZIONE DELL’ETERNO FEMMINILE
Dall ‘Iside egizia alla Madonna cristiana

Rudolf Steiner - chi era costui? copertina
Rudolf Steiner - chi era costui? copertina

(…) E proprio leggendo Steiner capisco meglio perché il buon Dio potè finalmente riposarsi al sabato dopo aver creato l’uomo: da artista sommo qual è, potè darsi pace solo dopo aver creato un altro artista degno di lui, capace di dargli una mano! Con l’uomo, infatti, non si sentiva più solo nel suo creare sulla terra: ora poteva riposare davvero e lasciar continuare lui… Mica scherza Steiner quando chiama «antroposofia» la sua scienza dello spirito: grazie ad essa l’essere umano può assumere sempre più la sua sublime responsabilità di creatore nei confronti di tutte le creature! Antroposofìa vuol dire saggezza dell’uomo, conoscenza vera e profonda dell’essere umano da parte dell’uomo.

I greci non hanno forse riassunto il loro eros conoscitivo nella massima «Conosci tè stesso»? Antroposofia significa autoconoscenza umana: conoscenza dell’uomo quale piccolo cosmo in cui si riassume e rispecchia l’intero grande cosmo. Quando miriamo a conoscere direttamente il macrocosmo, ci tocca speculare a vanvera perché noi non siamo il macrocosmo. Qualora ci dedichiamo alla conoscenza del microcosmo «uomo», possiamo invece attenerci all’esperienza concreta che facciamo di noi stessi, a ciò che viviamo cioè direttamente e concretamente in quanto uomini.

L’antroposofia di Steiner vuol essere allora una conoscenza dell’uomo soprattutto nel senso che va conquistata dal pensiero umano stesso. Ciò vuoi dire che l’umanità è oggi in grado di fare un bel passo in avanti rispetto alla secolare «teosofia», o saggezza divina, che si fondava ancora sulla rivelazione impartita dall’alto. Era stato fin troppo modesto Antonio Rosmini – un vero gigante del pensiero, non meno dei tré grandi dell’idealismo tedesco! – nel chiamare Teosofia il suo poderoso Opus Magnum. La sua è ben più che una mera saggezza divina: è la più vasta e profonda introduzione che io conosca in lingua italiana a una vera e propria «antroposofia».

Clicca qui per scaricare il testo integrale

www.liberaconoscenza.it: Scienza dello Spirito e cultura “open” della Rete

Un articolo di Emanuele Banchio dalla Rivista Germogli / Anno 3 ‐ n. II ‐ Giugno 2012

 

GIOVANNI, GIORGIO E FABIO sono i fondatori di LiberaConoscenza.it. Ho avuto il piacere di conoscere questi tre personaggi in occasione delle mie recenti collaborazioni ai convegni di Pietro Archiati. Si tratta di uomini semplici e alla mano che, a uno sguardo superficiale, sembrerebbero persone assolutamente normali, ordinarie… Non sono vestiti di iuta, sandali, veli e lana cotta. E nemmeno di giacca, panciotto e papillon come le due categorie di antroposofi che avevo incontrato finora: l’ala fricchettona e quella snob. Ma dietro questi panni di ordinarietà si celano delle teste veramente creative e raffinate, dei cuori saldi e appassionati, delle mani forti e operose: persone straordinariamente preparate, ma nello stesso tempo umili, concrete e irresistibilmente spiritose.

Fabio Giorgio e Gianni a Dornach
Fabio, Giorgio e Gianni a Dornach, alcuni anni fa...

«Ciao Gianni, per il prossimo numero di Germogli vorrei scrivere un articolo su LiberaConoscenza.it, per farla conoscere ai lettori. Che te ne pare? Saresti disponibile per un’intervista telefonica? Fammi sapere quanto prima. Grazie. Emanuele». – Inviato: h23,47 25/04/2012.

«Ok, volentieri. Direi di far domani sera alle 21, così riesco anche a mangiare qualcosa. Non ho un telefono fisso ma ho skype. Può andare bene? Gianni». – Inviato: h00,08 26/04/2012.

«Ottimo. D’accordo il mio nome è em.benks; buona giornata, ci sentiamo alle 21!». – Inviato: h12,21 26/04/2012.

«Ciao Em sono un po’ in ritardo ma arrivo. Non disperare!!! […] sto cercando di lanciare skype col mio catorcio… spero di esserci quasi». – Inviato: h20,44 26/04/2012.

Finalmente riusciamo a collegarci…

Germogli: Che cos’è LiberaConoscenza.it?

Giovanni: « Beh, devo dire che questa domanda un po’ me l’aspettavo…».

G: Intendo dire: come e quando nasce questa realtà; a partire da quali ideali; che scopi si prefigge?

 Giovanni: «Diciamo che le circostanze e il modo in cui è nata, in un certo senso, spiegano che cosa effettivamente sia LiberaConoscenza.it. Io e i miei amici Giorgio e Fabio ci occupiamo di antroposofia da una quindicina d’anni e da circa dieci anni collaboriamo all’organizzazione dei seminari di Pietro Archiati. La nostra grande passione per la Scienza dello Spirito di Rudolf Steiner aveva fatto nascere in noi il forte desiderio di adoperarci affinché sempre più persone avessero la possibilità di entrare in contatto con queste conoscenze per noi così fondamentali; e da qualche tempo stavamo meditando sulle potenzialità di Internet come mezzo idoneo a favorire la libera circolazione e diffusione (perché no!) anche di questi contenuti. Nel febbraio del 2004, al sesto seminario sul Vangelo di Giovanni tenutosi a Rimini, una signora mi si avvicinò e mi disse: «Per fortuna, dopo tanti sforzi, sono riuscita a reperire le informazioni necessarie per venire fin qui… Avevo provato invano a cercare in Rete. Non avete un sito Web in cui comunicate le indicazioni logistiche riguardanti i convegni che organizzate?». Questa domanda si potrebbe dire che accese i nostri animi e ci spinse a tradurre finalmente in azione quell’idea che già da qualche tempo ci balenava in mente. Otto anni fa l’utilizzo del Web non era ancora così capillarmente diffuso come oggi, tuttavia già allora si vedeva la direzione verso cui saremmo andati; e la creazione di un sito Internet per la diffusione in Italia della Scienza dello Spirito che fosse indipendente, ossia non direttamente riconducibile ai siti ufficiali di antroposofia, ci parve che fosse un’idea utile.

Durante il viaggio di ritorno da quel seminario discutemmo a lungo sul nome da dare a questo nostro progetto. Doveva essere una formula che in modo breve ed efficace desse esattamente l’idea di quelli che erano gli intenti che ci animavano e che, nel contempo, non richiamasse immediatamente etichette già conosciute e catalogate. Doveva essere un nome che rispecchiasse quello che secondo noi è un valore fondamentale, il primo passo verso qualsiasi cammino un essere umano voglia intraprendere: la conoscenza. Optammo infine per “LiberaConoscenza.it”. Questo nome racchiudeva l’ideale di vita in cui noi credevamo e che tuttora cerchiamo di attuare: non intendiamo fare un proselitismo intrusivo, ma semplicemente, per così dire, “riempire un buco”, colmare una mancanza di informazione… condividere, senza spingere, offrendo a chi cerca la possibilità di trovare una risposta. Noi non siamo dei “venditori porta a porta”, ma abbiamo voluto creare una vetrina in cui le conoscenze esoteriche della Scienza dello Spirito potessero essere liberamente accessibili a tutti coloro che volessero attingervi».

emanuele banchio
Emanuele Banchio - Studente di scuola steineriana tra il 1990 e il 1998.

G: A questo proposito ho spesso sentito obbiettare, da antroposofi di vecchio stampo, che le conoscenze esoteriche della Scienza dello Spirito non andrebbero “sbandierate ai quattro venti” perché esse potrebbero essere utilizzate in modo inopportuno e risultare addirittura dannose per un individuo che le incontrasse prima di “essere pronto” a riceverle…

 Giovanni: «Noi non vogliamo giudicare la vita degli altri. La nostra vuole essere una pura offerta, nella convinzione che nessuno più dell’individuo può essere in grado di giudicare, per se stesso, se “è pronto” o meno a ricevere e accogliere determinate conoscenze. D’altra parte, va da sé che ognuno prenda l’antroposofia secondo il grado di maturità in cui si trova. Non spetta certo a nessuno di noi arrogarci il diritto di giudicare la maturità di chicchessia al di fuori della nostra… ciascuno della propria».

G: Mi sembra che questo vostro approccio al sapere, per così dire anti-elitario e democratico, sia decisamente al passo con i nostri tempi! Come decideste di procedere dunque?

 Giovanni: «Nel giro di due mesi comprammo il dominio in Internet e, improvvisandoci webdesigner, abbiamo costruito il sito. E così, con l’invio del primo “notiziario” ai nostri primi contatti e-mail, nella ricorrenza della Pasqua del 2004 ha avuto inizio la nostra avventura. Inizialmente ci limitavamo a pubblicare le date e i luoghi dei vari convegni e seminari di Pietro Archiati; questo perché, ai nostri occhi, egli ha il merito di portare i contenuti del pensiero di Rudolf Steiner in modo molto attuale, concreto e accessibile a tutti. Successivamente abbiamo incominciato a pubblicizzare anche molte altre iniziative antroposofiche in Italia.

Abbiamo però scelto deliberatamente, diciamo anche per un senso di responsabilità nei confronti dei nostri lettori, di pubblicizzare esclusivamente ciò di cui abbiamo avuto esperienza diretta e che riteniamo essere in sintonia con i contenuti e con lo spirito del lavoro che abbiamo intrapreso. Abbiamo puntato più su quella che secondo i nostri parametri è la qualità piuttosto che sulla quantità degli eventi pubblicizzati. Nel contempo, però, abbiamo sentito l’esigenza di non limitarci a dare informazioni sulle iniziative in corso. Ognuno di noi possedeva infatti materiali stupendi e preziosi (opere non più ristampate, praticamente dimenticate e introvabili, traduzioni di testi inediti in Italia, registrazioni di conferenze, ecc.) che ci sembrava un peccato tenere soltanto per la nostra ristretta cerchia di amici. Così sul nostro sito abbiamo iniziato a mettere a disposizione anche questi materiali, incoraggiando i nostri lettori a fare altrettanto».

G: Come si struttura il sito Internet www.liberaconoscenza.it?

 Giovanni: «A grandi linee il sito si articola in tre sezioni fondamentali: l’Agenda, in cui vengono riportati i vari appuntamenti e le iniziative che via via si presentano; i Contenuti, in cui si trovano articoli, testi, trascrizioni di conferenze e audio di convegni e seminari parzialmente o integralmente scaricabili dal sito; i Links, dove vengono proposti collegamenti ad altri siti Internet che trattano, a vario titolo, di Scienza dello Spirito. A queste si aggiungono le due sezioni, che tra l’altro sono in assoluto le più visitate, dedicate alla presentazione di Rudolf Steiner e di Pietro Archiati. Per concludere, ci tengo a segnalare quelli che reputo essere i “fiori all’occhiello” del sito: il sommario dell’Opera Omnia, gli inediti di Rudolf Steiner, la sezione dedicata agli articoli dei lettori… e poi a partire da aprile ci sono alcune novità di cui ti parlerò più avanti».

G: I materiali della sezione Contenuti sono tutti liberamente scaricabili?

 Giovanni: «Sì, i contenuti sono resi liberamente accessibili e usufruibili, anche se “liberamente” non significa necessariamente in modo gratuito; il sito infatti non ha sponsor né finanziatori, ma si fonda sulla formula del Libero apprezzamento: vogliamo riporre la nostra massima fiducia in coloro che riterranno utile questa iniziativa».

G: Che cos’è il Libero apprezzamento?

Giovanni: «È un concetto non facile da spiegare oggigiorno perché si tratta di un’idea alla quale non siamo abituati: c’è una bella differenza tra “ap-prezzare”, ossia attribuire un prezzo, un valore, e “pagare” un lavoro. E non significa nemmeno “fare una donazione” che è, diciamo, un’azione altruistica. “Apprezzare” è un’azione, si potrebbe dire paradossalmente, egoistica: se io apprezzo il lavoro di una persona è perché, in qualche modo, questo lavoro mi ha dato un qualche beneficio (sul piano materiale e/o spirituale)… e allora sarò io il primo a voler “foraggiare” questa persona, affinché essa sia messa nelle condizioni di portare avanti questo suo lavoro, esplicando sempre meglio il suo talento. E in questo processo di scambio, ciascun individuo, che è per così dire fruitore di un dato servizio, sarà libero di dare in cambio proporzionalmente a quanto riterrà di aver ricevuto e a quanto gli sarà concesso di dare, in relazione a quelle che sono le sue risorse economiche. Noi vogliamo che chi ritiene di non aver ricevuto nulla non dia nulla! Per questo abbiamo evitato di stabilire un “prezzo” da pagare; perché è fondamentale che ciascun individuo si chieda: «Quanto è importante per me quello che mi è stato messo a disposizione? Che valore gli do? Ritengo utile che chi mette a disposizione questi contenuti possa continuare a farlo, affinché possano essere offerti magari anche ad altri?». Insomma, noi riteniamo sia importante affidarsi, con la massima fiducia, all’intima onestà interiore di ciascun individuo, che meglio di ogni altro può, per se stesso, dare un valore a ciò che gli viene offerto.

G: Ci sono altre realtà che adottano la formula del Libero apprezzamento?

 Giovanni: «Non saprei dire con precisione, ma credo e spero proprio di sì. Per certo posso dirti, però, che questo sistema è un tratto che accomuna praticamente tutte le iniziative che noi pubblicizziamo sul nostro sito. Per esempio Pietro Archiati, Mauro Vaccani e Fabio Delizia, nelle loro conferenze, convegni e seminari, si avvalgono della formula del Libero apprezzamento; proprio perché essa dà la massima fiducia e libertà ai partecipanti, anche se comporta un rischio per gli organizzatori».

G: E il fatto che ciascuno sia libero di contribuire ai costi delle iniziative culturali a cui partecipa per quello che si sente, e soprattutto per quello che può, fa sì che la conoscenza diventi veramente un bene liberamente accessibile a tutti e non un privilegio elitario per i pochi che se lo possono permettere…

 Giovanni: «Esattamente. Se noi, come molto spesso accade anche nelle iniziative culturali antroposofiche, imponessimo una tariffa rigida di cento euro o più per l’iscrizione a un convegno della durata di un week-end (a cui vanno a sommarsi le spese per vitto e alloggio), inevitabilmente diverse persone non potrebbero parteciparvi. Il nostro pubblico automaticamente si restringerebbe alla esclusiva cerchia di coloro che hanno la disponibilità economica per pagare quei soldi!».

G: Come rispondono le persone poste di fronte alla libertà che la formula del Libero apprezzamento concede loro? Tendenzialmente ritieni che sia, per così dire, ben riposta la vostra fiducia?

 Giovanni: «La risposta è sicuramente affermativa se ci riferiamo alle iniziative culturali. Per quanto riguarda il sito le cose stanno diversamente: benché esso registri parecchie visite e i contenuti siano utilizzati da molte persone (a marzo per esempio abbiamo avuto circa tremila visitatori, e di questi circa un terzo ha scaricato o consultato del materiale), finora gli apprezzamenti economici devoluti a LiberaConoscenza.it sono stati piuttosto esigui; ma ciò dipende dal fatto che questa formula è un’idea ancora difficile da comprendere per i più. Ci vuole tempo. Fortunatamente siamo comunque sempre riusciti per lo meno a mantenere le spese del sito, oltre che a dare qualche piccolo compenso agli autori dei libri. Il ricavato degli incassi infatti, per il 10% (al netto delle tasse) lo utilizziamo per le spese di mantenimento e promozione del sito, mentre il restante 90% lo diamo ai legittimi proprietari delle opere, agli autori».

G: A questo proposito, il fatto che voi mettiate a disposizione libri in formato elettronico scaricabili liberamente non rischia di arrecare un danno economico agli autori, ai traduttori e alle case editrici che si sostentano sui profitti derivanti dalla vendita di quegli stessi libri?

 Giovanni: «Ritengo di no: normalmente i traduttori vengono pagati dall’editore a cartella e non sulla vendita dei libri. Autori ed editori poi, non ricevono alcun danno economico per varie ragioni: da un lato perché ciò che noi pubblichiamo sul sito in formato elettronico (sempre previo consenso degli stessi) sono opere inedite; oppure sono, non novità editoriali, ma libri ormai fuori produzione o che comunque hanno esaurito la loro “vita cartacea” e non vendono più. Dall’altro lato c’è da considerare il fatto che mettere in Internet un libro in formato elettronico in verità incentiva la vendita del suo formato cartaceo perché è un ottimo modo di pubblicizzarlo e di farlo conoscere. Infine, noi ci impegniamo, eventualmente, a togliere dal sito le conferenze inedite qualora esse venissero pubblicate in modo “ufficiale” da una casa editrice».

G: Per chi scarica i contenuti da voi messi a disposizione sul sito ci sono delle regole a cui attenersi, tipo l’obbligo di farne un uso esclusivamente privato?

 Giovanni: «Noi non poniamo alcun limite, anzi, incentiviamo la libera circolazione di questi materiali, di queste conoscenze e lasciamo che i lettori ne facciano l’uso che desiderano. Tutto il materiale proposto è protetto da una licenza (Creative Commons) di Pubblico utilizzo che permette a chiunque di scaricare, copiare e distribuire questo materiale a patto che: 1) sia sempre citata la fonte; 2) non venga modificato il contenuto; 3) rimanga di libero accesso, cioè non venga “commercializzato”».

G: Dal lontano maggio 2004, quando inviaste il vostro primo notiziario, a oggi sono trascorsi esattamente otto anni: qual è stato il cammino di LiberaConoscenza.it in questo arco di tempo e quali eventuali evoluzioni future si prospettano?

 Giovanni: «Il sito è sempre stato fedele a se stesso. L’unica evoluzione, se così possiamo chiamarla, è stato il nostro ingresso, nel gennaio 2011, in Facebook, dove al momento abbiamo 750 contatti che vanno a sommarsi ai 1300 iscritti alla nostra newsletter mensile. Attualmente stiamo operando una ristrutturazione e un ammodernamento del sito che saranno ultimati nei prossimi mesi. Infine, come ti avevo anticipato prima, a partire da aprile si è verificato un fatto che ci coinvolge direttamente: il 31 marzo 2012 l’Archiati Edizioni ha cessato di esistere. Tutti i libri in formato cartaceo facenti parte del suo magazzino sono stati rilevati dalla nuova casa editrice Edizioni Rudolf Steiner che proseguirà l’attività editoriale con la pubblicazione e la vendita dei testi di Rudolf Steiner e Pietro Archiati.

I contenuti (i libri in formato elettronico e i podcast di tutte le audio- conferenze) di Archiati Edizioni andranno invece a beneficio dei visitatori di LiberaConoscenza.it. Nel corso dei prossimi mesi ci impegniamo a rendere questi contenuti liberamente scaricabili attraverso la formula del Libero apprezzamento, come sempre. Inoltre, lo scaffale virtuale della home page di Archiati Edizioni sarà trasportato su LiberaConoscenza.it e utilizzato per riporvi i nostri libri. Infine, il blog di Archiati Edizioni troverà anch’esso posto nel nostro sito e diventerà un’occasione per avere scambi più ravvicinati con i nostri lettori ed essere più vicini alle persone. Attraverso il blog ci auguriamo che LiberaConoscenza.it diventi non più soltanto un luogo di condivisione dei saperi, ma anche di scambio diretto delle idee. Più ancora di quanto non sia avvenuto finora attraverso la pubblicazione dei bellissimi articoli che i nostri lettori ci hanno inviato nel corso di questi primi otto anni».

G: Un’ultima domanda: come ci si iscrive alla vostra Newsletter, al vostro notiziario mensile?

 Giovanni: «Sia per iscriversi che, eventualmente, per cancellarsi dall’iscrizione, è sufficiente farne richiesta all’indirizzo di posta elettronica: info@liberaconoscenza.it».

Logo di LiberaCOnoscenza.it
Il logo di LiberaConoscenza.it

Il terremoto infinito: il punto di vista scientifico-spirituale

Il Duomo di Mirandola maggio 2012

Ti svegli una mattina, e pensi “per fortuna è ancora presto, ho tutto il tempo di prepararmi con calma” e…. accompagnare le bambine a scuola, o infilarti il vestito da lavoro. Mentre compi i tuoi gesti quotidiani non pensi e non sai che li stai compiendo forse per l’ultima volta, o che per molto tempo, nei giorni a venire,  la tua vita non sarà più la stessa. Un boato fortissimo, e la terra inizia a tremare. Nelle scosse, innumerevoli, che seguono, il terremoto distrugge case, scuole, strade, capannoni, industrie, la gran parte di quello che conoscevi del tuo paese. Un nuovo panorama si stende ora davanti agli occhi increduli mentre le persone si aggirano fra il fumo, i calcinacci, le sirene dei soccorsi che coprono le voci care, le parole in dialetto. Un’unica domanda affiora nell’incrocio di sguardi: come è possibile?

 Nei blog che nascono ogni giorno per dare spazio alle testimonianze del terremoto infinito di queste settimane si trovano racconti come questo. Oppure frasi come quella di A., che alla fine di una conversazione, conclude: “io sento che Dio, in questo momento, ha abbandonato l’Italia’.  Una reazione umanissima, comprensibilissima, che suscita i sentimenti di compassione più profonda.

Di fronte a queste domande angosciose, diventa sempre più urgente ri-appropriarci di una prospettiva della realtà che comprenda anche tutta la parte  che si svolge ‘dietro le quinte’ della nostra vita visibile nel mondo fisico:  la parte spirituale, le azioni divine compiute da esseri spirituali nelle anime umane, che il pesante velo del materialismo ci impedisce di vedere. Solo così riusciremo a trovare risposte accettabili, che non siano frutto di imposture consolatorie distribuite a buon mercato. Solo così i fili del karma individuale e collettivo che si intrecciano in un evento come questo acquisiranno un significato che la mente e il cuore possono sopportare, perché ‘si inseriscono nel nesso del divenire universale’.

Dice Rudolf Steiner nella conferenza ‘L’evoluzione morale dell’uomo quale causa prima delle catastrofi naturali‘ (Dornach, 1924): “Miei cari amici, a partire da ciò che ho detto nelle conferenze precedenti, potete già immaginare che i fenomeni naturali esterni stanno in rapporto con gli eventi karmici dell’umanità. Colui che dirige il suo sguardo non soltanto ai fenomeni naturali, ma anche alla complessiva realtà cosmico-umana, vede il rapporto che c’è fra ciò che, in un certo periodo, avviene all’interno di gruppi di uomini e ciò che si manifesta in un tempo successivo come processi di natura. Possiamo a volte osservare certi eventi naturali che irrompono nella vita della Terra. (…) Se li cogliamo solo come fenomeni naturali siamo davanti a qualcosa che, dapprima, ci sembra incomprensibile rispetto all’impressione generale che riceviamo dal mondo” E continua, più avanti: “La ricerca scientifico-spirituale permette di fare un ulteriore passo avanti perché ci mette a disposizione punti di vista significativi proprio in relazione a questi eventi naturali.” 

Alcuni di questi ‘punti di vista’, contenuti nelle due conferenze del libro Catastrofi naturali come responsabilità morale illuminano con chiarezza le cause, di cui noi uomini siamo tutti corresponsabili, perchè le origini delle catastrofi naturali sono state create “nel corso degli orrori e delle atrocità delle guerre, a causa delle efferatezze sorte con l’evoluzione ed il progresso dell’umanità“. Più chiaro di così….

In altre conferenze, come in Mefistofele e i terremoti, di cui riportiamo un interessante stralcio (tratto dalla rivista Antroposofica del 1971, mentre l’intera conferenza si trova in Antropologia scientifico-spirituale, O.O. 107 – Ed. Antroposofica 2009), Steiner indaga il fenomeno dei terremoti dal punto di vista occulto: ‘(…) esistono nessi occulti fra gli eventi che accadono sulla Terra ed esseri che esercitano influssi spirituali sulle anime umane per condurle all’errore (…) si può scorgere che, pur essendo in certo modo incatenato, egli (Arimane,ndr) ha nell’interno della terra certi punti d’appiglio per il suo agire. Se si potessero conoscere i misteriosi rapporti che intercorrono fra quanto è accaduto sulla terra per influsso di Arimane e quanto in tal modo è divenuto il suo karma, allora nei fenomeni tellurici si riconoscerebbe anche il rap­porto fra quanto avviene nella natura in forma così terribilmente dolorosa e tragica e quanto regna fra gli uomini sulla terra’. E ancora: ‘ Qui sul piano fisico si presentano nei destini del­l’umanità taluni fatti, senza che a tutta prima se ne possano scoprire i nessi misteriosi; ma le conseguenze karmiche av­vengono ineluttabilmente. E a partire dalla seconda metà dell’epoca atlantica il karma di Arimane è connesso col karma dell’umanità.” 

Quanto può essere pesante, per le nostre anime, leggere parole come queste! Quanta impotenza sentiamo di fronte al concetto di ineluttabilità…. continua Steiner: ‘(…) tuttavia nei riguardi di siffatti eventi catastrofici, solo due o tre volte in ogni secolo, al massimo due o tre volte, dalle sedi dell’iniziazione potrebbe veramente essere predetto qualcosa. Dovete infatti pensare che queste catastrofi sono proprio connesse col karma dell’umanità e che, quand’anche potessero per esempio essere evitate in qualche caso particolare, esse dovrebbero poi comparire in altro luogo ed in altra manifestazione. Nulla si potrebbe mutare dell’evento, con una predizione’.  

Ma se, come si è visto, sono le ‘forze arimaniche a mostrare il loro volto voluttuosamente soddisfatto dalle profondità della Terra ogni volta che si verificano queste catastrofi naturali’, non possiamo dimenticare che ‘ciò che di ingiusto viene da Arimane e da Lucifero seminato nel mondo dietro le quinte dell’esistenza, tutto questo mediante le divinità buone viene di nuovo indirizzato sulle vie della giustizia così che, alla fine, il nesso karmico è sempre buono e giusto’. 

Queste sono le verità che vanno di nuovo imparate. Conclude Steiner: ‘Non dovete perciò pen­sare che il misterioso rapporto fra catastrofi telluriche e karma dell’umanità sia un segreto non investigabile. Esso è inve­stigabile: ma vi sono buone ragioni per cui questi profon­dissimi segreti oggi possono palesarsi al mondo solo in forma quanto mai generica. Grazie alla scienza dello spirito dob­biamo prima rendere evidente agli uomini il rapporto fra le loro stesse azioni ed i fenomeni naturali; e allora potrà anche giungere il tempo in cui l’umanità, riconoscendo questo rap­porto, si renda atta a ricevere le giuste risposte. Questo tempo verrà. È però vero che la scienza occulta potrà andare incon­tro ai più diversi destini. Potrà darsi che il suo influsso venga paralizzato e che resti limitato ad una cerchia ristretta. Ciononostante essa riuscirà a farsi strada e ad inserirsi nel karma dell’umanità. E allora l’umanità avrà essa stessa la possibilità di influire sul proprio karma.’ 

Per leggere lo stralcio della conferenzaMefistofele e i terremoti’

 

 


Da ‘Il ritorno del Cristo oggi’ un brano della conferenza di Karlsruhe del gennaio 1910

(…) Così ci è dunque permesso di parlare del ritorno del Cristo e del fatto che ci eleviamo al Cristo nel mondo spirituale acquisendo il vedere eterico.

Il Cristo è sempre presente, ma si trova nel mondo spirituale! E noi lo possiamo raggiungere se ci eleviamo dentro quel mondo.

Tutto l’insegnamento antroposofico deve trasformarsi in noi nel forte desiderio che questo evento non passi dinanzi all’umanità senza lasciare tracce, ma che a poco a poco si formi un’umanità – nel tempo che abbiamo a disposizione – che possa essere matura a sviluppare in sé queste nuove facoltà ed in tal modo a collegarsi nuo­vamente con il Cristo.

Poiché altrimenti l’umanità dovrebbe attendere molto a lungo prima che le possa venire data un’altra volta una tale occasione. Dovrebbe attendere a lungo… fino ad una reincarnazione della Terra.

Se l’umanità ignorasse questo evento del ritorno del Cristo, la visione del Cristo nel corpo eterico resterebbe limitata a coloro che attraverso una preparazione esoterica mostrino di volersi elevare ad una simile esperienza. Ma la grandiosità del fatto che queste facoltà verrebbero conseguite per l’intera umanità, per tutti gli uomini, il fatto che questo grande avvenimento verrebbe compreso tramite le facoltà che tutti gli uomini hanno naturalmente sviluppato… ciò sarebbe impossibile per lungo, lungo tempo.

Vediamo così che nella nostra epoca vi è qualcosa che giustifica l’esistenza e l’azione della scienza dello spirito nel mondo. Ad essa non importa solamente soddisfare esigenze teoriche, curiosità scientifiche. Che la scienza dello spirito prepari gli uomini a questo evento, li prepari a porsi in modo giusto nel loro tempo e a vedere con luminosa chiarezza di intelletto e di giudizio ciò che ve­ramente è presente – ma potrebbe passare davanti agli uomini senza che essi possano farlo fruttificare –: ecco di cosa si tratta!        Rudolf Steiner

Creare e vivere una nuova vita: è arrivata la nuova edizione

Oggi abbiamo la possibilità di fare un salto di coscienza ‘quantico’, simile a quello che dalla condizione infantile, del bambino, conduce a quella infinitamente vasta dell’adulto. Grazie a quel ‘finimondo’ che accadde cento anni fa – quando la scienza dello spirito fece il suo ingresso nel mondo – l’uomo di oggi, se sa vedere, ha gli strumenti per inoltrarsi in una prospettiva di crescita vertiginosa, imparagonabile a tutto ciò che l’umanità ha conosciuto finora.  Con questo libro importante, interamente riveduto e rinnovato nella scrittura e nella veste grafica, abbiamo cercato di rendere agevole la lettura delle conferenze del convegno che Pietro Archiati tenne nell’aprile del 2005 a Roma, dal titolo ‘La scienza dello spirito per tutti’. L’impulso scientifico-spirituale in questo libro è presentato come la chiave di volta per trovare un senso alle grandi domande dell’esistenza, e per recuperare non solo il senso della vita, ma anche tutta la sua bellezza.

La scienza dello spirito sa fornire anche risposte del tutto nuove e convincenti sui grandi, eterni interrogativi dell’esistenza umana: qual è il senso della morte – che cosa ci aspetta dopo? C’è un significato positivo anche nella malattia e nel dolore? E che cosa si intende quando si parla di karma individuale? Una conoscenza oggettiva dei mondi e delle realtà spirituali può, più di ogni altra cosa, ridare senso e slancio alla vita. L’uomo si sente in compagnia di tanti esseri spirituali che si dedicano al suo bene e può capire sempre meglio il bene concreto che lo attende in ogni giorno e in ogni incontro.                              (Pietro Archiati)