Il mondo che nasce – Adriano Olivetti

Adriano Olivetti
Adriano Olivetti

…in questo periodo mi sono appassionata alla lettura di «Il mondo che nasce», gli scritti di Adriano Olivetti che venne profondamente influenzato dalla triarticolazione sociale di Steiner (anche se lui non ne fece espressamente diretta menzione). Penso che segnalare su Liberaconoscenza l’esistenza di questo libro possa contribuire a rendere noto quest’uomo di impresa il cui pensiero ha dato tanto frutto nel contesto lavorativo italiano. Questo è stato il mio pensiero di questo primo mattino.

«Per guidare ora gli uomini nella loro vita di ogni giorno e nella loro breve vita terrena, occorre che il mondo politico ancor chiuso nel suo tradizionale empirismo accetti finalmente le indicazioni della scienza e riconosca il fine e i mezzi dell’azione comunitaria in cui i valori dello spirito, Verità, Giustizia, Bellezza, Amore possano realmente prendere il dominio e il sopravvento. Una società che non crede nei valori spirituali, non crede nemmeno nel proprio avvenire e non potrà mai avviarsi verso una meta comune e affogherà la comunità nazionale in una vita limitata, meschina, corrotta. Senza questa comprensione dei valori scientifici e spirituali vediamo l’attività dello Stato disperdersi, disintegrarsi, sconnettersi in mille provvedimenti caotici, dispersivi, che non conducono ad alcun fine organizzato e consapevole, se non a quello fraudolento di ingrandire la potenza del proprio partito, favorendo clientele e interessi particolare. Troviamo così innanzi a noi gli antipodi dell’atteso splendido regno della giustizia, della cultura e della verità. È soprattutto nella Verità che troveremo la vera rivoluzione, il vero rinnovamento morale e materiale di ogni cosa. Poiché la Verità è tutto: scienza, sapienza, carità.»

Tratto dal III capitolo (Le forze spirituali), Adriano Olivetti, Il mondo che nasce, Edizioni di Comunità (www. edizionidicomunita.it)

Pagina di Wikipedia su Adriano Olivetti

Grazie a Letizia Omodeo.

IL DISOCCUPATO COME APPRENDISTA INIZIATO

di Michael Joseph

Dalla Rivista Kairòs – n° 3 di maggio/giugno 1997

 

Le sette fasi del “disoccupato” - schema
Le sette fasi del “disoccupato”

 

L’idea centrale dell’articolo precedente di mettere in parallelo le fasi psicologiche del nuovo disoccupato e quelle di morte imminente (morte dell’altro o di se stessi), di cui trattano gli studi del Dr. Moody e di Elisabeth Kübler-Ross, è estremamente illuminante. Qual è tuttavia la differenza tra “erranza” e “passaggio iniziatico”? Tutta la differenza si gioca alla sesta fase, definita fase “cerniera”, dato che il “disoccupato “ può qui trasformare la sua accettazione in rassegnazione, e regredire allora alle fasi precedenti, o, al contrario, trasformarla in un modo di procedere attivo, e passare così alle due fasi successive nelle quali, da vittima, diventa attore. Queste tre ultime fasi significano una presa di coscienza ed è effettivamente l’intensificazione della coscienza a permettere la traversata iniziatica. Se si considera che l’ottava fase (la rinascita) non è che il passaggio cosciente della soglia, cioè un ricominciare su un piano superiore, si ottengono sette tappe in questo cammino, le quali corrispondono alla settuplice costituzione dell’uomo come è descritta, per esempio, nel libro Teosofia di Rudolf Steiner.

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kairos 3 maggio-giugno 1997 – disoccupato come apprendista

DISOCCUPAZIONE: ERRANZA O PASSAGGIO INIZIATICO?

di Marie-Odile Sansault

Dalla Rivista Kairòs – n° 3 di maggio/giugno 1997

Disoccupati
Disoccupati in fila a Water Street, New York, 1932

I due articoli che seguono trattano un tema di cocente attualità, quello della disoccupazione, un fenomeno che sta assumendo, in particolare nel mondo occidentale, dimensioni drammatiche a livello sia sociale che individuale. Nell’Unione Europea i disoccupati sono oltre 18 milioni, pari al 10,9% della popolazione attiva. Ma come tutti gli altri eventi rilevanti della nostra vita – una malattia, la morte di una persona cara, il divorzio, ma anche una nascita, il matrimonio, un nuovo incontro – anche la disoccupazione rappresenta una possibilità di crescita offerta all’essere umano. Questi due articoli propongono un punto di vista nuovo sul fenomeno e illustrano, seppure schematicamente, le diverse fasi dell’esperienza intese come potenziali passi di evoluzione personale.

L’attualità sociale pone la disoccupazione al centro delle preoccupazioni individuali e collettive. Abbiamo tutti nella nostra cerchia ristretta, nella nostra famiglia, persone senza lavoro, chiamate pudicamente “cercatori di impiego”. Ognuno ha la sua opinione sullo status di disoccupato: vittima della recessione economica, fannullone contento della sua sorte, infelice che si dibatte e si dice pronto a fare qualsiasi cosa… La popolazione dei senza lavoro non è più superficiale né più co­raggiosa del resto dei suoi concittadini. Si tratta semplicemente di considerare questa mancanza di impiego come un periodo particolare dell’esistenza: momento di vuoto che permette di porsi questioni di fondo sulla propria identità, sui propri progetti, sui propri valori. La disoccupazione diventa allora aratrice, fonte di rivelazione, tappa iniziatica. Prima di arrivare a questo punto, l’individuo sarà messo a confronto, con maggiore o minore intensità, a seconda dei casi, con l’erosione progressiva causata dalla disoccupazione…

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Kairos 3, maggio-giugno 1997 – Disoccupazione: erranza o passaggio

Il convegno di Roma sulla triarticolazione del sociale: all’insegna della positività

l'uomo sano
l'uomo sano...

Ecco l’uomo sano, nel disegno fatto da Pietro Archiati alla lavagna, durante il convegno tenuto all’Università La Sapienza di Roma: un essere da cui sprigiona il massimo della creatività, un uomo (o una donna) che gioisce, che si realizza, nell’esplicare i suoi talenti. Perché sta proprio qui la chiave di un cambiamento concreto in campo sociale: nel ripristinare una sana corrispondenza fra l’espressione dei talenti e l’appagamento dei bisogni. Un equilibrio non facile da trovare, soprattutto in tempi di materialismo, in cui si pone un esagerato accento sui bisogni (veri o immaginari) omettendo l’anelito più alto dell’essere umano: realizzare il proprio talento individuale a beneficio della comunità. Pietro Archiati lo ha ribadito più volte, durante il convegno: questo è un cambiamento che può fare ognuno, non costa niente e si può fare adesso.

La tremenda crisi economica che stiamo vivendo in Occidente è figlia della profonda disarmonia, portata da un esasperato materialismo, fra le tre sfere della cultura, della politica e dell’economia: per porvi rimedio non servono ideali paralleli (e quindi impraticabili). Nessuna rivoluzione violenta, nessun rifugio in una moneta alternativa (un’altra illusione dell’egoismo…) ma una graduale presa di coscienza, che permetta di praticare, fin da subito, nel nostro piccolo, una triarticolazione del sociale a livello individuale.

Un convegno apprezzatissimo e ricchissimo di orientamenti per aiutarci a ricollocare nella giusta luce concetti ormai del tutto snaturati quali lavoro, denaro, commercio, consumo, produzione.  Proposte conoscitive per dimostrarci che il cambiamento, oltre che necessario, è praticabile, ed è l’unica alternativa concreta che abbiamo a disposizione per sanare il presente e andare incontro con fiducia al futuro.

Queste sono le uniche testimonianze fotografiche del convegno: ringraziamo Emanuele, che ha fatto prodigi!

Emanuele
Emanuele
L'Aula Magna di Economia
L'Aula Magna di Economia
La lavagna dell'aula
La lavagna dell'aula
I libri del convegno
I libri del convegno
al banchetto (1)
al banchetto (1)
al banchetto (2)
al banchetto (2)
Il guardiano della soglia
Il guardiano della soglia

Festeggiamo la nascita del nuovo sito sulla tripartizione del sociale in lingua italiana, che ci ha dedicato la sezione ‘testi on line’

Grazie ad Aurelio Riccioli e ad un gruppo di persone di Trieste molto determinate, da domenica 13 novembre è aperto il nuovo sito italiano www.tripartizione.it . Aurelio e il suo gruppo ci hanno lavorato per parecchi mesi: sono partiti dalla collaborazione con il sito tedesco http://www.dreigliederung.de/ e sono arrivati a costruire un sito ricco, documentato, semplice e graficamente gradevole in cui hanno messo ‘a disposizione dei lettori italiani, gratuitamente, on line, in formato digitale, le opere fondamentali del Dottore sulla Tripartizione’. Come hanno scritto, crediamo anche noi ‘che ci sia disperato bisogno degli impulsi nuovi della Tripartizione per produrre quel rinnovamento sociale di cui la civiltà contemporanea necessita per non sprofondare nella barbarie e nel caos’.

Nel nuovo sito, il link ‘testi on line’ contiene i libri della nostra Casa Editrice sul tema, scaricabili in formato pdf. Un’iniziativa importante, che ci incoraggia ad andare avanti e a stringere nuove collaborazioni con quanti sentono l’urgenza di diffondere l’idea che più stava a cuore a Rudolf Steiner, e per cui si è speso con tutte le sue forze, come testimoniano le sue stesse parole tratte da ‘Riscatto dai poteri’ (pag.320):

Nell’autunno o inverno del 1916, la Germania fece l’infelice Offerta di pace, a cui seguì la mossa surreale dei 14 punti di Woodrow Wilson. Subito dopo ho preso contatti con personaggi importanti, e non ho mai dovuto insistere, poiché mi venivano incontro spontaneamente ben più che a metà strada. Desideravo esporre un pensiero, che a molti poteva sembrare paradossale, ossia che in contrapposizione a questi 14 punti di Wilson, che pur essendo del tutto avulsi dalla realtà erano in grado di mobilitare una gran quantità di uomini, navi e cannoni, si potesse presentare al mondo l’idea della triarticolazione dell’organismo sociale. E ho constatato che diverse persone capivano bene la necessità di una trasformazione del genere, ma che nessuno, proprio nessuno, aveva in realtà il coraggio di fare qualcosa in questa direzione’.

Rudolf Steiner, dalla IV conferenza