Il Vangelo di Giovanni: l’adultera – il cieco nato

Dal quarto seminario del ciclo sul Vangelo di Giovanni, tenuto da Pietro Archiati a Rimini (RN) dal 26 al 30 Dicembre 2002

… Il vangelo di Giovanni è un testo nel quale il fattore religione diventa un fattore di conoscenza e di coscienza, e soltanto come conseguenza di ciò che avviene nella testa si accende il cuore; il cuore vive una gioia senza fine e l’assunto che sta alla base di questo tipo di esercizio è che l’essere umano gode nel cuore, gode nel sentimento la metà, quando il cuore e il sentimento non vengono accompagnati dalla conoscenza. Quando invece, come dire, precede la conoscenza, precede la scienza e quindi l’attività pensante della testa, il cuore ed il sentimento vengono raddoppiati. Quindi una religione senza testa è una mezza religione, e una religione come conseguenza di un cammino di coscienza e conoscitivo è una religione che raddoppia anche la gioia, il calore.…

… Il vangelo di Giovanni è quindi, per eccellenza, il testo fondamentale della conoscenza, del Logos. Il vangelo di Giovanni è un esercizio di pensiero dall’inizio alla fine. E quello che io faccio qui in italiano, un po’ balbettando, se volete, perché soffro un po’ del fatto di non esserci dentro in questa bella lingua – sono decenni che sono fuori e la mia conferenza autobiografica ve ne dà un’idea – però a parte questo, avendo fatto studi classici in Italia bene o male me la cavo, quello che io faccio qui davanti a voi -ripeto, per quanto modestamente magari arrabattandomi – per quanto mi riguarda sono sempre esercizi di pensiero, di conoscenza, di pulizia intellettuale.…

E la pulizia intellettuale sta nel fatto che ci si rimette in tutto e per tutto all’autorevolezza intellettiva di chi ascolta; in altre parole, ogni ascoltatore viene trattato come essere umano capace di prendere posizione conoscitiva in proprio nei confronti di ciò che si dice; quindi io non tollero che qui ci sia qualcuno che mi crede, che crede soltanto perché l’ho detto io; sarebbe una distruzione dell’esercizio che si fa. Parto da questo presupposto e mi aspetto che ci siano persone che bene o male capiscano quello che io dico – e sto parlando italiano non tedesco – e nel momento in cui lo capiscono lo facciano proprio e lo gestiscano.

Ognuno a modo suo. Questo mi interessa, e questo è bello.

8,4 – Gli dicono: «Maestro, questa donna è stata colta in flagrante adulterio. 8,5 – Nella legge Mosè ci ha comandato di lapidare cotali donne. Tu dunque cosa dici? 8,6 – Ciò dissero per metterlo alla prova affinché avessero un capo di accusa per accusarlo, Gesù invece chinandosi verso il basso scriveva nella terra col dito…

… È il tranello attraverso cui ognuno di noi potrebbe convincersi che la libertà non è possibile: se fai così ti tagliano la testa, se fai colà ti tagliano la testa. Se dice: «Sì, uccidetela», lo accusano. Se dice: «No, non uccidetela», lo accusano.

Perché l’essere umano trova sempre nuovi tranelli, nuove tentazioni, nuovi tentativi per screditare la forza del Cristo dentro di sé? Per poter poltrire, per aver la scusa di non esercitare la libertà individuale. Quindi è importante che noi terminiamo di sentirci migliori di quegli scribi e di quei farisei, perché se noi pensiamo: «Quegli scribi e quei farisei sono quella gente là di allora», non abbiamo capito nulla del testo! Il testo è fatto apposta per farmi capire dove sta in me lo scriba, e dove sta in me il fariseo. Perché se io penso di non avere dentro di me lo scriba, di non avere dentro di me il fariseo, non ho capito nulla di me stesso! Perché non avrei né l’uno né l’altro da superare, non avrei nulla da fare e non sarei nulla!

Quindi la domanda è: dove e come faccio io il fariseo, continuamente, nella società in cui vivo, nel mondo del lavoro, in famiglia? E come e dove faccio io lo scriba, continuamente? Allora il testo funziona.
Perché questi scribi e questi farisei chi sono?
Ogni essere umano… ogni essere umano.

Come può la forza del Cristo venire coltivata, sorgere, diventar sempre più forte, senza che questa forza del Cristo dentro di me, una forza di mediazione – la forza del centro, di rifare sempre l’equilibrio tra unilateralità – come può questa forza di equilibrio tra unilateralità in me venire esercitata senza che ci siano in me tutte e due le unilateralità?

Quindi si tratta di conoscerle in me, non in quegli scribi, non in quei farisei…

Il download integrale del Quarto fascicolo sul Vangelo di Giovanni (Dal seminario sul Vangelo di Giovanni tenuto da Pietro Archiati a Rimini dal 26 al 30 Dicembre 2002) è disponibile a questo collegamento.

 

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